Sanità in rosso: mancano soldi, dopo la lettera del premier Conte

Marchetti (FI): «Rossi si è teso imboscata da solo. E oggi col ripiano toglie oltre 15 milioni e mezzo ai non autosufficienti». Il Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi): "Conti da sprofondo rosso. Dato che il Pd non ha accolto la mozione di sfiducia a Rossi, adesso si deve subito arrivare al commissariamento". Scaramelli (Pd) ad Alberti (Lega)“Smetta di latitare, fare prediche e venga in commissione. Altrimenti chiediamo aiuto a Chi l’ha visto!”. Sanità e welfare in Toscana al centro degli Esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil


"Avevamo ragione a chiedere la sfiducia del Presidente Rossi a causa dell'emergenza della Sanità toscana, visto che ora interviene anche il Governo nazionale con il premier Conte a certificare una sanità con conti da sprofondo rosso. Per salvaguardare le eccellenze mediche e soprattutto i servizi ai cittadini è bene che il commissario intervenga il prima possibile. Dato che il Pd non ha accolto la nostra mozione di sfiducia al Governatore, adesso non c'è più tempo da perdere e bisogna arrivare subito al commissariamento" chiede Paolo Marcheschi, consigliere regionale Fdi.

“La missiva governativa relativa ai disastrati conti della Sanità toscana-afferma il Gruppo della Lega in Consiglio regionale-evidenzia un clamoroso buco di circa 200 milioni di euro, accumulatosi negli ultimi diciotto anni.” “Un dato che da solo-proseguono i Consiglieri regionali leghisti-deve far attentamente riflettere sulla deficitaria gestione da parte della Sinistra di un segmento molto importante e delicato che coinvolge direttamente milioni di cittadini toscani.” “Non è assolutamente un “dispetto” politico-precisa Il Gruppo consiliare-ma la grave constatazione di una reiterata malagestione che potrebbe avere ricadute nefaste per tutti i nostri corregionali.” “La situazione debitoria-sottolineano gli esponenti della Lega-evidenzia un disavanzo di oltre trenta milioni inerenti al quarto trimestre dell’anno scorso che, aggiunti ad altri 167 milioni pregressi, porta alla consistente cifra debitoria che sfiora, appunto, i citati 200 milioni.” “Il governo nazionale-insiste Il Gruppo Lega- intima al Presidente Rossi di ripianare il tutto entro il 31 maggio, pena l’ipotesi di commissariamento; un’ipotesi che, se concretizzata, avrebbe effetti devastanti sotto diversi punti di vista.” “Per tutto ciò-concludono i rappresentanti del Carroccio-abbiamo quindi deciso di chiedere, con la massima urgenza, l’istituzione di una speciale Commissione d’inchiesta(a tal proposito, l’atto, verrà sottoposto per la sottoscrizione, alle Forze d’Opposizione presenti in Consiglio) che faccia piena luce su questo buco milionario.”

“Alberti chi? Anzi chi l’ha visto”. E’ la risposta secca del presidente della commissione Sanità in Regione Stefano Scaramelli (Pd) a quanto appena affermato dal consigliere della lega Jacopo Alberti in materia di sanità. “Alberti- replica Scaramelli- farebbe meglio a venire in commissione e ad occuparsi delle questioni per cui i cittadini lo hanno eletto. Da tempo di lui e della Lega si sono perse le tracce in commissione. Ci piacerebbe invece sapere cosa pensa del Piano sanitario sul quale la commissione ha aperto la discussione, dell’indagine conoscitiva intramoenia che ha chiesto e non ha preso parte, e di tante altre questioni che affrontiamo settimanalmente durante i lavori della commissione. Il consigliere Alberti – conclude Scaramelli- invece sta facendo solo campagna elettorale per le europee disattendendo il compito per il quale è stato chiamato dai cittadini toscani che lo hanno eletto. Smetta di latitare, venga in commissione, invece di fare campagna permanente”.

