Rubrica — LifeStyle

Ragnetti rossi, sono tornati: ecco i consigli per allontanarli

Meglio non schiacciarli, la pigmentazione è praticamente indelebile


 Le femmine che svernano tra le crepe delle pareti e nei cunicoli domestici, escono fuori per deporre le uova. Sul web tra aprile e maggio "ragnetti rossi" è tra i trend più cercati da chi vuole conoscerne la natura e soprattutto scoprire come allontanarli con rimedi preferibilmente biologici.

Il messaggio più volte rilanciato dalla Cooperativa Agricola di Legnaia è che “Sono innocui e non devono essere confusi con il ‘ragnetto rosso’ che vive sulle foglie e rovina le piante. Gli acaridi chiamati ‘trombidi’, sono assolutamente innocui per esseri umani, animali e piante, fatta salva la pigmentazione. Il rosso è fortissimo, quasi indelebile. Se accidentalmente vengono schiacciati la colorazione resta sulle dita per giorni, peggio se vengono a contatto con tessuti. Si nutrono di escrementi di volatili e sono una presenza abituale e persistente tra maggio e giugno".

Per allontanarli si rischia di utilizzare insetticidi o prodotti tossici, molto più dannosi dei ragnetti. I giardinieri invitano a lavare le superfici con la candeggina, oppure usare prodotti biologici a base di piretro, un insetticida naturale ricavato da una pianta che nasce principalmente in Kenya.

In rete non mancano le ricette anti ragnetto “Occorre avere una testa d'aglio da pelare e tagliare grossolanamente da lasciare in acqua, in un contenitore chiuso per almeno 5 giorni. Alla fine bisogna filtrare l'acqua e riempire uno spruzzino da usare su pareti e piante”. C'è chi propone di sostituire l'aglio con il tabacco.
Come spesso capita sui Social Network per ogni soluzione o unguento ricavabile da macerazione di alimenti, esiste una controproposta casalinga, un link specifico verso prodotti presenti in commercio ed, immancabili, gli inviti a lasciar vivere ai ragnetti rossi la loro stagione.

LifeStyle — rubrica a cura di Antonio Patruno

Antonio Patruno

Antonio Patruno — Giornalista professionista. Ha lavorato a La Nazione e poi alla redazione del Giornale della Toscana. Ha studiato Lettere classiche all'Università degli Studi di Firenze

E-mail: nove@nove.firenze.it