Super batterio: Forza Italia chiede una Commissione d'inchiesta in Regione

Stella: "Dati che divengono allarmanti, chiediamo ai vertici di fare chiarezza". Marchetti: "No a minimizzazioni suo nuovo decesso". Marcheschi (FdI): ""Avevo chiesto una task force di medici-specialisti"


"Con il decesso della 32esima persona in poco più di dieci mesi, decesso correlato a sospetta infezione da Superbatterio New Delhi avvenuto al Policlinico Le Scotte di Siena, l'emergenza si sta ampliando. I dati sul Superbatterio in Toscana sono allarmanti. Se a questi sommiamo 708 pazienti con tampone rettale di screening risultato positivo, si capisce che la vicenda sta assumendo contorni drammatici. La Regione Toscana è intervenuta con colpevole ritardo, noi chiediamo ai vertici della sanità regionale di fare chiarezza ed evitare che si ripetano casi come questo: vogliamo la verità, e per questo faccio appello ai colleghi del centrodestra e delle opposizioni per fare richiesta comune di istituire una Commissione d'inchiesta sul Superbatterio". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). L'istituzione di una commissione d'inchiesta prevede, da regolamento, una richiesta sottoscritta da almeno 8 consiglieri regionali.

Proposta appoggiata da Paolo Marcheschi (FdI): “Visto le note mancanze della Giunta Rossi-Saccardi avevo chiesto una task force di medici specialisti per affrontare l'allarme innescato dalle svariate morti sospette relative al super batterio New Delhi . Le competenze mediche regionali ci sono, basterebbe saperle organizzare. In mancanza di una task force di medici siamo disponibili ad appoggiare una commissione d'inchiesta per far luce su cosa non abbia funzionato nella sanità toscana e abbia permesso il propagarsi del batterio soprattutto negli ospedali. Con la salute dei cittadini non si scherza, servono risposte tempestive da parte della Regione” dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi.

il Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale toscano Maurizio Marchetti che per primo si è messo al lavoro sull’allarme New Delhi portando la giunta a riferire in aula consiliare nella scorsa seduta, incalza così: «No a minimizzazioni sul nuovo decesso plausibilmente correlabile a infezione da superbatterio New Delhi avvenuto al policlinico Le Scotte di Siena: è il primo in Asl Sud-Est, segno di una propagazione esattamente compatibile con la capacità di diffusione del contagio che la letteratura scientifica attribuisce a questo batterio in grado di produrre un enzima che idrolizza la classe di antibiotici carbapenemi sin qui utilizzati per abbattere le infezioni e le batteriemie antibioticoresistenti come la Klebsiella pneumoniae e considerati come ultima risorsa. Se la Regione e la Asl Nord-Ovest si fossero attivate quando l’allarme per i focolai toscani è partito a livello nazionale da parte del ministero della salute, nel maggio scorso, e a livello transfrontaliero da parte dell’Istituto superiore di sanità il 6 giugno scorso probabilmente si sarebbe riusciti a contenere i focolai solo all’interno dei primi 9 ospedali dove erano stati accertati. O forse no? Non lo sapremo mai. Sta di fatto che con questa condotta opaca e rallentata da parte della Regione, che ha emesso il primo decreto solo a fine luglio, il 26, oggi il contagio dalla sola Asl Nord-Ovest si è esteso a tutta la Toscana e Siena registra la sua prima vittima. Questo è un fatto».

Redazione Nove da Firenze