Sgarbi: "Un bastian contrario autore di opere immortali"

Il critico, grande estimatore di Zeffirelli: "Gli artisti non muoiono mai. Lui non si è allineato con gli intellettuali organici al potere politico". Anche l'Opera di S. Croce ringrazia il Maestro


"Zeffirelli non manca perché degli artisti rimane l'opera. Non manca Leonardo, perché abbiamo la Gioconda; non manca Zeffirelli quando abbiamo i suoi film. Tra qualche giorno ci sarà la Traviata all'Arena di Verona, quindi le opere restano, sono creazione e progetto di immortalità. In realtà gli artisti non muoiono". Lo sottolinea Vittorio Sgarbi, alla camera ardente allestita nel salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, per Franco Zeffirelli. E' stato, aggiunge dopo essersi intrattenuto per qualche minuto con i figli Pippo e Luciano Zeffirelli, "uno straordinario artista, bastian contrario, contro i tempi. E non si e' mai allineato con la proposta di intellettuali organici al potere politico". Visconti, aggiunge Sgarbi, "aveva garantito il rispetto della cultura e della critica dall'essere di sinistra.

Lo svantaggio di Zeffirelli era che la cultura non aveva coperture al centro o a destra: si è trovato nelle stesse condizioni di un grandissimo pittore come Annigoni, completamente ignorato dalla critica nello stesso momento in cui si esaltava la Merda d'artista". Con il regista, ricorda il parlamentare e critico d'arte, "che fu senatore di Forza Italia, abbiamo combattuto insieme contro l'orrida pensilina di Isozaki. Combattemmo insieme: sia la Fallaci che Zeffirelli minacciarono di incatenarsi per impedire quell'orrore".

“L’Opera di Santa Croce e la Comunità dei frati minori conventuali ricordano con un grazie il maestro Franco Zeffirelli per il suo generoso tributo d’amore alla città e si uniscono al dolore della sua famiglia e di tutti i fiorentini”, afferma Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce, con padre Paolo Bocci, padre guardiano della comunità francescana.

Sanesi, insieme a tutto il consiglio sottolinea che “resta come simbolo indimenticabile di questo affetto smisurato lo straordinario racconto documentario di Firenze ferita dall’alluvione che il maestro fece al mondo, le cui immagini - specialmente quelle che riguardano Santa Croce - sono nel cuore di tutti noi”.

Testimonianza speciale anche la narrazione di Francesco d’Assisi e del francescanesimo di Fratello Sole e Sorella Luna. “La comunità dei frati si unisce all’Opera nella preghiera e nel ringraziamento a Dio del dono che il maestro è stato per tutti noi, ricordandolo alla Sua misericordia”, conclude padre Paolo Bocci.

Redazione Nove da Firenze