Sanità, medici arrestati a Prato: visite private in orario di lavoro

Agli arresti medici dell’ospedale Santo Stefano di Prato


Sono stati subito sospesi i dipendenti arrestati all'Ospedale Santo Stefano di Prato.
 Arrestati quattro medici dell’ospedale Santo Stefano di Prato. Avrebbero svolto attività privata durante le ore di ufficio, utilizzando i mezzi dell'azienda sanitaria e ricevendo compensi a nero. Le prestazioni ginecologiche sarebbero state rivolte a cittadine di origine cinese che avrebbero usato intermediari per saltare le prenotazioni del centro unico regionale.
I militari avrebbero filmato i passaggi di denaro collaborando con l'Asl Toscana.

 L'Azienda USL Toscana centro, a seguito della notifica da parte del Gip del Tribunale di Prato, con la quale veniva disposto il provvedimento restrittivo della libertà personale dei quattro dipendenti coinvolti nella vicenda, ha immediatamente applicato le vigenti normative e attuato la sospensione dal servizio. Nei confronti dei medesimi dipendenti è stata anche attivata l'ulteriore procedura per la valutazione della responsabilità disciplinare.
L'Azienda Sanitaria ha, inoltre, inviato la comunicazione ai rispettivi Ordini dei Medici e Chirurghi di appartenenza, sempre dei quattro dipendenti.Nel procedimento penale che sarà istaurato l'Azienda si costituirà parte civile, al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti sia patrimoniali che di lesione d'immagine.Il direttore generale Paolo Morello Marchese ha definito i comportamenti emersi nella vicenda inaccettabili e da isolare. "Tali comportamenti sono gravissimi e indirettamente - ha detto il direttore - recano danno alle centinaia di operatori che ogni giorno lavorano con onestà nei nostri servizi e che mi sento di tutelare in tutti i modi". Morello ringrazia le Autorità inquirenti alle quali esprime la massima disponibilità e collaborazione. 

  Nicola Ciolini, consigliere regionale Pd e componente della commissione sanità, commenta gli arresti "Fatti di una gravità inaudita che gettano un’ombra su uno dei reparti più virtuosi della sanità pratese e toscana. Comportamenti inaccettabili sia perché avvenuti all’interno di una struttura pubblica, sia perché tendenti ad approfittare della non conoscenza del sistema e quindi della debolezza di donne straniere alle prese con problemi di salute. Voglio esprimere apprezzamento nei confronti della magistratura e delle forze inquirenti che hanno messo fine a questa sistema di truffe e peculato. Nello stesso tempo, valuto positivamente la tempestiva presa di posizione del direttore generale dell’Asl Centro, Paolo Morello Marchese, che ha annunciato la sospensione dei medici coinvolti e la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale».

Redazione Nove da Firenze