Presidente della Repubblica, tre grandi elettori dalla Toscana

Grandi elettori: Consiglio toscano sceglie Rossi, De Robertis e Fuscagni


L’aula di palazzo Panciatichi ha votato i grandi elettori che parteciperanno all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Quattro preferenze per Marina Staccioli (FdI), una per Daniela Lastri (Pd)

 I tre grandi elettori che dalla Toscana andranno a Roma ad eleggere il presidente della Repubblica, scelti questa mattina dall’aula di palazzo Panciatichi, sono il presidente della Regione Enrico Rossi, la vice capogruppo del Partito democratico Lucia De Robertis, la portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni (Forza Italia).

Su 50 votanti, Rossi ha ottenuto 24 voti, De Robertis 23 e Fuscagni 22. Marina Staccioli (Fratelli d’Italia) ha ricevuto 4 voti e Daniela Lastri (Pd) 1. Otto le schede bianche. 

“Davanti alla melassa renziana cui assistiamo sia a livello nazionale che in Toscana, non ci siamo mai adeguati né inizieremo a farlo adesso. Il voto di oggi in Consiglio regionale per nominare i grandi elettori lo dimostra: non c’è più nemmeno la pantomima delle diatribe interne tra ‘diversamente renziani’, è passato persino il tempo delle schermaglie tra diversi spasimanti innamorati di Matteo Renzi. Pd e Forza Italia hanno calato la maschera e si sono scambiati i voti per assicurarsi che i tre grandi elettori rispondano comunque ai diktat di quel soggetto ibrido frutto del patto del Nazzareno”. E’ quanto dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatore Giovanni Donzelli, insieme ai consiglieri Paolo Marcheschi e Marina Staccioli. Il gruppo aveva proposto quest’ultima, nel ruolo di ‘grande elettrice’ da mandare a Roma per decidere il successore di Giorgio Napolitano. “Per legge, uno dei tre grandi elettori dovrebbe essere espressione dell’opposizione, ma qui in Toscana quella che nominalmente si fa chiamare opposizione è de facto una gamba del sistema Renzi. In Parlamento come in Regione siamo rimasti l’unica vera forza politica alternativa – spiegano – ed è per questo che abbiamo proposto Marina Staccioli sperando in un sussulto di dignità da parte dell’assemblea. Sussulto che purtroppo non c’è stato. Peccato, perché la Staccioli sarebbe stata l’unica voce toscana per cercare di arginare l’ingerenza dei burocrati europei ed evitare che al Colle salga qualcuno che, come ha fatto Napolitano negli ultimi anni, legittimi governi non eletti dal popolo”.


“Una scelta che rispecchia la situazione istituzionale e politica che stiamo attraversando e che coinvolge le maggiori rappresentanze nell'assemblea”. A dirlo è Ivan Ferrucci, capogruppo Pd Regione Toscana, in merito alla designazione quali grandi elettori per il Presidente della Repubblica del governatore Enrico Rossi, di Lucia De Robertis, vicecapogruppo Pd nell’assemblea toscana e Stefania Fuscagni (Forza Italia), votazione avvenuta nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale “In questi anni soprattutto negli ultimi due, il quadro politico e istituzionale è profondamente cambiato, basti pensare che l’attuale rappresentanza del Consiglio regionale ha visto, per oltre la metà dei suoi componenti, il nascere di nuovi gruppi consiliari. – prosegue Ferrucci - Per questo, grazie alla disponibilità del Presidente del Consiglio, che colgo l’occasione di ringraziare, siamo arrivati a discutere e a valutare all’interno dell’assemblea regionale una proposta in grado di coinvolgere i gruppi consiliari più rappresentativi. La votazione è il risultato positivo di questa discussione”.

“È una grande responsabilità, ma anche un grande onore quello di poter rappresentare la Toscana in un momento così importante per la vita politica ed istituzionale del paese. – commenta Lucia De Robertis - È un compito che affronterò con serietà ed emozione. Ringrazio il capogruppo Ivan Ferrucci per il lavoro di sintesi non facile svolto nelle ultime ore e tutti i consiglieri regionali che con il loro voto mi hanno dato la loro fiducia”.

«Le nostre schede bianche sono state un atto di responsabilità e di rispetto verso le Istituzioni. Abbiamo così evitato che il clima degenerasse in una partita fin dall’inizio avvelenata dall’accordo di ferro tra PD e Forza Italia. Il patto del Nazzareno, servito nell’indigeribile salsa toscana, ha violato ogni consuetudine istituzionale, mettendo gran parte del consiglio dinanzi al fatto compiuto, come avvenuto per la vicenda della legge elettorale. È un ulteriore motivo di preoccupazione per un quadro istituzionale che si sta deteriorando in un processo di pericolosa involuzione.» lo ha detto Alberto Magnolfi, Presidente Gruppo regionale NCD

Redazione Nove da Firenze