Poliziotto morto a Livorno: oggi i funerali

Fsp Polizia: “In 15 giorni tre incidenti, due morti e feriti. Una strage di Poliziotti della Stradale avviene nell’indifferenza e senza che i rischi siano riconosciuti. Che muoia un agente è un fatto ritenuto scontato”


Una vita alla Polizia stradale quella di Fabio Baratella, l'assistente capo coordinatore della Polizia di Stato di 56 anni morto in un incidente con l’auto di servizio: la sua esistenza si è fermata lo scorso 30 gennaio nella zona portuale di Livorno.

Oggi il Duomo di Livorno era gremito di gente: parenti, amici, colleghi e tanti cittadini commossi che hanno atteso, fin dalle 8 di questa mattina, il feretro di Fabio avvolto nel tricolore. I funerali stamani sono stati concelebrati dal cappellano provinciale della Polizia di Stato don Placido Bevinetto e alla cerimonia hanno partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli, il prefetto Roberto Sgalla direttore centrale delle Specialità, il direttore del servizio Polizia stradale Giovanni Busacca e il questore Lorenzo Suraci. Tra i presenti tanti colleghi di Fabio arrivati anche da fuori città per un estremo saluto all’amico e collega scomparso. Il collega che con lui era in pattuglia, il vice ispettore Gino Gabrielli è ancora ricoverato e le sue condizioni sono stabili.

“Quindici giorni, tre diversi incidenti, due Poliziotti morti, altri feriti. Con il tragico schianto di ieri avvenuto a Livorno si manifesta, con sconcertante chiarezza, la gravità dei rischi a cui i poliziotti della Stradale vanno incontro ogni giorno senza che, purtroppo, la cosa paia interessare molto. Una vera e propria strage silenziosa, morti bianche che sono le sole a non suscitare indignazione, moti di rabbia, chiamate a responsabilità. Perché che muoia un poliziotto è un fatto ritenuto scontato, qualcosa a cui ci si è assuefatti. E’ inaccettabile. Oggi piangiamo la perdita di Fabio Baratella, e preghiamo per la salute di Gino Gabrielli, con un dolore profondo e sordo, mentre migliaia di loro colleghi continuano ad andare per le strade italiane a fare il loro dovere, a soccorrere i cittadini nella piena consapevolezza di poter morire da un momento all’altro, senza che tali pericoli siano riconosciuti, senza che si metta mano con la dovuta urgenza alle misure indispensabili per tutelarne l’incolumità, senza neppure uno straccio di indennità di rischio adeguata. Questo è il momento del lutto e della solidarietà per la sofferenza di famiglie che, con il medesimo eroismo dei loro cari in divisa, pagano sulla propria pelle il prezzo della tutela della sicurezza altrui. Alla famiglia di Fabio Baratella esprimiamo una vicinanza vera e non formale, perché sappiamo bene cosa voglia dire uscire ogni giorno senza sapere se torneremo a casa. E, al contempo, attendiamo trepidanti che Gino Gabrielli possa tornare presto all’affetto dei suoi cari. Resta, latente e tagliente, lo sgomento nel pensare a quello che per i colleghi andrebbe fatto e non si fa, e per cui continueremo a batterci in ogni modo”. Queste le parole di Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo il grave incidente stradale avvenuto ieri in via Leonardo da Vinci, nella zona portuale di Livorno, in cui ha perso la vita durante il servizio l’assistente capo coordinatore della Polizia, Fabio Baratella, mentre un collega, il vice ispettore Gino Gabrielli, che pure viaggiava sull’auto di servizio, è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Cisanello (Pisa). Due settimane fa, il 15 gennaio, un precedente tragico schianto sull’autostrada A18 Catania - Messina, in cui ha perso la vita l’assistente capo Angelo Spadaro, mentre il collega Giuseppe Muscolino è rimasto ferito, anche loro nello svolgimento del servizio. Appena una settimana dopo, il 22 gennaio, due agenti sono rimasti miracolosamente illesi quando un’auto ha travolto una pattuglia della Polizia stradale che stava soccorrendo un automobilista nelle vicinanze di Sibari dell’autostrada A2 del Mediterraneo”.

Redazione Nove da Firenze