Rsa, Firenze guarda al futuro

Ok a mozione lista Nardella: “Maggiore unitarietà del sistema socio-sanitario attraverso integrazione pubblico-privato. Promuovere tavolo di confronto in Regione”


Promuovere presso la Regione Toscana l’avvio di un tavolo di confronto che coinvolga i diversi attori pubblici e privati sul tema dell’assistenza sanitaria nelle RSA al fine di stabilire precisi indirizzi e standard di riferimento. È ciò che chiede all’amministrazione una mozione promossa dal gruppo lista Nardella, dai tre consiglieri Mimma Dardano, Maria Grazia Monti e Marco Del Panta, approvata dal Consiglio comunale, con oggetto proprio “Residenze Sanitarie Assistite (RSA) e pandemia da Covid-19: una maggiore unitarietà del sistema socio-sanitario attraverso l’ integrazione pubblico privato”.

“Le Residenze Sanitarie Assistite rappresentano una delle risposte più importanti date dal sistema sociosanitario toscano agli anziani non autosufficienti ultrasessantacinquenni; va ricordato che il sistema di presa in carico dell’anziano è fondato sull’universalità dell’accesso, la centralità della persona e la valutazione multi-professionale del bisogno. – spiegano i consiglieri Dardano, Monti e Del Panta – Abbiamo tutti constatato come l’alta infettività e mortalita del Covid-19 in particolare nella popolazione anziane abbia di fatto reso le RSA delle vere e proprie aree rosse per la diffusione del contagio. Pensiamo che per il futuro sia necessario lavorare in modo forte per rafforzare l’integrazione pubblico privato, anche per prevenire eventuali situazioni di alta criticità come quelle che si sono verificate. Per questo la mozione invita l’amministrazione a promuovere in Regione l’apertura di un tavolo di confronto che possa determinare precisi indirizzi di riferimento, sia per quanto riguarda competenze e responsabilità direzionali orientate alla gestione degli aspetti sanitari, così come relativamente ai contratti di lavoro, al fine di privilegiare i tempi indeterminati per garantire continuità assistenziale. Obiettivo è superare il paradigma burocratico-ispettivo che oggi regola i rapporti tra sistema pubblico e privato e approdare alla costruzione di una rete permanente di integrazione delle competenze sanitarie e assistenziali attraverso piani di formazione annuali garantiti dal sistema pubblico”.

Redazione Nove da Firenze