Regionali, Giani oltre la retorica della Toscana: "ho decenni di successi da rivendicare"

Dall'idea della tramvia in sede propria alla pedonalizzazione del centro. "Dopo trent'anni sarei il primo presidente fiorentino", ricordando Bartolini.


La Toscana unita, la Toscana diffusa, la Toscana del fare, una Toscana più semplice, una Toscana più rosa. E’ il leit-motiv persino rindondante della campagna elettorale di Eugenio Giani, che ora però, mostra un volto diverso, più umano e che può arrivare meglio alle persone, giungendo finalmente a parlare di sé. Nella seconda parte del suo discorso al Tuscany Hall, il candidato presidente del centrosinistra mette al centro del palco la propria figura, dando di se stesso un’immagine fatta anche di risultati concreti.

Nel 1992, fu Giani ad ottenere il primo finanziamento sulla tramvia Firenze-Scandicci. Si trattò del primo di una serie di colpi messi a segno durante le varie tappe del proprio percorso amministrativo e che hanno tracciato la strada di questi decenni: “la tramvia in sede propria -ricorda Giani- è stata un’intuizione vincente, che rivendico, un’innovazione che non esiste un Europa, e che ha la stessa scorrevolezza della metropolitana, perché non ci scorrono ambulanze o taxi, coma avviene altrove. E le linee, sotto la regia della Regione, diventeranno sei”. E ancora c’è la firma di Giani sulla pedonalizzazione del centro storico di Firenze, perché sotto il suo assessorato fu liberata dalle automobili piazza della Repubblica:” Matteo (Renzi) poi sviluppoò quello che era il nostro piano”, aggiunge.

L’elenco degli obiettivi realizzati continua ed è lungo: “posso rivendicare di aver comprato i primi bussini elettrici. Li andammo a vedere in uno stabilimento a Frosinone. Quando poi passai all’assessorato allo sport, rivendico lo stadio di atletica leggera, per un’opera da 15 mliioni fatta in 3 anni, e poi il palazzetto a Coverciano, il campo di calcio a Mantignano. Insomma io sono un amministratore che vuole fare e e vuole applicare la sua intelligenza nelle realizzazioni". E' il momento in cui la platea si scalda di più, parte uno spontaneo applauso. "Questo lo offro alla conoscenza dei fiorentini, dei toscani e a coloro che fanno della politica una perenne polemica su slogan superficiali”. Giani è come un fiume in piena che finalmente ha rotto gli argini dei discorsi ingessati e dell’eccesso di zelo nel non voler personalizzare la comunicazione: “noi come centrosinistra, nella nostra coalizione, nelle persone che mettiamo in campo, sappiamo che la Toscana vivrà un ulteriore salto di qualità in una logica ispirata a cinque pilastri: il lavoro, l’ambiente, la sanità, le infrastrutture e la cultura, con grande attenzione alle politiche di genere, al ruolo della donna, e alla semplificazione delle procedure. Sempre in un rapporto strettissimo di collaborazione tra Regione, Comuni e enti locali. Il lavoro di squadra riesce a offrirlo solo il centrosinistra, come squadra motivata. Questa sarà la soluzione vincente contro chi sa offrirsi solo con gli slogan”.

Un’ultima carta Giani se la gioca su Firenze, dove si decidono i destini di queste elezioni, perché racchiude il collegio più popoloso. Ed ecco un ricordo di Gianfranco Bartolini, “l’ultimo presidente di Regione cresciuto nell’humus fiorentino. 30 anni dopo, mi propongo io. Per 30 anni non abbiamo avuto fiorentini. E a chi dice ‘ecco un fiorentino’, ricordo che in questi 5 anni sono andato in ogni Comune, Capraia compreso, con 2 ore e 45 di traghetto, anche nei Comuni con meno di 500 abitanti. Ognuna di queste comunità ha bisogno di un programma, che sarà articolato nei 50 progetti per 100 giorni e nelle 273 risposte concrete Comune per Comune”. 

Marco Bazzichi