Prostituzione a Firenze: ecco i risultati dei controlli sulle strade

Dopo 6 mesi di applicazione dell'ordinanza contro un business della criminalità organizzata. Verdi e Grassi (Frs): “Nardella se la canta e se la suona in famiglia. Per dimostrare il successo chiama la Consigliera del Pd ad osannare i risultati”. Serena Perini (Presidente Commissione Pari opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali) replica ai consiglieri di opposizione


Il provvedimento prevedeva a carico dei clienti delle prostitute un procedimento penale che prevedeva l’arresto fino a 3 mesi o una ammenda fino a 206 euro. Trecentottantaquattro servizi effettuati sia con l’auto di servizio che tramite agenti in borghese, 27 persone denunciate e la rimozione di una roulotte in viale Guidoni usata per consumare i rapporti sessuali: sono i risultati a cui ha portato l’ordinanza del sindaco Dario Nardella contro lo sfruttamento della prostituzione, in vigore dal 14 settembre 2017 al 14 marzo scorso. Le strade con più violazioni si sono rivelate via Pistoiese con 8, via de Nicola con 3, via della Nave a Rovezzano con 2, viale XI Agosto con 2 e viale Guidoni con 2. I dati sono stati presentati stamani dal sindaco e dal comandante della Polizia municipale Alessandro Casale in Palazzo Vecchio. Alla presentazione ha partecipato anche la consigliera Serena Perini, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII, che opera anche a Firenze tramite le proprie Unità di strada.

“Siamo soddisfatti degli effetti dell’ordinanza - ha detto il sindaco Nardella - perché con l’entrata in vigore il fenomeno della prostituzione si è sensibilmente ridotto nelle zone del nostro comune dove era più presente. La diminuzione ci è stata confermata anche dalle molte associazioni di volontariato che operano sul nostro territorio per supportare le vittime, e che ringraziamo per la loro attività. L’ordinanza ha tutelato prima di tutto le vittime - ha spiegato il sindaco -, ovvero le donne che vengono strappate alle loro famiglie, violentate, che diventano oggetto della tratta internazionale e vengono fatte prostituire nei marciapiedi delle nostre periferie. Con l’ordinanza abbiamo cercato di colpire un business inaccettabile della criminalità organizzata di diverse nazionalità, che spadroneggia nel nostro Paese, alimentando la terza industria criminale del mondo”. “Noi siamo convinti che solo con strumenti concreti come la nostra ordinanza - ha continuato Nardella - si può dare un contributo al contrasto dello sfruttamento della prostituzione e della tratta. E per questo ringraziamo anche l’impegno di Papa Francesco, che sul tema dello sfruttamento della prostituzione non ha mai fatto un passo indietro, definendo la tratta delle prostitute un vero e proprie crimine contro l’umanità e i clienti come responsabili di un vero e proprio atto di tortura. Dobbiamo aprire gli occhi su questo fenomeno che alimenta la criminalità e il degrado sociale nelle nostre città e periferie - ha continuato - e che ci rende tutti meno degni di far parte di una comunità libera e democratica”. Il sindaco ha poi spiegato che “l’ordinanza, per definizione, ha un tempo limitato” e che la Polizia municipale, anche adesso che l’atto non è più vigente, continuerà a fare i controlli e qualora il fenomeno dovesse ripetersi nell’entità registrata prima dell’entrata in vigore dell’atto “saremo pronti a firmare una nuova ordinanza per andare avanti con questa azione di contrasto del fenomeno”.

“Grazie al sindaco che ha avuto molto coraggio a fare questa ordinanza - ha detto la consigliera Serena Perini-, grazie al suo atto le ragazze per strada sono molto diminuite. Il sindaco Nardella è stato il primo in Italia a firmare un tale atto ed è stato poi seguito da altri sindaci. Noi venivamo da tre mesi, ovvero da giugno, luglio e agosto dello scorso anno, in cui le nostre Unità di strada avevano avuto tanti primi contatti con le ragazze - ha spiegato Perini- con le quali instauriamo innanzitutto un rapporto di fiducia per poi consentire loro, attraverso la consegna del nostro numero di telefono, di chiamarci quando sono in difficoltà o quando hanno la possibilità di ‘fuggire’ dalla strada. La nostra associazione è molto attiva sia a Firenze che in altre città d’Italia per aiutare le vittime della prostituzione, che a livello nazionale sono 120 mila”.

Nei sei mesi di vigenza dell’applicazione dell’ordinanza i controlli della Polizia municipale si sono svolti in tutti i cinque quartieri della città: nel Quartiere 1 è stata accertata una violazione in piazzale Jefferson, nel Q2 sono state accertate otto violazioni nelle vie Ambrosoli, De Nicola, Della Nave a Rovezzano, Generale dalla Chiesa; nessuna nei quartieri 3 e 4 e ben 18 nel quartiere 5 in via Pistoiese, viale XI Agosto, via Pratese, viale Guidoni, via Allori, via Molise, via della Stazione delle Cascine, via S. Allende e via Campani. I trasgressori si sono rivelati in diverse fasce di età: fino a 25 ci sono stati 4 denunciati, tra 26 e 45 ci sono stati 12 denunciati, tra 46 e 65 nove denunciati e solo un denunciato ultrasessantacinquenne. Tra di loro, la maggior parte risiede a Firenze (15), altri 6 appartengono al Comune di Firenze e sei di altre province. La maggior parte di loro sono lavoratori (20) e disoccupati (4). Abbiamo poi due studenti ed un pensionato. Riguardo alle prostitute, nessuna di loro è risultata minorenne, ben 18 hanno tra i 25 ed i 35 anni, sei tra i 18 e i 24 e solo due sono ultratrentacinquenni. Prevale tra di loro la nazionalità romena (15), poi albanese (8).

