Coronavirus, il grido di Rossi: "Tornatevene nelle zone rosse". E valuta chiusura Abetone

Le scene dell'Abetone e delle spiagge toscane prese d'assalto hanno lasciato il segno


Richiudere le stalle dopo aver convinto i buoi a ritornarci. Più o meno la Toscana si trova in questa situazione: un numero non precisato di persone provenienti dalle zone rosse del nord ha affollato nel week end gli impianti sciistici e le spiagge. Sembrano lontani secoli (in realtà sono passate un paio di settimane) dagli appelli a non disdire le vacanze in Versilia o in Maremma. Ed ecco che il presidente Enrico Rossi chiede a quanti sono venuti qua in vacanza o, di fatto, in fuga dalla Lombardia e dalle province delle altre zone rosse di tornarsene da dove sono venute. Con tanto di richiesta di intervento del Governo: “invito quanti sono venuti in Toscana in questi giorni dalle zone rosse a tornare a casa loro, da cittadini maturi come credo che siano. Oggi chiederò al Governo provvedimenti che vadano in questa direzione". Resti la distinzione delle motivazioni, se di lavoro o meno. Ma "queste persone non hanno il medico di famiglia", aggiunge Rossi. E senza medico di famiglia, si va diretti ad intasare i pronti soccorso che già non ce la fanno più. 


"Queste persone -continua Rossi- venute in grandi gruppi al mare o in montagna da noi, oppure nelle seconde case, rappresentano un rischio. Chiederò oggi allo stato di provvedere e di trovare gli strumenti perché tornino alle loro case, ovviamente esclusi coloro che sono qui per motivi di lavoro o strettamente necessari. Mi sono messo d’accordo con gli albergatori, dopo un incontro odierno, e non faranno entrare quelli che vengono da fuori. Questo problema è serio, non è una banalità”.

Le immagini di ieri, con tante persone ammassate per sciare, hanno evidentemente colpito il governatore: “stiamo valutando la chiusura degli impianti dell’Abetone -avverte- e poi valuteremo anche altre situazioni”.

Intanto la Regione Toscana è pronta ad allestire due o tre mila posti letto dedicati ai pazienti colpiti da coronavirus. Lo ha spiegato ancora Rossi. La misura sarebbe necessaria a contenere il numero di pazienti che arriva al livello di gravità della terapia intensiva. "In 15 anni -ha detto Rossi- abbiamo aumentato del 30% le subintensive in Toscana. Ma non tutto deve ricadere su questo. Stiamo individuando 2, 3 mila posti letto che sono precedenti o susseguenti al ricovero in terapia intensiva per limitare i casi che arrivano al livello più grave". I tasselli principali della strategia regionale sono: medico di famiglia, "albergo sanitario" e la creazione di strutture dentro gli ospedali dedicata a queste persone". 

Marco Bazzichi