Rubrica — L'Amministratore Risponde

Tabelle millesimali: la verifica dell'uso dei locali può generare sorprese

Chi è chiamato a calcolare le ripartizioni millesimali è tenuto a verificare lo stato dei luoghi a prescindere dalle classificazioni edilizie o catastali


Gentile dottor Suisola,
 ho avuto in donazione 6 anni fa un immobile accatastato A2 cui pago regolarmente IMU come seconda casa. In questa casa ci sono allacci gas, bagni e divano letto.
Nell'immobile (da ingresso unico) svolgo consulenze oculistiche. 
Recentemente il condominio ha incaricato un tecnico per le nuove tabelle millesimali. Ho scoperto, così, che da sempre, vengono applicati al mio immobile i coefficienti A10 di destinazione d'uso studio. Ho fatto appello al tecnico ed all'assemblea condominiale per la rettifica. Cosa posso fare per tutelarmi? Grazie.

Gentile condomino,
il tecnico redattore delle tabelle millesimali, al momento dell'espletamento dell'incarico e quindi dei sopralluoghi nelle unità immobiliari, deve verificare l'uso che viene fatto delle unità immobiliari, al fine di attribuire il coefficiente relativo alla destinazione dei locali.
Nel caso specifico, se l'uso che viene fatto è quello di consulenze oculistiche, e quindi studio medico privato, il coefficiente da applicare è quello relativo a tale destinazione.
Gli aspetti normativi relativi alla destinazione, sia sotto il punto di vista edilizio (normativa urbanistica) che catastale (normativa fiscale), esulano dalla redazione delle tabelle millesimali, che si devono attestare allo stato dei luoghi.
L'aspetto della conformità della destinazione dell'unità abitativa, sarà cura del singolo proprietario, sanarla o renderla comunque conforme; nel caso in cui tale procedura non venisse effettuata, e, magari, la destinazione diversa da quella legittima, cessasse al momento del trasferimento del bene, sarà sempre cura del proprietario eventualmente richiedere la modifica delle tabelle millesimali.

In questo caso, consiglierei di accettare, per le tabelle millesimali, la destinazione a studio privato, riservandosi, magari facendolo mettere a verbale, nel caso in cui si riportasse l'uso a civile abitazione, di far modificare le tabelle (con spese a proprio carico).

L'Amministratore Risponde — rubrica a cura di Marco Suisola

Marco Suisola

Marco Suisola — Il dottor Marco Suisola, svolge l’attività di Amministratore di Condominio a livello professionale dal 1999. Laureato presso l'Università di Firenze, è esperto giuridico immobiliare. Associato alla Federazione Nazionale Amministratori fino al 2015, diventa socio fondatore della Confartamministratori. Attualmente nel CdA ricopre il ruolo di Tesoriere. Svolge con regolarità l’aggiornamento professionale previsto per normativa dalla legge 140/201414. Ha la qualifica di Revisore condominiale, Consulente tecnico di ufficio in ambito condominiale ed una formazione in diritto condominiale presso l’Università di Firenze.

E-mail: nove@nove.firenze.it