Scuola: la Toscana si prepara alla ripartenza

Un progetto scolastico elbano modello nazionale. Polemica a Borgo San Lorenzo in merito alla scuola dell'infanzia di Panicaglia. Il senatore Berardi presenta un emendamento al decreto “Semplificazioni” per garantire un futuro lavorativo ai precari docenti, diplomati magistrali e personale Ata


In Toscana gli enti locali da settimane sono impegnati per garantire il rientro degli alunni a scuola, in piena sicurezza, nel mese di settembre.

Si chiama “La piccola scuola elbana come scuola della comunità” il progetto nato da un accordo di collaborazione tra la Regione Toscana e Indire, l’ente di ricerca educativa del Ministero dell’Istruzione, e approvato dalla Giunta regionale su proposta di Cristina Grieco, assessore a istruzione, formazione e lavoro. Il progetto sarà realizzato nell’anno scolastico 2020/2021 e avrà un costo totale di 80 mila euro, di cui 50 mila di cofinanziamento regionale.

“Si tratta del primo esperimento di questo genere a livello nazionale – sottolinea Grieco – con l’obiettivo di sperimentare nelle scuole elbane ed introdurre poi nel sistema di istruzione della Toscana una visione innovativa di integrazione delle tecnologie per l’attuazione di un’aula ‘estesa’, in grado di supportare docenti e dirigenti nel loro lavoro in situazioni di isolamento e con pluriclassi, con l’uso delle strategie innovative promosse da Indire”. “Stiamo lavorando con Indire a questo progetto da qualche mese e per calibrarlo al meglio abbiamo avuto incontri con dirigenti scolastici e amministratori locali. Avevamo preso l’impegno di approvare il progetto, che permetterà di affrontare tante criticità della scuola insulare, entro la fine della legislatura e lo abbiamo mantenuto, nonostante il Covid. Credo che sia motivo di grande soddisfazione per l’isola d’Elba e per tutta la Regione. Del resto l’Elba è l’unica isola ‘minore’ ad avere al suo interno tutti gli ordini e i gradi di scuola (dall’infanzia alle superiori). Per questo è un laboratorio di ricerca importante anche per l’istituto nazionale”.

Il progetto poggia su una visione culturale di piccola scuola come “scuola diffusa” dove il territorio diviene partner educativo e favorisce “un sistema formativo allargato” che beneficia di risorse che possono essere utilizzate a favore della scuola.

“La scuola elbana – conclude l’assessore Grieco - può diventare un contesto pilota per una scuola della comunità sull’esempio dei civic center europei e delle community school americane. Entrambe le visioni di scuola si caratterizzano per una proposta culturale rinnovata di una scuola che interpreti, oltre al tradizionale ruolo di agenzia formativa, anche quello di centro di aggregazione per la comunità di riferimento”.

A Borgo S Lorenzo i genitori dei bambini iscritti alla scuola d’infanzia di Panicaglia chiedono di porre attenzione alla situazione che andrà a crearsi all’inizio dell’anno scolastico in tale plesso, con la collocazione di due sezioni provenienti dall’infanzia Arcobaleno. E l’amministrazione comunale e l’Istituto Comprensivo precisa: "Siamo consapevoli dei disagi, che nell’attuale situazione di emergenza epidemiologica esistono in qualsiasi contesto scolastico. Confermiamo che di fronte alla necessità di spostare le tre sezioni dell’Arcobaleno, per i previsti lavori di adeguamento sismico del plesso, Comune e Istituzione scolastica si sono attivati, per individuare e condividere la scelta che meglio rispondesse alle esigenze didattiche e dei bambini: a tal fine sono stati fatti sopralluoghi congiunti (Comune e scuola) in vari plessi ed esaminate possibili alternative; tutte le alternative sono state scartate per la inadeguatezza e inidoneità dei locali all’accoglienza di bambini di età 3-6 anni. Al termine di questo percorso è maturata la scelta del plesso di Panicaglia per due delle tre sezioni da spostare, dopo aver acquisito il parere positivo dal responsabile della sicurezza della scuola, circa l’idoneità della scuola di Panicaglia ad ospitare le due sezioni dell’Arcobaleno, durante la Conferenza dei servizi di istruzione dell’8 luglio 2020. A tale riguardo preme precisare l’edificio ha una superficie di 822 mq e che i quattro spazi aula destinati ad accogliere altrettante sezioni presentano un indice di superficie di circa 2,8 mq/alunno, ben superiore all’indice standard di superficie minimo pari a 1,80 mq/alunno".

