Salute e medicina di genere: costituito il sistema toscano

Liste d’attesa in sanità, il Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti elenca i guai: «Solo oggi agenda chiusa per elettromiografie a Livorno, un anno per un ecodoppler a Cecina, 7 mesi per visita cardiologica su paziente anziana e malata a Empoli». Ospedale di Prato: trasferimenti in Area Medica per favorire la prossima riorganizzazione delle specialità e l’apertura di nuovi servizi. Sindaci aretini, venerdì 7 settembre, dal Governatore Rossi contro la zonona socio sanitaria. Il sindaco di Volterra Buselli scrive al Ministro Grillo


FIRENZE - Costituito il Sistema toscano per la salute e la medicina di genere, di cui fanno parte il Centro di coordinamento regionale e la rete territoriale. Obiettivo, ridefinire l'assetto del Centro di coordinamento regionale per la salute e la medicina di genere e anche in questo caso puntare sul modello "a rete", che si è già rivelato vincente in tanti altri settori, per una medicina sempre più attenta alle differenze di genere. E' l'oggetto di una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della seduta di lunedì, la prima dopo la pausa di ferragosto. Il concetto di salute e medicina di genere, con il quale la Regione si sta confrontando già dal 2014, quando è stato istituito il Centro di coordinamento regionale, nasce dall'esigenza dello studio delle differenze di salute tra i generi, nell'ottica di una sempre maggior appropriatezza delle cure, dell'efficacia e della sostenibilità del sistema. La finalità degli studi in materia di medicina di genere è quella di impostare percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali specifici per ciascuno dei due sessi, affrontando in un'ottica di genere tutte quelle malattie comuni a uomini e donne - come le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, autoimmuni, respiratorie, e i tumori - che presentano importanti differenze fra i deu sessi, sia nell'incidenza che nella sintomatoliga, prognosi e risposta ai trattamenti. La medicina di genere investe molti settori. Per esempio, la farmacologia: studi internazionali hanno evidenziato differenze di efficacia, sicurezza, risposta al trattamento dei farmaci in funzione del genere; e una maggior attenzione alle terapie farmacologiche in linea con le indicazioni della medicina di genere riduce le reazioni avverse, comportando oltretutto un notevole risparmio. Un altro ambito nel quale è evidente la necessità di sviluppare un approccio adeguato alle differenze di genere è la medicina del lavoro: le malattie professionali, i livelli di fatica fisica e mentale, lo stress, la valutazione dei rischi, richiedono un'ottica di genere.

«Gli interventi della Regione con acquisto di pacchetti mirati di prestazioni sono stati solo spot e sono destinati per loro natura a dare effetti tanto immediati quanto effimeri, in assenza di un provvedimento strutturale come l’estensione oraria dell’erogazione di visite ed esami. Così dalla costa all’entroterra le liste d’attesa nella sanità Toscana ancora gridano vendetta»: l’attacco arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti fresco di lettura dei quotidiani. «Solo nella giornata di oggi le cronache locali offrono un autentico bollettino di guerra, con agende chiuse per le elettromiografie a Livorno, oltre un anno di attesa in ospedale a Cecina per un ecodoppler, 7 mesi per una visita cardiologica a Empoli su paziente anziana e appena operata al cuore, 8 mesi per una risonanza magnetica di nuovo a Cecina. E’ di tutta evidenza – desume Marchetti – che i provvedimenti messi in campo dalla Regione si sono rivelati inefficaci e insufficienti in quanto privi di iniziative strutturali di supporto in grado di mantenere gli effetti positivi laddove raggiunti». Complicato? Meno di quanto possa apparire, secondo Marchetti: «Ricorro al celebre proverbio», annuncia. «Se a un affamato io regalo un pesce, lo sazio per un pasto, poi avrà fame di nuovo. Se invece gli insegno a pescare, gli risolvo la vita». Con le liste d’attesa, paragona il capogruppo regionale azzurro, la Regione ha regalato un pesce: «Acquistare pacchetti mirati di prestazioni – spiega – reca sollievo immediato per quella singola disciplina, ma è una soluzione d’urto utile solo se, come diciamo da anni, in parallelo si aziona qualche leva strutturale di riorganizzazione del servizio. La ricetta storica di Forza Italia per l’abbattimento delle liste d’attesa in sanità prevede da sempre, ad esempio, l’estensione oraria dell’erogazione delle prestazioni, con il doppio vantaggio di moltiplicare l’offerta e di far marciare a regime i grandi macchinari ottimizzandone l’impiego». Conclusione: «Cari Rossi e Saccardi, anche copiare è una cosa che va saputa fare. Oggi voi con i dati riportati dai giornali, ma più che altro patiti dai cittadini, vi vedete tornare indietro il boomerang di provvedimenti tampone tardivi e insufficienti, utilizzati a mo’ di spot a favore delle elezioni amministrative della scorsa primavera. Peccato che la gente si ammali tutto l’anno, anche a distanza dalle scadenze elettorali, e che le cure vadano garantite sempre e in maniera compiuta. Noi sappiamo come farlo e lo diciamo da sempre, basandoci su modelli sperimentati. Voi non ci pare».

