"Pronti a riaprire i musei civici fiorentini da lunedì 18 gennaio"

L'assessore alla Cultura Sacchi ringrazia il ministro Franceschini: "Non vogliamo perdere nemmeno un minuto. Se necessario li metteremo a disposizione per le vaccinazioni"


Dunque come già scritto ieri da Nove da Firenze, dal 16 gennaio potranno riaprire i musei nelle regioni "Gialle". Una boccata d'ossigeno per le città d'arte tra cui quelle toscane.

Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, oggi ha detto: “Ringraziamo il ministro Franceschini per il supporto che ha sempre dato in questo anno molto difficile e la notizia della possibilità di riaprire i musei nelle ‘zone gialle’ ci riempie di gioia. Siamo pronti a farlo già da lunedì prossimo 18 gennaio: non vogliamo perdere nemmeno un minuto e anche se sappiamo che ci saranno sacrifici economici da fare crediamo che sia un segnale di speranza importante”.

Questi i Musei civici fiorentini: 

Palazzo Vecchio, Forte di Belvedere, Memoriale, Museo Novecento, Santa Maria Novella, Museo Bardini, Cappella Brancacci, Museo Bartali. 

Proprio oggi il sindaco di Firenze Dario Nardella ha aperto i lavori del convegno nazionale ‘More Museum’ che ha coinvolto il ministro Dario Franceschini e una quarantina di direttori e responsabili di musei e istituzioni culturali in Italia, che è stato organizzato da Comune, Muse e Museo Novecento di Firenze. “La cultura non è un ornamento, ma è qualcosa di sedimentato, di innato, di profondamente connaturato all’uomo e proprio dalla cultura occorre ripartire per una nuova vita dopo la pandemia. La cultura deve essere una leva per una nuova ripartenza, la base di un’intera progettualità che abbia a cuore un nuovo modello di sviluppo umano reso urgente dall’incrinarsi del mondo come l’abbiamo conosciuto”, ha detto Nardella.

“Dobbiamo proporre - ha dichiarato ancora Nardella - un nuovo modello di fruizione museale, abituare di nuovo il pubblico a una visione di un’opera d’arte dal vivo, non mediata da uno schermo, far convivere da oggi in poi la materialità, la fisicità anche sinestetica delle sale espositive con l’immediatezza, la pervasività, la potenzialità della rete e della transizione digitale inarrestabile.

E questo vale non solo per i musei ma per tutti gli ambiti culturali, dal teatro al cinema, dai concerti agli spettacoli. Non vediamo l’ora, naturalmente, di poter di nuovo assistere a una qualsiasi forma d’arte dal vivo, ma l’apprezzeremmo come 12 mesi fa oppure dovremmo misurarci con un cambiamento in atto di cui ancora non possiamo comprendere appieno la portata?”

“La cultura deve dare risposte profonde in una visione strategica ed etica, altrimenti come supereremo questo trauma collettivo, come parleremo alle nuove generazioni? - ha concluso il sindaco -. Dobbiamo andare oltre i confini delle politiche convenzionali, dobbiamo coinvolgere università, centri di ricerca, istituzioni culturali, intellettuali. La cultura deve davvero permeare tutti i progetti di rinascita”.

“Nei prossimi mesi - ha annunciato poi l’assessore Sacchi - dovremo ripensare le istituzioni culturali, musei in primis: devono avere un approccio circolare, devono cambiare pelle e mettersi a disposizione della società. Lo abbiamo fatto per esempio aprendo il teatro della Pergola alla scuola, lo faremo mettendo a disposizione i musei civici per le vaccinazioni, se necessario. I musei devono sempre più essere parte della nostra vita, della nostra educazione, della nostra società”. “A Firenze - ha aggiunto - la ‘commistione’ tra funzioni sociali diverse è già iniziata e cultura e musei saranno sempre più vicini alla vita quotidiana dei cittadini. Per esempio a Santa Maria Novella il futuro museo della Lingua sarà a fianco del social housing, mentre Manifattura Tabacchi e Torre ex Fiat a Novoli ospiteranno rispettivamente residenze artistiche e una nuova casa del contemporaneo: due enormi ex fabbriche della città diventeranno fabbriche delle idee migliori”.

Redazione Nove da Firenze