Tra i nuclei più attesi della grande mostra sul Pontormo alle Scuderie del Quirinale, aperta a Roma dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 in via XXIV Maggio 16, c'è quello che arriva dalla Certosa di San Lorenzo al Galluzzo. È un'occasione rara perché per la prima volta quel ciclo lascia in blocco il monastero fiorentino per essere messo a confronto diretto, in una stessa sede, con due vertici assoluti come la Visitazione di Carmignano e la Deposizione della Cappella Capponi in Santa Felicita.
A Roma si possono vedere le lunette affrescate del Chiostro Grande con le Storie della Passione, realizzate tra il 1523 e il 1525 quando Pontormo si rifugiò al Galluzzo per sfuggire alla peste di Firenze. Tra queste ci sono la Resurrezione di Cristo e l'Orazione nell'orto, opere in cui già si legge la svolta manierista dell'artista, con figure allungate e una luce drammatica ispirata alle incisioni di Dürer.
Accanto alle lunette è esposta anche la Cena in Emmaus del 1525, oggi conservata agli Uffizi ma dipinta proprio per il refettorio della Certosa del Galluzzo, con i ritratti dei monaci certosini usati come modelli per i discepoli.
Completa il percorso una selezione di disegni preparatori per gli affreschi del Galluzzo e per quelli perduti di San Lorenzo, provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.
La mostra, curata da Cristina Acidini con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani, è promossa da Ales Scuderie del Quirinale in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e con prestiti dal Louvre, dalla National Gallery, dal Met Museum e dal Getty Museum.