Rumore in città: Valencia condannata, rischia anche Firenze?

Sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo


La capogruppo di La Firenze Viva, Cristina Scaletti, che da tempo segue la vicenda, interviene sulla scia delle notizie arrivate dalla Spagna "Un fatto nuovo e importante per quanto riguarda la mala movida: La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha condannato il comune di Valencia per non aver combattuto efficacemente la mala movida e ha dovuto risarcire il cittadino che vi si era appellato. Una decisione che conferma quanto andiamo dicendo da tempo: il rumore è il problema, l'impossibilità dei cittadini residenti nelle zone della mala movida a riposare, con gravi danni per la salute, è il problema".

Fin dall'inizio della consigliatura, nel 2014, Scaletti ha posto la questione, proponendo all'amministrazione comunale i mezzi per affrontarla e risolverla. "Proposte che hanno trovato sbocco in interventi in Consiglio comunale e più precisamente in una mozione, più volte rimandata alla discussione e qualche settimana fa finalmente votata dalle commissioni competenti; però, bocciata. Nell'atto proponevamo varie azioni per affrontare il problema della movida: incremento di un processo di partecipazione dei cittadini, prevenzione, regolamentazione, mediazione fra i vari soggetti coinvolti, promozione culturale della notte rivolta a famiglie, anziani e giovani; ma soprattutto, proponevamo di "prevedere rilievi fonometrici nelle aree critiche anche in base alla zonizzazione prevista dal piano di classificazione acustica del Comune di Firenze per rendere oggettivo il rumore liberandolo dalle componenti percettive e soggettive". Su questo punto la maggioranza Pd nelle commissioni ha detto no, dimostrando di non voler risolvere il problema".

Ora arriva questa Sentenza "In Italia c'era già stato un simile pronunciamento del Tribunale di Brescia. Se l'amministrazione non recepirà quanto da noi indicato il problema movida molesta non potrà essere risolto, e si troverà a dover affrontare un contenzioso internazionale e una serie infinita di cause civili da parte dei cittadini coinvolti" conclude Scaletti. 

Redazione Nove da Firenze