«Circa i conti della sanità toscana su una cosa il Pd regionale ha ragione: sono in equilibrio. Peccato lo siano sulla lama di un rasoio affilato nei decenni da Rossi a suon di millantazioni e minimizzazioni sui passivi di bilancio da noi sempre segnalati con puntualità, e che ora scende inesorabile a ghigliottinare il sistema. Le giustificazioni della sinistra adesso stanno a zero: quei soldi, sia come sia, mancano. E siccome vanno trovati, la giunta come prima cosa li ha tolti dal fondo per la non autosufficienza: 15.696.720 nella delibera 486 dell’aprile scorso»: a tornare sullo stato delle casse della sanità toscana, all’indomani della notizia del richiamo giunto dal governo che apre scenari con una gradazione di gravità fino al commissariamento del sistema, è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti. «Dopo aver vinto le elezioni regionali del 2010 sbandierando una sanità toscana con i conti in ordine e certificati, gli stessi da cui nel 2012 si sarebbe evidenziato il crac della allora Asl di Massa con 420 milioni e rotti di deficit – ricorda Marchetti – l’ancora governatore Enrico Rossi nel 2015 ebbe ad asserire, me lo rammento bene, che il ‘buco di Massa’ ormai era alle spalle e rimaneva solo nella testa di Forza Italia. Favolette: era chiaro che uno sbilancio di simile portata non si sarebbe riassorbito semplicemente girando il capo dall’altra parte». «Oggi – prosegue Marchetti – verifichiamo di esser stati facili profeti. La riforma 2015, con cui Rossi e Saccardi evidentemente speravano di mescolare le carte non è stata sufficiente a un sistema mandato a tutta velocità a scagliarsi contro il muro dei numeri tra un taglio ai servizi di assistenza e cura e un aumento di apparato. Si è raschiato il fondo del barile. Oggi non c’è nemmeno più il barile. Solo una sanità governata, ed è un eufemismo, di pura rincorsa a tappare falle che si aprono a ritmo sempre più serrato. E’ un precipizio che le delibere attestano. Altro che imboscata di Forza Italia: Rossi l’imboscata se l’è tessuta da sé solo, a furia di negare l’evidenza che risiede nei suoi stessi atti». Nel tempo, Marchetti quegli atti li ha sfogliati e raccontati: «A novembre 2018 la delibera 1481 ci diceva che le aziende sanitarie avevano chiuso il 2017 accusando “perdite di esercizio di esercizi precedenti” pari a 195.068.956,27 euro che la Regione iniziava a ripianare con 23 milioni e mezzo circa. Un bruscolo nel pozzo. La rincorsa a coprire ormai era partita. A marzo sono arrivate la delibera 408 e la decisione 48 con cui da un lato si assegnavano alle Asl a scopo di reintegro 37.696.675,98 euro, dall’altro si programmava il rientro patrimoniale netto delle aziende sanitarie toscane attraverso il reperimento di 6,833 milioni annui fino al 2037. Tutto debito in capo ai toscani e soprattutto, mi permetto di sottolineare ai toscani più fragili perché bisognosi di cura. Subito dopo, ecco il dato sul consolidato del quarto trimestre 2018: «Un’altra perdita di 31,996 milioni, altre delibere di rincorsa: due l’8 aprile e una il 23 aprile. Ora poco conta quando sia giunto il richiamo del governo. Di certo io vedo un’azione avviata da Palazzo Chigi e mi preoccupo per un sistema che Rossi oggi costringe a fare i conti, letteralmente, con un deficit per il cui ripiano non si sa più a che Santo votarsi. Si tolgono fondi ai non autosufficienti, si tengono gli ospedali sotto organico dopo aver compresso i servizi allo stremo, si tagliano le convenzioni col privato, si incanalano le prescrizioni farmacologiche verso i prodotti meno costosi facendo prevalere le valutazioni amministrative su quelle legate all’efficacia terapeutica…»

Lunedì prossimo, 13 maggio, si riuniscono a Firenze gli Esecuitivi unitari di Cgil, Cisl e Uil della Toscana per parlare di servizio sanitario pubblico e welfare nella nostra regione. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 10, nell’auditorium della Cisl Toscana, in via Benedetto Dei 2/a, a Firenze.Punto di partenza del confronto sarà una piattaforma unitaria, frutto di un lungo lavoro di ascolto dei territori, all’interno e all’esterno dei sindacati, iniziato quasi un anno fa.A partire dalle principali criticità riscontrate, frutto delle valutazioni dei sindacati, la piattaforma contiene una base per il confronto sulle politiche regionali in materia. All’incontro parteciperanno anche gli Esecutivi delle federazioni dei Pensionati e della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil Toscana.I lavori saranno introdotti dal segretario generale Cisl Toscana, Riccardo Cerza, saranno coordinati dalla segretaria generale Uil Toscana, Annalisa Nocentini, mentre le conclusioni saranno affidate alla segretaria generale Cgil Toscana, Dalida Angelini.

Redazione Nove da Firenze