Ponte Mediceo tra Pontassieve e Pelago, un tesoro da riscoprire

I lavori in corso sono anche un investimento strategico per il territorio

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 Ottobre 2026 09:28
Ponte mediceo tra Pontassieve/Pelago: al termine la prima fase dei lavori

Il Ponte Mediceo di Pontassieve non è solo un ponte, è il motivo per cui Pontassieve esiste e porta quel nome.

La storia comincia con l'acqua. La Sieve, che qui incontra l'Arno, era da sempre un ostacolo difficile. Nel Medioevo esisteva già un passaggio, ma fu la grande alluvione del 1547 a spazzarlo via completamente. Pochi anni dopo, nel 1555, Cosimo I de' Medici capì che senza un attraversamento solido Firenze sarebbe rimasta tagliata fuori dalle valli che rifornivano la città. Affidò il lavoro a Stefano di San Piero a Ponti e a suo figlio Tommaso, su un progetto che da sempre viene attribuito a Bartolomeo Ammannati, lo stesso architetto di Palazzo Pitti e della Fontana del Nettuno.Il ponte che costruirono è quello che vediamo ancora oggi.

Due arcate ampie in mattoni rossi, sostenute da una pila centrale in pietra forte, robusta e imponente, sulla quale furono scolpiti gli stemmi della famiglia Medici. Una soluzione semplice ma geniale, che ha resistito per quasi cinquecento anni. Da lì passava l'unica strada che collegava Firenze con il Mugello, il Casentino e Arezzo, una via di commerci, eserciti, pellegrini e vino. Attorno a quel passaggio iniziarono a nascere le prime case, poi le mura, poi nel 1357 il Castello di Sant'Angelo voluto dai fiorentini.

Il borgo prese il nome dal ponte stesso, Ponte a Sieve, poi diventato Pontassieve.

La sua vita non è stata tranquilla. Alla fine del Settecento, sotto il Granduca Pietro Leopoldo, dovette essere restaurato per l'usura del tempo e delle piene. 

Poi, durante la Seconda Guerra Mondiale, essendo Pontassieve uno dei nodi ferroviari e stradali più importanti della Toscana, venne bombardato duramente e il ponte subì danni gravissimi. Fu ricostruito nel dopoguerra, cercando di mantenerne fedelmente l'aspetto originario.

Oggi il Ponte Mediceo collega ancora il centro di Pontassieve con la frazione di San Francesco, al di là della Sieve, nel comune di Pelago. Si attraversa a piedi o con le auto a senso unico, ed è diventato a tutti gli effetti il simbolo della città, tanto quanto le tre porte medievali rimaste. Chi ci passa sopra vede sotto la confluenza dei due fiumi e intorno le colline del Chianti Rufina.

Proprio per la sua importanza, la Regione Toscana ha finanziato un intervento da quasi due milioni di euro per metterlo in sicurezza e restaurarlo. La pila centrale è stata consolidata, i mattoni e le pietre ripuliti e rinforzati. Dopo mesi di lavoro e di chiusura parziale, il ponte si prepara a riaprire completamente, pronto a continuare a fare ciò che ha sempre fatto, tenere insieme due rive e due storie.

Approfondendo l'argomento lavori, è in via di conclusione il primo lotto dei lavori di messa in sicurezza e consolidamento strutturale del Ponte Mediceo. In particolare, il lotto in via di ultimazione è quello che interessa la pila centrale.

Al termine di questa fase è prevista anche la riapertura del traffico veicolare (con esclusione dei mezzi pesanti), garantendo la piena sicurezza dell'infrastruttura e la tutela del patrimonio storico locale.

A completamento dell'opera di messa in sicurezza delle fondazioni, è già programmata la seconda fase dei lavori con avvio previsto nel corso del 2027. Questo secondo intervento sarà interamente dedicato al restauro architettonico ed estetico degli elementi storici del Ponte Mediceo, preservandone il valore culturale per le generazioni future.

Più in generale, i lavori sul ponte rappresentano un investimento strategico per il territorio, nato dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali di Pontassieve e Pelago e la Regione Toscana, che finanzia l’intervento. Il progetto unisce il miglioramento della viabilità alla salvaguardia di un bene monumentale di primaria importanza per le due comunità.

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