Strage di Viareggio: la tragedia delle famiglie con la sentenza della Corte di Cassazione

Il presidente del Consiglio regionale Mazzeo dopo il pronunciamento: "Capisco il dolore e lo sconcerto". Baccelli: "La giustizia italiana non ha fatto in tempo a condannare imputati che ritiene responsabili". Silvia Noferi (M5S): “I morti non possono mai andare in prescrizione!”. Cerza (Cisl Toscana): "Un giorno triste per il nostro Paese. Questo incidente non può rimanere senza colpevoli". Angelini (Cgil Toscana): “Il mancato riconoscimento delle norme sulla sicurezza sul lavoro apre un precedente pericoloso che ci preoccupa molto per la salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini”


Firenze, 8 gennaio 2021Strage di Viareggio (Lucca), la Corte di Cassazione ribalta la sentenza della Corte di Appello di Firenze dichiarando prescritto il reato di omicidio colposo plurimo, in conseguenza del venir meno dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

“Questa è una sentenza dura da accettare, voglio esprimere a nome mio e del Consiglio regionale della Toscana vicinanza ai familiari delle vittime della Strage di Viareggio perché oggi hanno dovuto sopportare un altro dolore oltre a quello incommensurabile della perdita dei loro affetti”. Così il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, sulla sentenza della Cassazione sulla Strage ferroviaria di Viareggio. “In questo momento ritengo doveroso che l'istituzione che rappresento si stringa con forza intorno a chi ha visto morire i propri familiari per un disastro che non doveva accadere - prosegue Mazzeo - Non c'è mai stata nella loro lotta quotidiana la volontà di vendetta, ma la battaglia sacrosanta di avere verità e giustizia affinché quello che è accaduto quella notte a Viareggio non ricapiti mai più a nessuno in nessuna stazione ferroviaria del nostro Paese. E' una battaglia di civiltà che trovo profondamente ingiusto venga cancellata dalla prescrizione perché il dolore e le perdite subite da quelle famiglie non potranno mai essere prescritte”.

"La Cassazione con questa sentenza ha detto a se stessa che la giustizia italiana non ha fatto in tempo a condannare imputati che essa stessa ritiene responsabili di un grave delitto come l’omicidio colposo e che alla fine condannerà comunque per disastro colposo causa evidente di quell'incendio e quindi di quelle 32 vittime innocenti". A dirlo l'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, che nel suo precedente incarico di Presidente della Provincia di Lucca ha sostenuto fin dal primo momento l'azione legale delle famiglie delle vittime. "Ancora non conosciamo le motivazioni della sentenza, ma è certo la Cassazione non ha assolto gli imputati nel merito, non è un riconoscimento di innocenza. Dal punto di vista legale è certamente una sconfitta per le parti civili, di cui fanno parte anche la Regione Toscana e la Provincia di Lucca, ma dal punto di vista morale le parti si invertono e le responsabilità sono attribuite. Un giudizio di questa natura per me è una cosa inaspettata e dolorosa".

Personalmente, e qui parlo da cittadina, non da rappresentante delle Istituzioni, sono stufa di vergognarmi di certe sentenze che impediscono di punire i colpevoli delle stragi -nota Silvia Noferi (M5S)I 32 morti della strage di Viareggio, fra cui erano anche 4 miei vicini di casa, sono morti per caso? Non oso immaginare come si sentano i familiari delle vittime e soprattutto Marco Piagentini che li rappresenta e che quella sera ha perso la moglie e due bambini, perché se la mia rabbia è forte, la loro deve essere devastante. I morti non possono mai andare in prescrizione.Vergogna!”.

