Rignano sull'Arno: domani sciopero alla Betamotor

Spirale di Monsagrati: oggi nuovo incontro. Azienda ribadisce chiusura sito produttivo. Il consigliere regionale Pd Baccelli: “Inaccettabile indisponibilità a ritiro licenziamenti, ora però soluzione improrogabile”


Si è arenata la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo alla Betamotor di Rignano sull'Arno. L'azienda continua a registrare risultati economici in crescita ma non intende redistribuire gli utili anche tra i lavoratori che per questo saranno in sciopero domani martedì 27 novembre dalle 11 alle 12.30 con presidio sui cancelli di Via Pian dell'Isola 72 a partire dalle 11:30.

Ribadita dalla proprietà della Spirale la decisione di chiudere il sito di Monsagrati (Lu) e di non ritirare la procedura di licenziamento per i 38 lavoratori. Allo stesso tempo la proprietà valuterà se accettare, o meno, la possibilità di accedere alla cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ed ha lasciato aperta la porta al ricollocamento di alcuni lavoratori in Trentino. Si è tenuto oggi pomeriggio a Palazzo Strozzi Sacrati, convocato dal consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini, un nuovo incontro sulla vertenza Spirale. Al tavolo sono intervenuti il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti, il consigliere regionale Stefano Baccelli, rappresentanti della Provincia e del Comune di Lucca, di Confindustria e della proprietà. L'azienda, come detto, ha ribadito che non ci sono le condizioni per ritirare la procedura di licenziamento e la conferma dei posti di lavoro perché il sito di Monsagrati deve essere chiuso, pur confermando la propria disponibilità a ricollocare almeno 15 lavoratori presso lo stabilimento in Provincia di Trento. Sempre l'azienda, dopo ampia discussione e confronto, ha deciso di prendersi un periodo di riflessione per valutare se accogliere la richiesta di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. In attesa delle decisioni dell'azienda e di un eventuale nuovo incontro, il consigliere del presidente Rossi, Simoncini, ha spiegato che l'auspicio, in questa fase, è che possa essere accolta la richiesta di cassa integrazione, in modo da avere un anno di tempo per studiare, con politiche attive da parte della Regione e con l'intervento di eventuali nuovi imprenditori, ipotesi di nuova reindustrializzazione dell'area dove sorge l'attuale stabilimento.

“Trovo inaccettabile l’indisponibilità dimostrata da parte dell’azienda al ritiro dei licenziamenti, fatto che abbiamo sollecitato in modo forte a tutti i livelli istituzionali. Troverei addirittura vessatorio nei confronti di lavoratrici e lavoratori della comunità di Pescaglia e del nostro territorio e delle stesse istituzioni, un ulteriore eventuale indisponibilità dell’azienda a contribuire per l’attivazione della cassa integrazione in deroga. Sarebbe, quest’ultima, un’opportunità fondamentale per dare ai dipendenti dodici mesi di ossigeno sotto il profilo economico, nonché uno strumento assolutamente necessario per poter attivare percorsi di reindustrializzazione e progetti di politiche attive del lavoro, quelli che la Regione ha già dichiarato di esser pronta a mettere in campo. Una situazione, quindi, sempre più delicata e complessa ma che proseguiremo a seguire con la massima attenzione perché lavoratrici e lavoratori non devono in alcun modo essere lasciati soli in questo frangente così complicato” Così Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Infrastrutture e trasporti, dopo aver partecipato all’incontro di oggi.

Redazione Nove da Firenze