TAV a Firenze: “Grave e pericoloso perseverare nella dilapidazione di denaro pubblico”!

Dopo l’allarme espresso dai sindacati, Idra spedisce due lettere a Roma, destinatari i ministri De Micheli e Patuanelli


La preoccupazione espressa da Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil per le sorti dei lavori di realizzazione del nodo fiorentino dell’Alta velocità (doppio sottoattraversamento contro-falda e fantomatica stazione Foster) non ha lasciato indifferente l’associazione fiorentina che dal 1994 contrasta quell’opera. Come i sindacati confederali dell’edilizia, ma con un intento opposto, anche Idra chiede un incontro urgente a Stefano Patuanelli, e scrivendo al ministro dello Sviluppo economico commenta indignata la perdurante caparbia volontà - da parte di sindacati che si ostinano a non guardare al di là della punta del naso di una ‘grande opera’ grottescamente fallimentare 20 anni dopo l’atto di approvazione in conferenza di servizi il 3 marzo 1999 - di perseverare nella dilapidazione di denaro pubblico necessaria già solo alla mera manutenzione dell’unico cantiere inconcludente aperto – senza una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale - per il grande cratere incompiuto della stazione AV Foster”. “Desideriamo poter contribuire anche noi - aggiunge l’associazione fiorentina - alla ricerca di una soluzione rapida e razionale del nodo ferroviario fiorentino, sotto il profilo del metodo e del merito, con la nutrita scorta di argomenti di sostanza che abbiamo dovuto nostro malgrado accumulare in queste due decadi di monitoraggio e analisi delle procedure e dei contenuti del progetto di sotto-attraversamento AV della città Unesco di nome Firenze”.

Idra richiama il tema del danno erariale che può derivare dalla gestione improvvida della vicenda TAV a Firenze, e ricorda nel comunicato diramato oggi di essere stata parte ad adiuvandum nel procedimento presso la Corte dei Conti della Toscana che il 31 maggio 2012 che ha attestato con sentenza gli ingenti danni ambientali ed erariali provocati con la TAV in Mugello dal comportamento di dirigenti centrali e amministratori regionali riconosciuti responsabili (ma prescritti) di una “condotta gravemente colposa […], censurabile superficialità, insolita pervicacia ed in violazione ad elementari norme di diligenza”. Ha scritto pertanto ieri anche al ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli sottolineando l’urgenza di investire le limitate risorse pubbliche disponibili in cantieri finalizzati alla qualificazione, alla sicurezza, alla manutenzione, alla cura e al restauro delle infrastrutture esistenti e del territorio, così palesemente segnato da fragilità idrogeologica”. Si tratterebbe in questo caso, scrive Idra, di “cantieri suscettibili di creare occupazione ampia, diffusa, permanente e socialmente indispensabile, come quelli che stiamo provando a promuovere a Firenze in collaborazione con le istituzioni locali”. L’associione non trascura di menzionare le dichiarazioni della De Micheli in occasione della visita al cantiere Foster, lo scorso 11 ottobre: “Sono consapevole che permangono dubbi in questa città, e anche fuori da questa città, sulla realizzazione di quest’opera, ma metto nelle disponibilità nelle prossime settimane, forse anche nei prossimi mesi (perché adesso abbiamo qualche emergenza, come voi sapete, da risolvere rapidamente), di parlare, incontrare in questa città, ragionare con le persone che hanno più dubbi, per provare a confrontarci anche sulla valenza e sulla profondità degli studi che sono stati fatti prima di avviare quest’opera, sulla profondità degli studi fatti dell’impatto che l’opera avrà qui”. In quella circostanza la ministra aggiunse anche: “Quindi nell’accogliere anche con grande umiltà e disponibilità le critiche, le obiezioni, le preoccupazioni e le paure, do questa disponibilità a Firenze, l’ho testimoniata al sindaco, l’ho testimoniata al presidente della Regione, all’assessore, perché io credo che un cambiamento importante e radicale come questo, che è orientato a migliorare la vita dei cittadini, debba avere anche dei momenti – come si può dire? - di confronto e di condivisione vera sui numeri, sugli approfondimenti, sulle analisi che sul piano scientifico sono state fatte a supporto dell’opera.

Saluto finale ai ministri auspicando l’incontro richiesto (alla De Micheli per la quarta volta), con auguri di “buon governo” per l’anno appena iniziato.

Redazione Nove da Firenze