"Siamo sbalorditi ed indignati -afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega, anche a nome dei suoi colleghi- per quanto hanno decretato i giudici della Cassazione riguardo al processo relativo alla strage ferroviaria di Viareggio." "Una decisione-prosegue il Consigliere- che sgomenta, poichè tende a minimizzare la tragedia che si è vissuta nel giugno del 2009, causando 32 morti e drammatici strascichi in tantissimi abitanti della città." "Una dolorosa ferita che, ora, si riapre in modo devastante-precisa l'esponente leghista- considerato che si dovrà celebrare un nuovo processo in Corte d'Appello in cui verrà valutato solamente il reato di disastro colposo, mentre sono prescritte tutte le ben più rilevanti accuse di omicidio colposo." "Ulteriore beffa-sottolinea la rappresentante della Lega-l'esclusione da ogni tipo di risarcimento per le tante associazioni che si erano costituite parti civili nel procedimento. "Solitamente -insiste Montemagni- si dice che le sentenze si rispettano, ma sinceramente facciamo molta fatica ad assecondare un verdetto che penalizza enormemente chi ha tragicamente perso un congiunto in quella maledetta notte d'estate." "Siamo, dunque-conclude Elisa Montemagni- particolarmente vicini ai familiari che, al pari nostro, si attendevano ben altro dai giudici della Suprema Corte; per Viareggio, la Toscana e l'Italia intera, oggi è un giorno di grande mestizia e di riflessione sulla reale equità della Giustizia".

Anche Sinistra Italiana chiede che sia fatta giustizia: "Leggiamo con grande stupore e sdegno la notizia relativa alla sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato definitivamente prescritti gli omicidi colposi per la strage ferroviaria avvenuta nella stazione di Viareggio il 29 giugno 2009, con l'esclusione dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Non è possibile che ancora una volta non sia fatta giustizia su un fatto criminoso e gravissimo che ha provocato la morte di ben 32 persone e distrutto quasi metà del quartiere in cui si colloca Via Ponchielli. Come si può accettare l'affermazione che non siano state violate le norme sulla sicurezza del lavoro quando si spezza la sala montante delle ruote con l'assile della cisterna a pieno carico di gas propano liquido? Chi avrebbe dovuto controllare preventivamente? Abbiamo assistito invece alla promozione ad altro prestigioso incarico dell'Ad Mauro Moretti allora responsabile delle Ferrovie di Stato. Non possiamo dimenticare cosa è accaduto in quei momenti, la paura provato di fronte al fuoco che dilagava dai binari della ferrovia. Abbiamo ancora davanti agli occhi l'immagine delle persone terrorizzate che fuggivano dalle case, dei corpi carbonizzati e quel povero uomo colpito in pieno dalle fiamme nella piazzetta dove per tanto tempo è rimasta la traccia di quel corpo incenerito. Abbiamo ancora l'orrore nella memoria, nei ricordi. Non possiamo dimenticare. Sinistra Italiana Toscana sarà al fianco dell'associazione dei familiari delle vittime per ogni altra iniziativa che si potrà intraprendere, oltre continuare a seguire le vicende giudiziarie rimaste ancora in essere. Non si può accettare tutto questo".

"È un giorno triste per il nostro Paese e per i cittadini di Viareggio. La sentenza della Cassazione ha annullato con la prescrizione 2 gradi di giudizio cancellando la parola giustizia sul grave incidente ferroviario che ha causato la morte di 32 persone innocenti. Questo incidente non può rimanere senza colpevoli e la prescrizione non può impedire l'accertamento delle responsabilità di chi doveva vigilare e poteva impedire che si verificasse una strage e non l'ha fatto. La Cisl Toscana si unisce al rinnovato dolore delle famiglie alle quali fin qua è stato impedita anche la speranza di giustizia" dichiara il segretario generale Cisl Toscana, Riccardo Cerza.

Il commento di Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana): “La Cgil, nella vicenda giudiziaria seguita alla strage, si è costituita parte civile, perché la tragedia nasce nel mondo del lavoro ed è stata una strage avvenuta in ferrovia, che è anche un luogo di lavoro. Il mancato riconoscimento della violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro ci spaventa perché apre un precedente pericoloso che ci preoccupa molto per la salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini, anche in vista di casi giudiziari simili sul fronte della tutela di chi subisce gravi danni e addirittura perde la vita per comportamenti tenuti sui luoghi di lavoro. Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, senza cessare la battaglia per avere giustizia per le vittime e per il mondo del lavoro, che è l’unico modo per costruire una società dove il profitto valga meno delle persone e dove chi sbaglia nelle decisioni in qualche modo ne risponda”.

Redazione Nove da Firenze