Rosticcerie trasformate in ristoranti: due gestori multati dalla Polizia Municipale

Emissioni non autorizzate da stamperia tessile: scatta il sequestro a Vergaio. Sequestrati capi di abbigliamento, scarpe e cosmetici irregolari ieri a Prato


Erano diventati ristoranti a tutti gli effetti ma senza avere la necessaria autorizzazione, visto che potevano soltanto preparare e vendere cibo da asporto senza il consumo sul posto. Per questo sono stati multati dalla Polizia Municipale. È questo l’esito dei controlli sulla regolarità delle attività in sede fissa, tipo rosticcerie e kebabbari, da parte del Reparto Amministrativo. Ieri sera l’ultimo intervento in ordine di tempo. Gli agenti hanno scoperto due attività trasformate in ristoranti: una in zona San Frediano, l’altra in zona di via Arnolfo. Per i gestori è scattata la multa da 5.000 euro ciascuno per mancanza della necessaria segnalazione certificata di inizio attività per la somministrazione alimenti e bevande come previsto dalla Legge regionale sul commercio.

Sequestro penale dei macchinari ieri in una stamperia tessile a Vergaio nell’ambito di un intervento interforze del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale, del dipartimento ARPAT di Prato, Vigili del Fuoco e Asl. La ditta a conduzione cinese, che svolgeva attività di stampa transfer di tessuti in conto terzi, risultava attiva già a partire dal 2015, ma solo ad inizio anno aveva richiesto l’autorizzazione ambientale, che ancora non è stata rilasciata. Al momento dell’accesso all’interno dei locali era presente in maniera diffusa un forte odore di sostanze chimiche, dovuto con probabilità all’evaporazione sia delle sostanze presenti sul tessuto da stampare che delle sostanze lubrificanti utilizzate per la manutenzione, a causa dell’eccessiva temperatura del macchinario. Pertanto la calandra è stata sottoposta a sequestro penale ed il titolare, L.W, di 33 anni, deferito all’autorità giudiziaria per i reati previsti dal testo unico sull’ambiente (D.lgs 152/06). Riscontrate anche violazioni nella gestione dei rifiuti, presenti in grandi quantitativi all’interno del magazzino, con particolare riguardo ai fusti esausti di inchiostri da stampa, la cui presenza non risultava appositamente riportata sul registro di carico e scarico dell’azienda. La Polizia Municipale pertanto ha elevato sanzioni per un importo totale di 2667 euro e haq disposto il sequestro amministrativo di tutti i macchinari dal cui utilizzo si genera la produzione dei rifiuti. Altre violazioni in materia di sicurezza antincendio e sui luoghi di lavoro sono state rispettivamente riscontrate da parte dei Vigili del Fuoco e del personale del Dipartimento ASL.

Nella mattinata di ieri personale dell’Unità Operativa Polizia Commerciale Amministrativa e Anticontraffazione, ha eseguito un'ispezione all’interno di un negozio di abbigliamento, posto in zona Via Pistoiese, gestito da Y.W., cittadino cinese di 41 anni. Dalle verifiche sulla merce posta in vendita è emerso che la maggior parte dei capi d'abbigliamento e delle scarpe non riportavano l’indicazione dell’importatore e le informazioni obbligatorie in lingua italiana, destinate ai consumatori. Al termine delle operazioni, circa 500 capi d'abbigliamento, costituiti da pantaloni, scarpe, maglie, camicie, pigiami, gonne e vestiti, sono stati posti sotto sequestro amministrativo. Al titolare sono state contestate violazioni ai sensi del Codice del Consumo e alle norme relative all’etichettatura dei prodotti tessili. Gli atti verranno trasmessi alla Camera di Commercio di Prato, autorità competente in materia. Sempre nello stesso negozio, gli agenti di Piazza Macelli hanno posto sotto sequestro una serie di cosmetici e prodotti usati per trattamenti estetici, privi sia dell’etichettatura idonea che delle indicazioni in lingua italiana, risultando pertanto non conformi alle direttive della Comunità Europea e, come tali, potenzialmente pericolosi per la salute.

Redazione Nove da Firenze