Smaltimento bioplastica, il WWF ad Alia: "Ai cittadini serve chiarezza"

Il Delegato per la Toscana Marini: "Se passa il messaggio, spesso ripreso da più parti (quelle che non vedono di buon occhio la raccolta differenziata), che 'tanto tutto va a finire nel calderone', l’effetto può essere dirompente"


Roberto Marini, Delegato regionale per la Toscana WWF Italia ONLUS, vuole approfondire con Alia la questione dello smaltimento dei sacchetti in bioplastica e chiede all'azienda di spiegare in modo chiaro alla cittadinanza cosa deve essere fatto. "La nostra associazione - spiega Marini - ha interpellato ALIA S.p.a., con riferimento all’articolo apparso sul quotidiano La Repubblica, cronaca di Firenze, in data 27/08 c.a.,dal titolo “ Che sia bio o normale, la plastica va a finire nello stesso mucchio”, in cui la società che gestisce i rifiuti nell’area FI-PO-PT, ha risposto ad un cittadino che aveva chiesto spiegazioni in merito al corretto smaltimento dei sacchetti in bio-plastica. Alia asserisce che gli imballaggi in bioplastica (es. materbi) non possono essere riciclati insieme all’organico raccolto dai cittadini e che vengono smaltiti separatamente, insieme alla plastica “tradizionale”. Il WWF - prosegue Marini -  chiede conto alla predetta società sul motivo per cui questa problematica – certamente non banale – non sia stata opportunamente spiegata alla cittadinanza, al fine del corretto conferimento dei rifiuti organici. Stante la necessità logistica di raccogliere l’organico in una qualche forma di imballaggio, abbiamo quindi chiesto qual è il metodo corretto da seguire. Se passa il messaggio, spesso ripreso da più parti (quelle che non vedono di buon occhio la raccolta differenziata), che “tanto tutto va a finire nel calderone”, l’effetto può essere dirompente. Come WWF siamo promotori di un’importante campagna nazionale di “Plastic free” e che proprio da tale esperienza abbiamo rilevato una maggiore e sempre più crescente partecipazione dei cittadini (e soprattutto delle giovani generazioni) alla riduzione della plastica ed all'uso di materiale alternativo e biodegradabile; peraltro anche le grandi catene di distribuzione si stanno sempre più attrezzando in tale senso ed alcune hanno addirittura smesso di commercializzare alcuni prodotti plastici di usa e getta, prediligendo il materiale bio", conclude il Delegato WWF.

Redazione Nove da Firenze