Rossi controcorrente: "Governo senza toscani non è vendetta contro Renzi"

Il governatore sulle polemiche nel Pd: "Tre ministri e cinque sottosegretari sono della sua area. Il problema è di sottorappresentanza della nostra regione". Ceccardi (Lega): "Nel Pd è iniziata la notte dei lunghi coltelli. Basta trame di palazzo, torniamo a votare e mettiamo fine a questo triste spettacolo"


(DIRE) Firenze, 13 set. - "Il problema di una mancata rappresentanza della Toscana nel governo esiste. Qualche giorno fa, assieme alla giunta, avevo chiesto attenzione per la nostra Regione, soprattutto a partire dal tema delle infrastrutture che giudico prioritario per la Toscana. Tuttavia ricondurre questo problema a una vendetta contro Matteo Renzi mi pare profondamente sbagliato e divisivo". Lo afferma il presidente della Regione, Enrico Rossi, commentando le polemiche in corso nel Pd a seguito dell'approvazione della lista dei sottosegretari da parte del Consiglio dei ministri. "Non si può certo dire - aggiunge - che l'area che fa capo a Renzi sia sotto-rappresentata nella compagine di governo. Su nove ministri del Pd, tre sono 'renziani', su diciotto sottosegretari mi risulta che almeno cinque appartengano a quell'area. Quella dell'ex presidente del consiglio è una minoranza ben rappresentata anche in Toscana, pur avendo Zingaretti vinto le primarie del marzo scorso". Il problema, dunque, "non è correntizio né relativo a discriminazioni interne alle aree politiche bensì di sottorappresentanza della nostra regione nel nuovo esecutivo.

Sono certo - sostiene il governatore della Toscana - che gli esponenti democratici che siedono nel governo sapranno tener conto di questo problema e fin da subito mi attiverò per richiedere incontri a tutti i ministri per esporre i dossier e le richieste della nostra Regione". Facendo un parallelo, Rossi ricorda che a volte in Giunta è capitato di non poter includere esponenti di tutte le province della Toscana. "Ma questo - assicura- non ha significato minore attenzione verso quella realtà da parte mia e del governo regionale. I ministri e i sottosegretari giurano sulla Costituzione nell'esclusivo interesse nazionale. Sono convinto che queste polemiche lasciano il tempo che trovano. E che a lungo andare siano dannose per il Pd e per la sinistra".
(Cap/ Dire)

Reazioni anche nel centro-destra. "Il governo giallo-rosso mostra già le prime e profonde fratture. È palese la resa dei conti interna al partito democratico tra zingarettiani e renziani sulle nomine dei sottosegretari". È quanto afferma l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi. "Basta leggere le dichiarazioni dei parlamentari vicini a Matteo Renzi - aggiunge- che stanno invadendo le agenzie stampa in questi minuti". A fare le spese, "di questo teatrino della politica- evidenzia l'esponente del Carroccio- saranno alla fine i nostri cittadini toscani, visto che non ci sarà nessun esponente di governo a rappresentare la nostra regione". Per Ceccardi basta leggere le dichiarazioni di Bonafè e Nardella "per comprendere che è appena iniziata la notte dei lunghi coltelli tra le varie correnti del partito democratico. I renziani, che hanno voluto sostenere a tutti i costi questo governo per paura di non essere riconfermati dalla segreteria Zingaretti alle prossime elezioni, sono alla fine rimasti con un pugno di mosche in mano". Uno scontro impietoso "che alla fine si riassume in una guerra di posizioni interna per avere poltrone e ruoli di potere in seno al nuovo governo, che non rappresenta la maggioranza del popolo italiano". La parlamentare europea si dice sempre più convinta "che la parola debba tornare il prima possibile alla gente, al popolo. Basta trame di palazzo. Torniamo a votare e mettiamo fine a questo triste spettacolo".

Redazione Nove da Firenze