Rocco Còmmisso, l'uomo del Bronx ha tutto fuorché paura

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Il presidente viola dopo Juve-Fiorentina si è sentito mancare di rispetto e non è il tipo che sta zitto: difende e difenderà il suo onore, quello della sua squadra e quello di Firenze. Sullo stadio alla Mercafir: "Sono sospettoso, ho paura si allunghino i tempi e di non avere il controllo completo..."


"Ancora non so bene come si fanno le cose qui in Italia. Se quella di Nicchi è una minaccia, serve da parte nostra una risposta riservata e formale. Per me l'organizzazione degli arbitri è come quella dei giudici, sapete quante critiche prendono i giudici negli USA e stanno zitti? Lo facciano anche loro...".

Così Rocco Còmmisso ai microfoni di Radio Bruno. Il riferimento è al botta e risposta con Marcello Nicchi, il presidente dell'Associazione italiana arbitri che a Coverciano, dopo le parole di fuoco del patron viola sull'arbitraggio di Juve-Fiorentina, ha detto che "non mi voglio esprimere troppo sulle parole del Presidente della Fiorentina, dico solo che gli arbitri italiani sono, usando un termine di chi lo ha usato, disgustati da questo comportamento".

C'è sconcerto nel Palazzo del calcio italiano. Il fatto è che a queste latitudini non sono abituati a sentire il presidente della Fiorentina andare così netto al bersaglio quando si sente vittima di una frode. Ma Rocco Commisso non è uno che subisce e zitto. È uno che nel Bronx e in America gode di ampio rispetto, figuriamoci se Nicchi e Nedved possono  essere interlocutori da temere. Commisso domenica si è sentito preso in giro, e insieme ha avvertito che la sua squadra e Firenze, ormai la sua città italiana del cuore, non hanno avuto il rispetto che meritano.

Dalla pagina Facebook del Pentasport di Radio Bruno Toscana, ecco una serie di dichiarazioni del presidente viola: "Daremo una riposta alle dichiarazioni di Nicchi di oggi. Gli arbitri devono essere giudici, non possono intervenire. Non sarò mai tranquillo perché ho già visto troppo. Io sono andato a Coverciano e ho parlato con Gravina, sono andato là a parlare con lui. Ancora non mi sono messo nel palazzo del calcio, so solo che si mettono a combattere l’uno contro l’altro in Lega. Fino ad oggi non ho incontrato altri che Gravina, ancora non abbiamo un ufficio a New York nonostante l’impegno e gli investimenti già portati avanti (centro sportivo n.d.r.). E questo non lo dico solo per la Fiorentina, ma nell’interesse del calcio italiano. In questi giorni ho sentito dei commenti di gente che non sa niente di business; giornalisti ed opinionisti che non sanno. Nel calcio ci sono molti che non sono italiani, le cose verranno cambiate e questo è buono per il calcio, come è accaduto in Inghilterra. Il futuro del calcio è incrementare i ricavi, altrimenti non si va da nessuna parte. Questo si chiama business. È il mio ottavo viaggio a Firenze. Mio figlio sta sempre qua, non torna più in America. Mia moglie arriva tra due giorni, ci sarà per la partita. Non ho tempo di guardare di una sistemazione a Firenze, per ora resto in hotel. Non mi aspettavo una difficoltà così sul campo. Ho deciso di investire prima per arrivare già pronti per la prossima stagione. Questi sono investimenti importanti e spero che andranno bene per il nostro futuro. Sono contento di Pradè, certo. Se resta l’anno prossimo? Pensiamo un giorno alla volta… Dei nuovi acquisti Amrabat l’ho fortemente voluto, l’ho visto nella sfida di Verona alla televisione, da New York. Lui è venuto a Firenze qualche settimana fa, voi non lo sapete. Non sono io ad averlo convinto, è lui che ha scelto e voluto la Fiorentina. Più difficile farsi dire di sì da mia moglie o da Chiesa per il rinnovo? Federico lo vedo bene in questi giorni, quello che ho detto ieri l’ho fatto anche per lui perché l’ho visto a terra, arrabbiato. Chiesa non mi ha mai chiesto di andarsene, a dir la verità nessun giocatore l’ha fatto. Come mi comporto in Mediacom? Mai in vita mia ho avuto un contratto, se qualcuno se ne vuole andare lo lascio andare. Faccio molto per tenere i miei dipendenti, il rispetto deve essere reciproco. Io non li caccio se fanno uno sbaglio, ma mi aspetto lo stesso. Il problema sono i procuratori: le cose vanno bene e vogliono più soldi. Non ho cambiato la mia decisione di comprare la Fiorentina. Guardate quello che sta succedendo con la Roma di Pallotta, sono quattro mesi che vanno avanti le trattative. Non ho fatto nessuno sbaglio qui, sono un istintivo e sono contento di aver acquisito la società in sole 2 settimane. L’unica cosa che ho detto è che è necessario incrementare i ricavi, altrimenti la società non può crescere".

E ancora: "Con Iachini ci si batte fino alla morte, mi rivedo in lui. Non ero tanto bravo, ma la grinta ed il lavoro sono gli stessi, ancora oggi. Mi è piaciuto, anche domenica non ha avuto paura di prendere rischi: ha messo tre attaccanti. Non fa catenaccio come qualcuno aveva detto. 'I soldi non sono un problema' non l’ho detto per i giocatori, ma per gli investimenti fuori che non sono inclusi nel fair play. Per lo stadio e le strutture non abbiamo gli stessi limiti che ci dà il fair play finanziario. Sabato alle 15 con l’Atalanta non voglio scenate. I soldi li ho, ma non voglio pagarli tutti in multe (ride n.d.r.), mi aspettavo la multa anche per Gasperini che è tesserato, come me. Non so come funziona la regola qui in Italia, se mi vogliono multare che lo facciano, ma chiedo che facciano lo stesso con gli altri".

E infine: "Gli opinionisti delle TV non mi devono insegnare niente, non ho bisogno dei loro consigli, che vogliono da me? Ex giocatori che pensano di trattarmi come lo 'scemo del villaggio'. All’inizio ci pensavo, ma adesso credo che il 'Franchi' non possa essere adeguato e reso moderno. Sullo stadio non posso decidere in modo istintivo, ho bisogno di prendere appunti su tutto e studiare le varie situazioni. Di Nardella ho un profondo rispetto, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Come io non controllo tutto, neanche il sindaco ci riesce. Qualcuno si deve prendere la responsabilità, quando se ne sottrae deve pagare una penale. Sono sospettoso perché ho paura si allunghino i tempi e di non avere il controllo completo. Chi mi assicura che la Mercafir si sposti in due anni?"

Antonio Patruno