Sono iniziati in questi giorni al Santo Stefano di Prato i trasferimenti di alcuni reparti di Area Medica, anche posti su piani diversi, propedeutici alla prossima riorganizzazione autunnale che prevede una diversa collocazione delle singole discipline specialistiche e la realizzazione di nuovi percorsi assistenziali e servizi. La diversa collocazione dei reparti favorirà ancora di più la multidisciplinarietà nell’assistenza, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, e nella cura ai pazienti. Il ricovero avverrà secondo la disciplina specialistica e sarà ulteriormente favorita la condivisione delle risorse: spazi, tecnologie e posti letto saranno utilizzati pienamente secondo il modello dell’intensità di cura.

“Alla vigilia della conferenza dei sindaci di questa mattina ho ricevuto una chiamata dal capo di Gabinetto di Enrico Rossi nella quale mi è stato comunicato che il presidente, per impegni pregressi, non sarebbe potuto essere presente ad Arezzo -afferma il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli- Siamo stati ricontattati poco fa e ci incontrerà venerdì 7 settembre alle 16 a Firenze, quando ci sarà da chiarire che posizione intende prendere la Regione sullo spacchettamento dei tre distretti, e lo dovrà fare rientrando nei tempi del 30 settembre. Ormai non è più possibile rimandare. L'assessore Saccardi ha più volte dato assicurazioni che la Regione sarebbe tornata alla risuddivisione in tre zone socio sanitarie, ma ancora siamo senza regolamento e soprattutto siamo ancora inseriti all’interno di una macro zona che, per come è strutturata, reca danno ai territori e depotenzia i servizi socio-sanitari per i cittadini. Una situazione inaccettabile che auspichiamo di risolvere proprio il 7 settembre. I sindaci, stamani, si sono detti ancora tutti uniti contro la zonona e sulla volontà di riavere i distretti come prima, questa l'istanza che porteremo al presidente Rossi con una delegazione composta da me e da altri sindaci”.

«Assieme ad altri 114 sindaci d’Italia e a moltissimi cittadini, il 12 marzo 2016, abbiamo sfilato per le vie della città di Volterra, in una manifestazione sul Diritto alla Salute nelle aree periferiche e contro le fusioni imposte ai Comuni». Così il sindaco di Volterra Marco Buselli inizia la lettera inviata nei giorni scorsi al Ministro della Salute Giulia Grillo in merito al diritto alla salute nelle aree periferiche. «La manifestazione in oggetto, dal titolo Orgoglio Comune ha fatto sì che Volterra diventasse per un giorno teatro dell’orgoglio dei Comuni e delle comunità locali, che non possono e non devono finire nel tritacarne dei numeri, in funzione di interessi che niente hanno a che fare con il bene comune ed il Diritto alla Salute – prosegue la missiva -. Mi riferisco in particolare al Decreto Balduzzi, che sta creando una desertificazione di servizi ospedalieri in vaste aree, mettendo seriamente a rischio il Diritto alla Salute per molte persone che vivono in aree periferiche, disagiate, insulari e montane. Il principio per cui tutto viene declinato coi numeri, fa sì che anche la sventura di chi non ce la fa più a raggiungere i servizi di base, compresa l’emergenza, sia considerata un male necessario e statisticamente trascurabile. Io avrei una proposta di legge a tal proposito, che avrei il piacere di illustrarle di persona – prosegue il sindaco Buselli -. Sono convinto che dando dignità a ciascun nodo della rete ospedaliera si possano alleviare molto anche le criticità ed il sovraffollamento degli ospedali più grandi. In attesa di un riscontro, colgo l’occasione per invitarLa a Volterra, in visita alla città e al nostro Ospedale, che potrebbe rappresentare un caso studio per le realtà come le nostre».

Redazione Nove da Firenze