Spintona un agente per evitare il controllo: nello zaino un etto di marijuana

In arresto all’Isolotto. Analogo episodio il giorno prima a Novoli dove un “pusher”, prima di finire in manette, aveva investito con la bici il poliziotto. Arrestati due stranieri anche a Sansepolcro


Continua il contrasto agli stupefacenti della Polizia di Stato: nei giorni scorsi, a Firenze tra Novoli e l’Isolotto, il Reparto Prevenzione Crimine Toscana ha arrestato altri due “pusher”. Ieri uno di questi girava, intorno alle 17.30, per le strade dell’Isolotto con più di un etto di marijuana nello zaino. L’uomo, un 24enne gambiano fermato dalla polizia in via dell’Argingrosso, ha improvvisamente tirato una spinta ad uno dei poliziotti, provando a scappare. Il fuggitivo, subito raggiunto, avrebbe poi cercato di divincolarsi, questa volta tirando calci e pugni. Nella circostanza uno degli agenti ha riportato lesioni ad un braccio e ad una gamba, cavandosela con qualche giorno di prognosi. Oltre che con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio della droga rinvenuta e sequestrata (118 grammi di sostanza suddivisa in 15 confezioni), il cittadino gambiano è finito in manette anche per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Analoga vicenda era accaduta il giorno precedente - poco dopo le 7.00 - in viale Guidoni dove, questa volta, un cittadino nigeriano di 23 anni, per evitare il controllo della polizia, aveva finito per investire con la bici un agente procurandogli alcune contusioni ad una gamba. Prima di essere arrestato, il 23enne aveva tentato di liberarsi di alcune dosi di eroina, gettandole a terra. La polizia ha recuperato e sequestrato 17 ovuli di droga per un peso complessivo di quasi 9 grammi.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sansepolcro, in località Ponte Rio di Perugia, hanno proceduto d’iniziativa al fermo di P.G. di due pusher tunisini, un 35enne e un 41enne, per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio dell’8 maggio u.s., all’interno dei bagni di un’azienda del luogo, un 38enne operaio è stato rinvenuto in stato comatoso per sovradosaggio e intossicazione da oppiacei. La tempestività dell’intervento dei sanitari del 118 ha scongiurato l’ennesima morte per overdose nella cittadina biturgense.
Immediatamente sono state avviate le indagini per individuare il pusher che, nelle ore precedenti, aveva ceduto la sostanza stupefacente assunta dall’operaio. Ancora una volta le indagini hanno indirizzato gli inquirenti a Perugia, centro preferito dai consumatori del luogo per approvvigionarsi di sostanze stupefacenti. L’operaio, infatti, aveva acquistato la dose di eroina iniettatasi nella frazione Ponte Valleceppi del capoluogo umbro, lungo il corso del fiume Tevere.
L’attività investigativa, supportata da indagini tecniche, ha consentito ai Carabinieri operanti di individuare due pusher tunisini, che esercitavano lo spaccio di eroina e cocaina nell’hinterland perugino. Gli stessi variavano in continuazione la piazza di spaccio: ora nella località Ponte Rio, poi nella frazione Ponte Valleceppi, non disdegnando le zone del centro perugino come Porta Pesa e piazza Grimana, tutti luoghi in cui per le forze dell’ordine è oltremodo difficoltoso penetrare senza che la loro presenza venga notata.
Nel corso dell’attività investigativa, durata appena dieci giorni, i Carabinieri biturgensi hanno accertato oltre cinquecento cessioni di eroina e cocaina. Le dosi, confezionate in involucri di cellophane termosaldata, contenevano circa 0,6 grammi di sostanza stupefacente e venivano cedute al prezzo di 40-50 euro cadauna. Nella maggior parte dei casi era lo stesso pusher a proporre ai suoi contatti l’acquisto della sostanza stupefacente, definendola di ottima qualità. Come un navigato operatore di marketing, dopo le cessioni richiamava i suoi clienti per ricevere il feedback di qualità sulla sostanza stupefacente acquistata. In diverse circostanze di tempo e di luogo, anche con il supporto dei Carabinieri della Stazione di Ponte San Giovanni (PG), sono state recuperate e sequestrate nove dosi di eroina, per complessivi grammi sei, e una dose di cocaina di grammi 0,6.
I consumatori, nei cui confronti sono stati operati i sequestri delle sostanze stupefacenti, sono stati segnalati ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 309/1990 alle competenti Prefetture. Agli stessi sono state, inoltre, ritirate le patenti di guida per la durata di giorni trenta.
L’indagine si è sviluppata anche attraverso l’escussione a sommarie informazioni di una decina di assuntori, che hanno individuato senza ombra di dubbio i loro pusher e fornito precise indicazioni sul tipo di sostanza stupefacente acquistata, sul numero delle dosi, sul prezzo pagato per ciascuna dose e sulla cadenza di acquisto. I pusher identificati, caratterizzati da elevata pericolosità sociale, erano gravati da innumerevoli alias e precedenti penali per reati specifici. Uno dei due era clandestino nel territorio dello Stato italiano e senza fissa dimora. Nel pomeriggio di domenica 20 maggio, i carabinieri dell’Aliquota Operativa li localizzavano all’interno di un monolocale ubicato nella località Ponte Rio di Perugia. Poiché uno dei consumatori trovati in possesso delle sostanze stupefacenti, dopo essere stato sottoposto al controllo, li aveva avvertiti telefonicamente di stare bene attenti, era diventato reale il pericolo che si dessero alla fuga. I Carabinieri operanti decidevano quindi di procedere di iniziativa al loro fermo di P.G.. Dopo averne bloccato uno che stava per gettare nel cassonetto dei rifiuti alcuni ritagli di cellophane utilizzata per confezionare le dosi di sostanza stupefacente, salivano fino al piano del monolocale occupato dai due pusher e riuscivano a bloccare un pusher prima riuscisse a scaricare nel WC le sostanze stupefacenti detenute. Nel corso delle perquisizioni eseguite sono stati rinvenuti e sequestrati le simcard e i telefoni cellulari utilizzati per l’attività di spaccio, che il pusher aveva lanciato dal balcone nel giardino sottostante. Sono stati sequestrati, inoltre, euro millecento in banconote da euro cinquanta e venti, provento illecito di tale attività.
I due extracomunitari fermati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti ed associati presso la Casa Circondariale di Perugia Capanne, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Redazione Nove da Firenze