Tav Firenze, luci e ombre: ok costi-benefici ma altre opzioni forse sarebbero migliori

La valutazione commissionata durante il mandato dell'ex ministro Toninelli è in corso di pubblicazione sul sito del Mit. L'eventuale rinuncia al tunnel costerebbe più di 333 milioni


(DIRE) Firenze, 4 nov. - "Il progetto di sottoattraversamento Av di Firenze risulta vantaggioso perché, nonostante i gravi aumenti di costo generalizzato che determinerà per i passeggeri verso Firenze e la Toscana, riduce il tempo di viaggio di una rilevante quantità di domanda sulle relazioni nord-sud, in particolare Triveneto-Sud. Anche l'aumento di offerta regionale e soprattutto metropolitana genera un importante beneficio". 

È quanto emerge dall'analisi costi-benefici stilata dal gruppo di lavoro coordinato dal professor Marco Ponti. La valutazione, commissionata e realizzata durante il mandato dell'ex ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, è in corso di pubblicazione sul sito del Mit.

La promozione del progetto che intende, fra l'altro, superare la sovrapposizione fra il traffico regionale e Av dei treni nel capoluogo toscano è netta, ma non totale: "Non sono state valutate alternative - viene precisato nelle conclusioni - e dunque il giudizio positivo sull'opera non può essere assoluto". 

In effetti, viene specificato, "relativamente alle alternative che si sarebbero potute considerare, dato per assunto che Firenze perde di accessibilità opzioni più dirette e dunque anche piùveloci, con fermata a Campo di Marte o a monte di Rifredi, avrebbero probabilmente dato risultati migliori". È un distinguo importante quello messo nero su bianco da parte del team di Ponti, che tempera la portata del verdetto finale dell'analisi: "In altre parole - si legge ancora - la scelta di seguire sotto terra la cintura ferroviaria ha introdotto vincoli al progetto e per contro non sembra averne minimizzato i disagi per i 'fiorentini'". Lo studio, al tempo stesso, non considera i costi esterni, cioè i danni non compensati, ma questi "non dovrebbero essere tali da modificare il risultato". Per incidere dovrebbero ammontare a centinaia di milioni.

Ai fini della solidità del risultato finale del tunnel Av di Firenze, invece, sono due i fattori determinanti: il costo dell'investimento, che non può crescere di oltre il 22%, e l'effettivo guadagno di tempo per i passeggeri ad alta velocità che devono risparmiare non meno di 10 minuti per ciascun viaggio. In questa ottica, invece, viene sottolineata la valenza della stazione circondaria e/o del people mover per mitigare l'effetto negativo sui viaggiatori toscani che arrivando a Santa Maria Novella dovranno muoversi sino alla stazione Foster per proseguire il percorso su un treno Av con relativo aggravio dei tempi. A fronte di questa analisi la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, coerentemente con quanto già dichiarato nelle scorse settimane durante un sopralluogo ai cantieri Tav di Firenze sembra orientata a incontrare quanto prima le associazioni che coltivano ancora dubbi sull'utilità del progetto. Forte anche di un dato contenuto nell'analisi, che in qualche modo ne certifica l'irreversibilità: l'eventuale rinuncia al tunnel e i conseguenti lavori di ripristino verrebbero a costare una cifra assai salata in relazione alla portata dell'infrastruttura, ovvero più di 333 milioni. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze