Reddito di cittadinanza e impiego in lavori socialmente utili: una possibilità

Obbligatorio accettare la proposta degli enti locali per lavori di pubblica utilità, dopo l'approvazione del nuovo decreto del Ministero del Lavoro


Il Reddito di Cittadinanza, stando ai proponenti, avrebbe dovuto creare occupazione, aiutando a incrociare domanda e offerta di lavoro. Ma come è stato evidente nel corso dei mesi passati, manca ancora in Italia una metodica efficiente di relazione tra imprese e sistema pubblico di collocamento. Perciò agli aventi diritto al sussidio non sono ancora state proposte opportunità di impiego.

Eppure nell'attesa che ciò accada almeno potrebbero essere utilizzati come lavoratori socialmente utili dagli enti locali, in forza della legge Il D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, convertito in legge, con modificazioni dall’art. 1, comma 1, dalla L. 28 marzo 2019, n. 26. Infatti l’ Art. 4. sono previsti il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale che consentirebbero questo impiego agli enti pubblici e alle amministrazioni locali.

Sinora nessuno veniva impiegato, perchè il Ministero non aveva ancora concluso le procedure per l’accreditamento delle pubbliche amministrazioni. Dall' 8 gennaio 2020 non ci sono più scuse: i cittadini che ricevono il reddito sociale dovrebbero essere obbligati a prestare attività lavorativa gratuita -ad esempio- per il comune. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2020 del decreto del ministero del Lavoro, i beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno un nuovo obbligo: quello di svolgere i cosiddetti «progetti utili alla collettività» nel Comune di residenza, che abbia sottoscritto un'apposita convenzione con il Ministero. In pratica, si tratta di lavori socialmente utili a beneficio della collettività ai quali i percettori di Reddito di cittadinanza sono obbligati nell’ambito del patto per il lavoro e del patto per l’inclusione sociale.

"Abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di avviare subito un percorso specifico per questi nostri cittadini -spiega il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Calenzano, Americo D’Elia- Oggi abbiamo tanti progetti che vengono pagati con fondi pubblici elargiti alle varie associazioni sul territorio, migliaia di euro investiti in tali progetti e sottratti ai cittadini, compiti che oggi possono essere svolti senza alcun problema dai soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza ed investire le risorse economiche risparmiate a favore della collettività.. Per esempio penso alla sistemazione delle case popolari da anni in grave stato di usura aumentare i contributi affitti, oppure cominciare a ridurre le rette degli asili nido , i buoni pasto".

Nicola Novelli