Razzismo e responsabilità personale: lettera aperta degli abitanti del Poderaccio

Centinaia di rom abitano da decenni nel Quartiere 4 ed oggi rivolgono una lettera aperta ai concittadini


"Noi abitanti del Poderaccio, noi rom siamo profondamente addolorati" recita una lettera aperta che gli abitanti del Poderaccio rivolgono ai concittadini, vicini di casa, abitanti del Quartiere 4 e di Firenze.

"Nei giorni scorsi è accaduto un incidente tragico che ha sconvolto le vite del Quartiere 4, quartiere dove centinaia di cittadini rom abitano da decenni e al quale sentono di appartenere. Gli atti che sono stati compiuti e hanno coinvolto il giovane Duccio provocandone la morte, sono inaccettabili ed è giusto che le persone responsabili di questo atto gravissimo siano assicurate alla giustizia. Sì, queste persone sono rom e abitano al Poderaccio, ma questo non significa che abbiano agito in quel modo perché rom. Il passaggio dalla responsabilità individuale – che è alla base del Diritto e del sistema giuridico – al coinvolgimento di un intero gruppo socio-culturale non può però essere sostenuto perché rischia di diventare una forma di discriminazione e razzismo. E’ come se accusassimo ogni italiano di essere un ladro o un assassino o un criminale perché alcuni di loro lo sono.
Chiediamo ai cittadini del Quartiere 4 e di Firenze di riflettere su questo e di non lasciarsi prendere da discorsi di fazioni che alimentano l’odio e le fratture sociali. Noi abitanti del Poderaccio, noi rom siamo profondamente addolorati e ci stringiamo attorno ai familiari e agli amici di Duccio e compartecipiamo al loro dolore esattamente come ogni altro abitante del quartiere e della città".

Ed ancora "Le dinamiche violente di risoluzione dei conflitti che le persone coinvolte hanno messo in atto, pur non diminuendo la gravità di quanto è accaduto, sono, purtroppo, anche legate ai processi di marginalizzazione di cui sono stati oggetto molto parte dei rom della città. Molti di noi sono cittadini italiani, la maggior parte lavora, paga le tasse, concorre alla vita cittadina, e chiede da anni di essere supportato dalle Istituzioni per uscire da una situazione abitativa gravissima, che incide pesantemente sulle possibilità concrete di un futuro dignitoso. Il luogo che abitiamo è un’area di golena, i “villaggi” – in sostituzione dei precedenti “campi” – sarebbero dovuti essere una soluzione temporanea, ma dopo 14 anni siamo ancora qui, sopra una ex discarica e nella cassa di espansione dell’Arno, le case di legno non presentano più le condizioni di abitabilità e i nostri figli crescono in un luogo malsano. Due anni fa il Consiglio comunale ha approvato una Mozione (la n.635 del 12 settembre 2016), frutto anche di un lavoro con l’associazionismo cittadino e noi rom, in cui il superamento di questa condizione veniva posto come urgente. Rimane per noi fondamentale non essere scambiati con questi luoghi né essere accorpati a chi pur rom commette reati: noi siamo persone e cittadini, abitanti di Firenze e del Quartiere 4".

Intanto la discussione politica prosegue.
“Le promesse di Nardella e della sua giunta, di addivenire alla chiusura del campo nomadi del Poderaccio senza che agli attuali occupanti vengano regalate delle case popolari, sarebbe di per sé un impegno da plaudire, se non fosse che la promessa del sindaco ha, come data di scadenza la fine del 2019, ossia quando Nardella e i suoi non saranno più al governo della città! Se Nardella avesse voluto essere credibile, si sarebbe dovuto assumere l’impegno di chiudere il campo entro la primavera del 2019, ma evidentemente, quella della chiusura del Poderaccio è soltanto una mera promessa elettorale alla quale i fiorentini, siamo certi, non crederanno” così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale che oggi, sull’argomento, ha presentato un question time. “L’unica notizia positiva - ha concluso Torselli - è che l’invito del governatore Rossi a chiudere i campi nomadi solo in presenza di ‘soluzioni abitative alternative’ è stato rimandato al mittente. Anche questa reazione di Nardella sarebbe da applaudire, se non fosse che il governatore Rossi è ancora al suo posto di governo, da dove continua a fare uscite come questa, grazie ai voti ed alla fiducia del partito di Nardella!”.

A livello nazionale l'Associazione Rom commenta le dichiarazioni del vicepremier Salvini.
"Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha annunciato ad una trasmissione televisiva di TeleLombardia che intende lavorare per avere un dossier completo sulla presenza dei Rom Sinti Caminanti (RSC) in Italia. Il dossier esiste già ed è stato elaborato da ISTAT nel 2017" così Marcello Zuinisi legale rappresentante Associazione Nazione Rom (ANR) che ha consegnato il documento al Ministro Salvini. 

Prosegue Zuinisi "Istat ha collaborato con UNAR per giungere alla raccolta completa dei dati e con tutti i Comuni Italiani con più di 20.000 abitanti https://www.istat.it/it/archivio/196456 Presso ISTAT è in corso un tavolo nazionale che coinvolge oltre ad UNAR delegati del Forum Nazionale RSC, tra cui Graziano Halilovic Presidente dell'Associazione Roma Onlus e Nazzareno Guarnieri Presidente della Fondazione Romanì.  Adesso ANR chiede un incontro urgente con il Ministro Matteo Salvini che veda il coinvolgimento di UNAR punto di contatto nazionale per implementare gli accordi Eu di Inclusione e la Strategia Nazionale RSC. L'Italia ha ricevuto, dalla Commissione Europea, ingenti finanziamenti per il periodo 2014 - 2020 al fine di garantire una casa, un lavoro, una scuola ed una protezione sanitaria per RSC e per la popolazione in estrema povertà come i senza fissa dimora.
ANR si è recata la scorsa settimana a Bruxelles per ottenere l'apertura di inchiesta da parte della Commissione Europea relativamente all'utilizzo improprio di questi fondi (allegato protocollo Commissione Europea Ares (2018)3090566)
Adesso è necessario rispettare accordi e strategia, pena la sospensione dei finanziamenti europei erogati per un totale di 7 miliardi di euro"
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" 'Censiremo i rom, purtroppo quelli italiani dobbiamo tenerceli' ha detto il Ministro dell'Interno del Governo italiano. E non stiamo parlando di Federzoni o Mussolini, ma del loro successore Matteo Salvini. Domani dovremo leggerci decine di editoriali sulla genialità di Matteo Salvini, che l'opinione pubblica è con lui, che quelli che c'erano prima non ascoltavano le preoccupazioni del popolo, che stiamo cambiando il discorso politico in Europa. Quelle del Ministro Salvini sono frasi razziste allo stato puro. Difficilmente il razzismo si manifesta con espressioni così limpide e nette. Che poi il razzismo e la xenofobia piacciano all'opinione pubblica non può che convincermi ancora di più che stiamo tornando ai nostri atroci errori del passato. Il Presidente del Consiglio e gli altri Ministri la pensano allo stesso modo? Nulla da dire?" commenta Pietro Moretti, vicepresidente Aduc

Redazione Nove da Firenze