“Il dato importante è che c’è stato un forte calo della presenza di ragazze sulle strade - ha detto il comandante della Polizia municipale Casale -. Nelle settimane prima dell’emissione dell’ordinanza, abbiamo fatto un’attività di monitoraggio con controlli ripetuti strada per strada, con i quali è stata rilevata la presenza del fenomeno della prostituzione. Questo perché le ordinanze contingibili e urgenti hanno proprio questo presupposto: ovvero un’istruttoria che dia contro che non c’è un episodio ogni tanto, ma che si tratta di una situazione che si sta radicando e crea un pericolo, in questo caso si parla di sfruttamento e tratta”. “Al momento le condizioni non ci sono per fare una nuova ordinanza - ha spiegato Casale -, i numeri sono contenuti. Qualora, però, il fenomeno dovesse riassumere dimensioni importanti il sindaco utilizzerà di nuovo lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente”.

L’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco a settembre scorso era volta a sanzionare chi chiede o accetta prestazioni sessuali e a tutelare le persone che sono o possono essere oggetto di sfruttamento, puntava a contrastare lo sfruttamento della prostituzione. L’atto è stato reso possibile dal decreto Minniti, convertito in legge nell’aprile 2017, che per la prima volta ha consentito ai sindaci di emettere un’ordinanza contro coloro che ottengono prestazioni sessuali a pagamento. Il provvedimento prevedeva a carico dei ‘clienti’ delle prostitute un procedimento penale che prevedeva l’arresto fino a 3 mesi o una ammenda fino a 206 euro. Nell’ordinanza contingibile e urgente si istituiva anche il divieto di chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento. Non era necessario aspettare la consumazione dell’atto, una volta che gli agenti della Polizia municipale, sia in borghese che in divisa, accertavano se c’era stata una richiesta, un consenso o un accordo su una prestazione sessuale a pagamento, scattava la denuncia per il cliente sulla base dell’articolo 650 del codice penale per violazione di una ordinanza delle autorità. Non erano previste sanzioni per chi offriva la prestazione, a meno che non ci fossero state altre violazioni di legge. L’ordinanza è stata applicata in tutta la città e non solo lungo le strade in cui è stata rilevata la presenza di persone che esercitano la prostituzione per evitare di far trasferire il fenomeno in altre zone.

“Se il sindaco Nardella doveva trovare un modo per fare il bilancio della sua ordinanza contro la prostituzione ha scelto il peggiore dal punto di vista comunicativo: se la canta e se la suona in famiglia. Per dimostrare il successo del suo operato – spiegano i consiglieri di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi e Donella Verdi– ha chiamato come esponente dell'associazionismo una Consigliera del Pd a osannare i risultati, ovviamente positivi per loro. Nardella non è riuscito a trovare nessun'altra persona delle associazioni disposta a metterci la faccia? Allora, tutti questi risultati forse non ci sono stati ed è solo l'ennesimo spot propagandistico che gli è scoppiato in mano e a cui cerca di mettere una pezza”. “Dopo soli 6 mesi, dopo aver corretto l'ordinanza due volte, e dopo che gli effetti dell'ordinanza sullo sfruttamento delle ragazze e della prostituzione è tutto da dimostrare, oggi Nardella mette una pietra tombale annunciando che lo strumento dell'ordinanza ha dato un contributo al contrasto dello sfruttamento della prostituzione e della tratta: peccato che a tempo e senza alcun risultato, tutto da dimostrare, ottenuto strutturalmente”. “Nel merito poi dei dati, come spesso capita sono stati distorti per opportunità politica: confrontare i dati estivi delle presenze della prostituzione in strada con dati del periodo invernale è da prestigiatore. Ma il premio della peggiore anche in questo caso se lo aggiudica la consigliera Serena Perini che, mentre era in conferenza stampa al fianco del sindaco a tessere le lodi dell'ordinanza così tanto bella vista la sua esperienza sulla strada con l'associazione di cui è referente amministrativa per la Regione Toscana, sarebbe dovuta essere a presiedere la Commissione di cui è Presidente. Si decida: la nostra massima stima se ha deciso di abbandonare lo scanno di Palazzo Vecchio per impegnarsi nell'associazionismo a tempo pieno, ma certo entrambe le cose senza onorare l'impegno con i cittadini della propria città non possiamo permetterlo. Perlopiù – concludono Grassi e Verdi – quando è lei stessa a dover decidere orario e sede della commissione presieduta”.

“Ritengo di non dover dar conto ai consiglieri di Firenze riparte a sinistra di quel che faccio nel mio tempo libero, compresa la mia attività che svolgo presso un'associazione di volontariato”. La presidente della Commissione Pari opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali Serena Perini replica ai consiglieri Grassi e Verdi. “Mi sono scusata con tutti i consiglieri per l'inconveniente. Non credo sia grave se, per la prima volta dall'inizio della consiliatura, arrivo tardi ad una Commissione, tanto più – conclude la presidente Serena Perini– che ero impegnata col sindaco per trattare temi che sono stati più volte al centro del dibattito proprio della Commissione che presiedo”.

Redazione Nove da Firenze