Rifiuti 2027: verso la nuova gestione Plures Alia

Chi controlla il controllore? La battaglia per la trasparenza dei dati

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 Luglio 2026 19:08
Rifiuti 2027: verso la nuova gestione Plures Alia

A San Casciano in Val di Pesa, il rito quotidiano del "buttare via" sta per essere smantellato. Dal 1° gennaio 2027, il vecchio cassonetto stradale e il calcolo presuntivo della Tari spariranno, sostituiti da un sistema di sorveglianza tecnologica che trasforma ogni utenza in un centro di produzione monitorato. Ma mentre noi separiamo con cura il tetrapak, nei piani alti si decide a chi andranno i dividendi. Vi siete mai chiesti quale sia il valore reale della nostra spazzatura e perché, nonostante il nostro impegno, la bolletta sembri un pozzo senza fondo?

La vera rivoluzione si chiama Tariffa Corrispettiva. Dimenticate le stime basate sulla metratura della casa: si passa alla misurazione puntuale. Ogni sacco e ogni contenitore del nuovo kit sarà dotato di un TAG, un’etichetta adesiva con microchip che associa ogni singolo conferimento alla vostra utenza.

Non è solo una questione di "fare meno rifiuti": il sistema è tarato su precise "soglie di virtuosità". Per sbloccare gli sconti in bolletta, non basterà differenziare, ma bisognerà centrare i target previsti dal regolamento. Chi eccede negli svuotamenti del residuo non differenziabile, invece, vedrà il conto lievitare. È un sistema premiante sulla carta, ma che sposta tutta la responsabilità — e il lavoro — sulle spalle del cittadino.

Approfondimenti

Plures Alia sta uniformando il sistema cromatico alla normativa nazionale UNI 11686:2017. L'obiettivo è tecnico: rendere i simboli della differenziata identici in tutta Italia per ridurre l'errore umano. Ecco la nuova mappa cromatica obbligatoria:

  • Blu: Carta e cartone.
  • Giallo: Plastica, metalli, tetrapak e polistirolo.
  • Marrone, Verde e Grigio: Restano invariati per organico, vetro e residuo non differenziabile.

Mentre l’associazione "Taric sì ma non così" chiede che i ricavi del riciclo (i contributi CONAI) abbassino le bollette, i numeri raccontano una storia diversa. Nel biennio 2023-2025, la TARI d’ambito ha subito un’impennata del 12,6%, passando da 388 a 437 milioni di euro.

Contemporaneamente, l’Assemblea dei soci ha approvato la distribuzione di ben 34,4 milioni di euro di dividendi attinti dalle riserve. È una schizofrenia finanziaria: si distribuisce patrimonio ai Comuni soci mentre i costi per le famiglie aumentano. Come denunciano i consiglieri di opposizione Masi e Paluano: "I cittadini non possono lavorare gratis per produrre ricavi destinati ad altri mentre le bollette continuano ad aumentare. La raccolta differenziata deve tornare a essere un mezzo per tutelare l'ambiente e, contemporaneamente, per abbassare il costo del servizio."

Il lato oscuro della gestione è emerso con il video virale dei rifiuti mischiati al Soccorso (il quartiere di Prato). Ma punire tre operai è la via più comoda. Il consigliere Jonathan Targetti solleva un velo inquietante: il sistema degli appalti e subappalti riduce i margini al punto da imporre ritmi insostenibili.

Il vero "campanello d'allarme" sono i due operatori ecologici morti in servizio recentemente in provincia di Firenze. È il segno di un sistema "spremuto" dove la governance incassa stipendi a sei cifre, mentre chi sta in strada all'alba con salari minimi paga il prezzo più alto, a volte quello della vita, per garantire una "efficienza" che spesso è solo contabile.

Il controllo pubblico sulla Multiutility è, oggi, un miraggio. ATO Toscana Centro (il controllore) è, per ironia strutturale, espressione degli stessi Comuni che sono proprietari di Plures Alia (il gestore). Questo conflitto d'interessi si traduce in un'opacità: l'ATO non ha accesso indipendente ai database di dettaglio del gestore, ricevendo solo dati aggregati.

Incredibilmente, Plures Alia ha invocato la normativa europea sugli abusi di mercato (MAR) per negare l'accesso civico ai dati tariffari, definendoli "informazioni privilegiate". Per contrastare questo muro, è nato il comitato "Open Plures", guidato da Bambagioni e Targetti, che unisce amministratori di diversi colori politici per pretendere trasparenza su debiti bancari e costi di consulenza.

Il passaggio alla Taric a San Casciano è un passaggio obbligato, ma non deve essere una delega in bianco. Partecipate agli incontri di settembre e ritirate il kit, ma restate vigili. La proprietà pubblica della multiutility garantisce davvero i cittadini, o si sta comportando come un colosso privato affamato di dividendi?

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