Sciopero Ataf: dietro lo strappo la mancata prevenzione, chieste regolarità e sicurezza

Sarebbe mancata la prevenzione su problematiche abbondantemente previste


Gli autisti sapevano. Ipotizzavano che la nuova mobilità fiorentina avrebbe subito un contraccolpo dall'entrata in funzione della nuova infrastruttura tramviaria e che occorreva pianificare bene l'andamento dei flussi, la temporizzazione semaforica, le vie di fuga e le alternative così come la selezione dei mezzi che avrebbero potuto avere libero accesso nelle zone più calde.
Gli autisti sapevano altro. Ipotizzavano che il fenomeno delle aggressioni, con l'esasperazione degli utenti costretti a subire disservizi ed irregolarità unitamente a tensioni di carattere sociale, si sarebbe aggravato senza l'attuazione di contromisure tecniche a bordo dei mezzi e strumentazioni digitali idonee.

 La recente storia del trasporto locale fiorentino è uno Sciopero a giorni alterni.  A segnalare il rischio di nuovi strappi dipendenti di tutte le sigle sindacali ospitati in radio e tv locali, intervistati da quotidiani cartacei ed online. Dalla Cgil ai Cobas nessuno ha nascosto la preoccupazione per quello che sarebbe stato un momento delicato per l'Azienda privata costretta forse a rimodularsi privatamente su un tessuto urbano modificato in parte dalle soluzioni tecniche, dall'innovazione tecnologica ma anche dal contesto sociale. 
Il privato che presta servizio pubblico è soggetto al pubblico cambiamento, si tratta di una legge che Ataf non aveva messo in preventivo?

Dietro l'ennesimo sciopero che è stato definito il "Black Saturday dello Shopping" ad indicare l'assenza di mezzi pubblici nel sabato pomeriggio di metà dicembre generalmente dedicato agli acquisti pre-natalizi, c'è una lunga gestazione

 Solo negli ultimi due mesi "sono state cinque le aggressioni al personale Ataf di cui si è avuto notizia, delle quali quattro ai danni di colleghe donne. Più tutta una serie di aggressioni verbali, non meno gravi perché le vittime sono lavoratori non direttamente responsabili dei disservizi che fanno infuriare l’utenza" a sottolinearlo oggi è la Fit Cisl che aderisce allo sciopero proclamato per il 15 dicembre.

 L'accordo in Ataf sulla videosorveglianza del parco mezzi sarebbe disatteso da luglio 2017, per questo motivo la rabbia dei dipendenti è cresciuta, per la mancata occasione di fare prevenzione.

Inoltre, sempre il sindacato rimarca: "In questo clima di tensione continua, un ruolo fondamentale lo hanno le pause del personale, per il dovuto recupero psico-fisico. Queste pause devono essere garantite non solo a metà turno, ma anche ai capolinea, per non creare uno stress ininterrotto sui conducenti. Pertanto un ruolo fondamentale lo hanno le Riserve di personale per la garanzia dei cambi in pausa o a fine turno; i tempi di percorrenza delle linee; i minuti effettivi di sosta ai capolinea".

 La Segreteria FIT-CISL ha creduto nel dialogo ed ha atteso l'ultimo istante utile per auspicare un confronto aperto con l'azienda ma alla fine ha proclamato lo sciopero, congiuntamente alla RSU di Ataf Gestioni.

Antonio Lenoci