Specie Aliene Invasive in agricoltura, un flagello

In Italia costo da 1 miliardo all'anno. Giornata di studio all'Accademia dei Georgofili

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 Ottobre 2026 16:09
Specie Aliene Invasive in agricoltura, un flagello

Firenze, 27 ottobre 2026 – Si è svolta oggi all’Accademia dei Georgofili, la giornata di studio organizzata in collaborazione con l’Ordine dei Periti Agronomi e Periti Agronomi Laureati, dedicata al tema sempre più urgente e strategico delle Specie Aliene Invasive dannose per le piante. L'incontro ha rappresentato il primo evento di respiro nazionale specificamente incentrato sull'informazione e formazione su questo fenomeno, a cui faranno seguito altri appuntamenti tematici promossi dalle diverse Sezioni dell’Accademia.

L'impatto delle invasioni biologiche su agricoltura, foreste e verde urbano ha raggiunto livelli d'allarme, generando alterazioni profonde ed economicamente insostenibili negli ecosistemi naturali e coltivati del Paese.Le perdite annuali per l’agricoltura italiana causate dai soli organismi alieni nocivi ammontano a circa 1 miliardo di euro, una cifra che corrisponde a circa un sesto del valore complessivo di tutte le esportazioni nazionali di cereali, frutta fresca, ortaggi, florovivaismo e riso messi insieme.Anche la Toscana si trova in prima linea di fronte a queste sfide.

Come sottolineato nel corso dei lavori, la tutela di colture simboliche come l'olivo e la vite richiede un presidio costante contro patogeni devastanti quale la Xylella fastidiosa. Parallelamente, il paesaggio e il patrimonio forestale affrontano emergenze complesse, tra cui la diffusione della Cocciniglia tartaruga nelle pinete di pino domestico lungo la costa toscana e nell'area fiorentina; un'emergenza a cui le istituzioni stanno rispondendo con determinazione, sostenute da sperimentazioni avanzate per l'introduzione di un antagonista naturale (una coccinella) per il controllo biologico.Un segnale di grande efficacia e resilienza proviene infine dal settore del vivaismo, comparto vitale per la regione, dove la collaborazione tra vivaisti e istituzioni ha consentito di eradicare con successo avversità temibili come il Tarlo asiatico."Anche il nostro Paese e la Regione Toscana stanno affrontando e dovranno affrontare sempre più in futuro sfide strategiche in un continente, quello europeo, giustamente proiettato verso un modello di società che pone al primo posto percorsi di sostenibilità, nei quali anche la gestione dei sistemi agricoli, delle foreste e del verde urbano dovranno essere declinati in funzione della tutela della salute dei cittadini e della inversione della perdita di biodiversità", ha dichiarato Pio Federico Roversi che ha introdotto i lavori.

E ha così proseguito: "le Specie Aliene Invasive dannose alle piante sono in grado di introdursi, insediarsi e diffondersi determinando impatti economici, ambientali e sociali non tollerabili. La Toscana, con il fondamentale ruolo del Servizio Fitosanitario Regionale e con il supporto dei tecnici che operano sul territorio e della comunità scientifica, sta affrontando con decisione queste minacce. La giornata odierna rappresenta il primo incontro di respiro nazionale specificamente dedicato a fornire momenti di informazione e formazione su questi temi, a cui seguiranno ulteriori iniziative per rispondere alle esigenze dei singoli contesti produttivi."Il Prof.

Piero Cravedi ha sottolineato: "La migliore e più efficace linea di difesa contro le specie aliene dannose risiede indiscutibilmente nella prevenzione. Per fermare sul nascere potenziali invasioni devastanti per la nostra agricoltura e per la biodiversità, è essenziale rafforzare i controlli alle frontiere e lungo le vie d'accesso dei flussi commerciali. 

Accanto ai controlli ufficiali, fondamentale è la collaborazione diffusa: serve una capillare opera di sensibilizzazione dei cittadini affinché diventino sentinelle attive sul territorio, allertando tempestivamente i Servizi Fitosanitari e Sanitari delle Regioni in caso di avvistamenti o anomalie sospette. Solo una rete integrata tra istituzioni, tecnici e popolazione può garantire la tempestività di intervento necessaria."L'evento di oggi si inserisce in un ciclo promosso dall'Accademia dei Georgofili volta a creare una rete nazionale di competenze e strumenti conoscitivi a tutela del patrimonio agricolo, forestale e paesaggistico italiano.

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