Tramite il bando Pon Fse (Programma operativo nazionale del Miur – Fondo sociale europeo), l’amministrazione comunale cortonese si è aggiudicata l’erogazione della somma di 90.000 euro. Tali risorse verranno utilizzate sia per l’adeguamento degli spazi scolastici a fronte dell’emergenza sanitaria da covid-19, sia per l'acquisto di arredi, in particolare tavoli per mensa, in grado di garantire il rispetto della distanza interpersonale di un metro. L’inventario dei beni da ordinare era pronto già prima della metà del mese di luglio. Al tempo stesso sono già stati avviati i lavori di edilizia leggera necessari alla sistemazione delle varie strutture. Nonostante non siano ancora state emanate le linee guida sulle modalità di erogazione del servizio mensa e del trasporto scolastico, l'amministrazione comunale cortonese ha già intrapreso una programmazione preventiva dei servizi, in modo tale che essi siano già operativi nel momento in cui saranno ufficializzati. Ad oggi, a seguito di sopralluoghi e misurazioni compiute con accuratezza, il comune di Cortona, e in particolare l’assessorato alla pubblica istruzione – assessore Silvia Spensierati – è in grado di anticipare che il servizio mensa sarà fornito secondo le modalità tradizionali (se necessario con turnazioni già in essere in qualche scuola) e senza la necessità di ricorrere al lunch box, riuscendo, pertanto, a distinguere il momento del pasto da quello della didattica. Nella mattinata di venerdì, nella sala del consiglio comunale, convocata dallo stesso assessore Spensierati, si è tenuta una riunione con tutti i dirigenti scolastici della Valdichiana aretina, compresi quelle delle scuole paritarie, oltre che gli assessori di riferimento e i tecnici incaricati. All’incontro è intervenuto, con la consueta disponibilità, il dottor Renzo Paradisi, referente Asl per il servizio d'igiene pubblica di zona. Il confronto, molto costruttivo, ha permesso di affrontare una serie di tematiche sanitarie relative al rientro degli alunni a scuola e di avviare una collaborazione indispensabile per gestire al meglio la fase della ripartenza.

Il senatore orbetellano Roberto Berardi continua la sua battaglia in Parlamento per garantire un futuro lavorativo ai precari della scuola, presentando un emendamento al decreto legge “Semplificazioni”. Il caso dei diplomati magistrali che rischiano di perdere il posto di ruolo che hanno da tempo è emblematico rispetto all'incertezza che regna nel mondo della scuola.

«Da tempo chiedo al Governo – dichiara il senatore Roberto Berardi, del gruppo Forza Italia-Berlusconi presidente – di sanare la posizione di tutti quei precari della scuola che devono avere risposte da anni. All'inizio di luglio l'Associazione nazionale liberi insegnanti ha protestato di fronte al ministero dell’Istruzione ma neppure quella manifestazione purtroppo ha portato i risultati sperati. A Roma sono arrivati circa 600 insegnanti per portare avanti il diritto dei lavoratori a non essere depennati: da tempo infatti ogni giorno vengono licenziati diplomati magistrali, anche di categorie protette. L’associazione sta cercando di sensibilizzare la politica e non solo sul problema che sta affrontando la categoria anche perché le stesse famiglie spesso non conoscono la situazione e non capiscono come mai i loro figli cambino insegnante ogni anno, condizione che non favorisce certo lo sviluppo e la formazione dei bambini e dei ragazzi. È la politica che deve dare risposte a questi lavoratori: non è più possibile rimandare. Per questo ho presentato una serie di emendamenti al decreto legge “Semplificazioni” con cui si chiedono modifiche anche sull’istruzione. In presenza di oltre 200 mila cattedre prive di titolare, infatti, occorre una norma che garantisca la funzionalità del sistema e la continuità didattica e ponga un limite alla reiterazione dei contratti. A tale scopo, in assenza di personale abilitato da chiamare dalle graduatorie ad esaurimento, è necessario assumere in ruolo riferendosi alle graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali, con l’attivazione di un percorso telematico abilitante per i docenti privi di abilitazione. Questa modifica non apporterebbe alcun aumento alla spesa pubblica».

Redazione Nove da Firenze