Stamani nuove nomine all'assemblea di Alia

FDI: "Dopo Becattini ai vertici di Firenze Fiera, il Pd continua ad usare le partecipate come uffici di collocamento per politici rimasti senza poltrona. È questa l'idea di Multiutility di cui parlano Giani, Nardella e Biffoni?". Anche il consigliere metropolitano Paolo Gandola (Forza Italia nel Cdx) contesta


Firenze, 22 dicembre 2020-  "Dopo l'ex-Onorevole Becattini rimasto senza poltrona e 'parcheggiato' dal suo partito alla presidenza di Firenze Fiera, oggi è il turno di Nicola Ciolini, rimasto fuori dal Consiglio regionale per mano della collega Bugetti che oggi riceve 'in premio' la poltrona al vertice di Alia. Alla guida delle aziende partecipate servirebbero manager competenti, non politici riciclati, ma il Pd continua ad usare le azienda pubbliche come uffici di collocamento. È questa l'idea di Multiutility di cui parlavano Giani, Nardella e Biffoni qualche giorno fa?". Così Francesco Torselli, presidente del gruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale, assieme a Claudio Belgiorno, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale a Prato. "Sembra che a chi si candida con il Pd - spiegano gli esponenti del partito di Giorgia Meloni - convenga non vincere le elezioni ed arrivare secondi, visto che il ruolo che vanno a ricoprire da perdenti è più remunerativo di quello politico".

Per Paolo Gandola, consigliere metropolitano di FI nel Centrodestra per il cambiamento, "è assolutamente negativo il giudizio sull'ultima infornata di nomine in Alia servizi ambientali, dove diversi ex amministratori locali hanno trovato nuova collocazione. Una lottizzazione delle partecipate, bella e buona".
È durissimo il commento di Paolo Gandola, sulle nomine decise stamani dall'assemblea di Alia "È possibile - domanda - che ancora una volta i Sindaci dell'area metropolitana non abbiamo saputo individuare altri profili al di là delle solite vecchie conoscenze della politica? Esperienza e competenze non mancheranno senz'altro, ma ciò che mancherà certamente sarà l'indipendenza dalla politica". "Speravamo - continua - che queste logiche spartitorie fossero ormai superate dalla storia, ma dobbiamo evidentemente ricrederci. Non sono dei bei segnali, non lo sono soprattutto di fronte alla grave crisi economica e sociale che stiamo vivendo. Cosa potranno mai pensare i nostri ragazzi, studenti, professionisti che vedono queste scelte di cooptazione, molto lontane dalle selezioni pubbliche per esami cui migliaia e migliaia di giovani si sottopongono, a più riprese, per entrare a collaborare con la Pubblica amministrazione o le grandi imprese? È l'ennesimo pessimo esempio che ci viene rivolto. Per questo non possiamo che esprimere rammarico e profonda frustrazione".

Redazione Nove da Firenze