Pit, Giunta regionale incontrerà il mondo agricolo

Chianti Classico contrario a un "Piano di indirizzo territoriale lontano dalle imprese"


FIRENZE – Si terrà a breve un incontro tra la giunta regionale e i rappresentanti del mondo agricolo sul Piano Paesaggistico.

La decisione, presa dalla giunta nella sua ultima seduta, è annunciata dall'assessore all'urbanistica Anna Marson: "Nonostante i toni accesi che stanno caratterizzando il dibattito sul piano – afferma l'assessore – la giunta intende proseguire un confronto di merito su tutte le questioni sollevate e invitare tutti gli interessati a contribuire in modo concreto alla messa a punto di questo atto. Non vorrei che imputare al Piano "valutazione ideologiche" diventi un modo per sottrarsi ad un lavoro di approfondimento e di affinamento che è componente essenziale della procedura di piano. Io stessa ho proposto alla giunta una revisione di alcuni testi del piano al fine di sgombrare il campo da possibili equivoci e strumentalizzazioni". "Sono pienamente d'accordo – prosegue l'assessore Marson – nel considerare l'attività agricola come fondamentale per il territorio e per il paesaggio, per la loro tutela e manutenzione. Gli agricoltori sono i custodi del paesaggio rurale se, nel fare impresa, contribuiscono ad assicurare la salvaguardia idrogeologica e la biodiversità del territorio, e di conseguenza anche la sua bellezza. Come tutte le attività umane, anche l'agricoltura può' altrimenti produrre effetti negativi. Effetti ben noti agli stessi agricoltori, come testimoniano gli studi sull'erosione promossi dai comuni del Chianti, quelli sull'inquinamento delle acque effettuati dall'Arpat e quelli più generali sul rischio idrogeologico e sui rischi per la biodiversità".

"Il Piano paesaggistico – prosegue Marson – mette in luce alcune criticità, per altro territorialmente ben delimitate, che fanno riferimento ai rischi della banalizzazione e dell'impoverimento del paesaggio e della biodiversità, già ben descritti in atti regionali quali il Programma di sviluppo rurale e il Piano ambientale ed energetico regionale. Nel Programma di sviluppo rurale 2014-20 si legge ad esempio che "l'abbandono delle attività agricole...i processi di urbanizzazione e l'eccessiva intensificazione dell'attività agricola, verificatasi nelle aree a maggiore vocazione (elevato impiego di fertilizzanti, pesticidi, erbicidi e di risorse idriche) rappresentano una minaccia per la biodiversità in genere e quella agraria in particolare, con notevoli riflessi negativi anche sul paesaggio agrario tipico della Toscana" che il Psr si propone di tutelare. Per non parlare dei numerosi richiami all'alto valore culturale del paesaggio agrario tradizionale contenuti nei Piani territoriali di coordinamento delle province di Firenze e di Siena. A dimostrazione che il PIT paesaggio – conclude l'assessore Marson – ha fatto tesoro delle esperienze di pianificazione locale e degli altri fondamentali atti di programmazione regionali della Regione".

E sulla scia delle molte critiche che stanno infuocando la vendemmia di quest'anno, arriva anche il commento negativo del Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, Sergio Zingarelli. “Mi spiace dover dare un giudizio negativo sul lavoro di tanti professionisti - commenta - ma si è persa una grande occasione per costruire uno strumento efficace in grado di coniugare lo sviluppo alla tutela del territorio. Nonostante il Piano Paesaggistico contenga principi positivi e condivisibili, mi pare però evidente che ci troviamo di fronte a una proposta incoerente, condizionata da pesanti valutazioni ideologiche. Così com’è scritta, sarebbe capace solo di ingessare l’economia agricola e innestare ripercussioni negative su quell’ambiente che la legge stessa vorrebbe tutelare”. 

Proprio il Consorzio Vino Chianti Classico ieri ha sottoscritto insieme agli altri Consorzi Vitivinicoli toscani un vigoroso appello rivolto al Governatore Enrico Rossi affinché ripensi radicalmente la filosofia e la normativa del Piano.

“Più lo rileggiamo – prosegue Zingarelli – più emergono criticità e palesi incongruenze, sia nella parte normativa che in quella analitica. Ad esempio, nelle Schede d’Ambito vengono date indicazioni su come realizzare obiettivi di tutela del paesaggio in termini così ambigui e generici, che spingeranno le Amministrazioni Locali ad adottarle solo in termini vincolistici e prescrittivi. I sindaci questo lo sanno benissimo, e lo hanno già dichiarato apertamente. Viceversa, nella Proposta di Legge che riformula la Legge 1 del 2005, approvata dalla Giunta Regionale ma non ancora dal Consiglio Regionale, si afferma chiaramente che gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale non possono contenere prescrizioni in merito alle scelte aziendali. Queste contraddizioni ci fanno pensare che i gruppi di lavoro che hanno scritto i documenti del piano non fossero a conoscenza degli indirizzi politici generali. E in seguito nessuno ha controllato che le parti della legge fossero tra loro coerenti, oppure che non producessero effetti indesiderati.”.

“Se lo spirito della legge era quello di promuovere la tutela del paesaggio coinvolgendo le aziende, e non imponendo loro ulteriori regole e prescrizioni, allora non si capisce perché, in tutte le tremila pagine del Piano, non vengano mai indicati quali strumenti finanziari o normativi possono essere utilizzati a questo scopo. L’esperienza dimostra che i migliori risultati non si ottengono irrigidendo la burocrazia ed i vincoli, ma cercando di stimolare e promuovere, anche finanziariamente, le buone pratiche. Questa è la strada giusta, e sono convinto che anche il Governatore Rossi condivida questo approccio. Voglio solo fare un ultimo esempio: non si può ricostituire per decreto un paesaggio agro-pastorale quando da un secolo non esistono le condizioni economiche per farlo. Però si possono individuare gli strumenti per stimolare le aziende a rioccupare produttivamente quelle stesse aree, in modo efficiente ed economicamente sostenibile nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente. Diversamente sono politiche destinate al fallimento”.

Intanto con la Gran Fondo del Chianti Classico, una gara ciclistica non competitiva, giunta alla sua seconda edizione, che si svolgerà domenica prossima (21 settembre), le vigne del Gallo Nero diventeranno il palcoscenico ideale per una riflessione sul futuro delle belle colline chiantigiane e di uno dei territori più famosi nel mondo.

Redazione Nove da Firenze