Sicurezza a Firenze, tutelarsi costa caro: telecamere e vigilanza privata

Sarebbero in aumento gli imprenditori costretti ad inserire nel bilancio voci onerose per assicurazioni, impianti di allarme e videosorveglianza e vigilanza privata


Una delegazione della Confcommercio fiorentina sale le scale di Palazzo Vecchio per portare all’attenzione del sindaco Dario Nardella la preoccupazione della categoria dopo la rissa avvenuta nei giorni scorsi in piazza dei Ciompi. “Un episodio che ha reso evidente, per chi ancora non lo aveva capito, come stanno cambiando le cose. Assistiamo ad una deriva sociale che si esprime in quartieri tranquilli e residenziali come Sant’Ambrogio, alla luce del sole come se fosse la normalità. Non è più la notte a favorire situazioni del genere, adesso in qualsiasi momento, e in qualsiasi luogo più o meno centrale, pochi balordi si sentono in diritto di fare quello che vogliono e di mettere in scacco l’intera città”, sottolinea con forza il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano.

“È evidente”, prosegue Cursano nel suo ragionamento, “che va rimodellata la gestione della sicurezza, che sta manifestando alcuni segnali di debolezza se è vero che la delinquenza aumenta e il numero delle forze dell’ordine diminuisce. Ecco perché invochiamo da tempo un maggiore presidio dei quartieri. La presenza di più personale in divisa e volanti può agire da deterrente, infonde fiducia tra la gente per bene, favorisce un intervento tempestivo per reprimere eventuali fatti criminosi. Di sicuro, la tutela dell’ordine pubblico deve essere attiva 24 ore su 24. Riconosciamo il grande impegno degli agenti, ma spesso il loro intervento è vanificato da un sistema legislativo che ha delle falle, se il giorno dopo le stesse persone negli stessi luoghi continuano a commettere gli stessi reati”.

Confcommercio torna quindi ad accendere i riflettori sul tema della sicurezza, tra i punti di forza del Patto per Firenze stretto lo scorso anno dall’associazione di categoria tra gli imprenditori dei locali e marchi più rappresentativi della città. “Il tema della sicurezza è strettamente legato a quella della libertà di fare impresa e di vivere gli spazi urbani con serenità, fuori dal guscio protettivo della propria casa”, dice il presidente dei commercianti fiorentini, “la nostra società si è profondamente trasformata rispetto a dieci-venti anni fa, ci sono da gestire nuove realtà. Per questo va cambiato il modello di gestione della sicurezza”.

Non vogliamo assistere impotenti a questa deriva. Lo dico anche in nome e per conto dei tanti operatori di Sant’Ambrogio che in questi giorni si sono rivolti alla nostra Associazione, ma anche dei colleghi di via dei Servi e di San Lorenzo, che denunciano da tempo situazioni di disagio non più sostenibili. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, come sempre, nel pieno rispetto di quanto le autorità preposte vanno già facendo pur fra tanti ostacoli di ordine economico e non solo. Ecco perché abbiamo chiesto l’incontro al sindaco Nardella, per aprire un confronto costruttivo su quanto potrebbe essere fatto”.

Non si può scaricare il peso della criminalità, in termini economici e psicologici, sulle famiglie e sulle imprese”, denuncia Cursano, “sono sempre di più gli imprenditori costretti ad inserire nel bilancio voci di costo sempre più onerose per tutelare la propria sicurezza: assicurazioni, impianti di allarme e videosorveglianza, vigilanza privata. Questa è una sconfitta per tutti noi, in primis per lo Stato”.

Redazione Nove da Firenze