Pisa ospita il Toscana Pride ma non sono tutte rose e fiori

Il sindaco Conti: "Non condividiamo certe posizioni, che si rintracciano anche nel loro documento politico, in particolare sull'educazione dei minori". Per questo la Giunta ha deciso di uscire dalla Rete Ready. "Si rispettino tutti, anche chi la pensa in modo diverso". Bandiera arcobaleno issata in Provincia che invece aderisce convintamente a Ready. Regione, mozioni di Pd e Si


Pisa, 2 luglio 2019. Sabato Pisa ospita il Toscana Pride ma non sono tutte rose e fiori. Il sindaco Michele Conti rimarca il suo pensiero con un comunicato diffuso oggi pomeriggio: “Pisa è da sempre una città aperta e disponibile al confronto e i pisani sapranno dimostrarlo anche sabato prossimo, anche quanti sono su posizioni diametralmente opposte a quelle sostenute al Toscana Pride. Ritengo che le scelte personali e le preferenze sessuali dei cittadini debbano essere rispettate; gli orientamenti e le condotte sessuali sono un fatto privato frutto di una scelta consapevole e adulta. Ma siamo anche convinti delle nostre scelte, come quella presa in Giunta di uscire dalla Rete Ready, perché non condividiamo certe posizioni, che si rintracciano anche nel documento politico del Toscana Pride, in particolare sull’educazione dei minori. In una società complessa e plurale in cui grande attenzione viene giustamente dedicata alle libertà individuali, anche la libertà sessuale deve essere rispettata oltre ogni tentativo di discriminazione. Rispetto però, che non vuol dire adesione a quelle istanze. Mi auguro che chi sabato porterà nella nostra città bandiere arcobaleno manifesti in modo civile e ordinato. Pisa dallo scorso anno non è solo la città dei diritti ma anche dei doveri, che significa innanzitutto rispetto delle leggi, delle istituzioni e di tutti i cittadini, compreso chi la pensa in modo diverso”.

Il Comune di Pisa è guidato da una Giunta di centrodestra, la Provincia invece è di centrosinistra e si vede anche dall'atteggiamento verso il  Toscana Pride. Fino a sabato 6 luglio la bandiera rainbow sventolerà dal Palazzo della Provincia in Piazza Vittorio Emanuele a Pisa a significare la convinta adesione che l’Amministrazione Provinciale ha dato al Toscana Pride 2019. Ad issarla sono stati il Presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori e il portavoce del Toscana Pride Junio Aglioti Colombini e la consigliera provinciale Olivia Picchi durante la conferenza stampa di presentazione. Un segnale forte che va a rafforzare l’adesione alla grande manifestazione dell’orgoglio e della visibilità LGBTQIA+ da parte di molti comuni del pisano: 19 su 37 (Bientina, Calci, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Castelfranco di Sotto, Montecatini Val di Cecina, Montopoli in Val d'Arno, Palaia, Pontedera, Ponsacco, Santa Croce sull'Arno, San Giuliano Terme, San Miniato, Santa Luce, Terricciola, Vecchiano, Vicopisano e Volterra) Tra di esse anche Il Comune di Casciana Terme Lari (PI) che contestualmente ha deliberato l’adesione alla Rete Ready, la Rete delle Amministrazioni contro le discriminazioni. Mentre i Comuni di Vecchiano (PI), Calcinaia (PI) hanno esposto o esporranno una bandiera rainbow da un palazzo pubblico.

“Il Toscana Pride, nel quarantesimo anniversario della nascita del movimento, nel 2019 si tradurrà in iniziative su tutto il territorio regionale e in una parata conclusiva che vedrà protagonista la nostra città di Pisa, il prossimo 6 luglio. Una centralità per il nostro territorio, dunque, che esalta ulteriormente l'adesione ufficiale della Provincia di Pisa alla manifestazione, tramite la concessione del patrocinio da parte del nostro Ente. La nostra adesione simboleggia la volontà di abbracciare questo percorso, per chiedere pari diritti e pari doveri, ispirati dagli ideali di laicità, autodeterminazione e inclusione” - afferma il Presidente Massimiliano Angori - La Provincia peraltro nel febbraio scorso ha formalizzato la propria adesione a Ready, la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le Discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere, alla quale possono aderire Regioni, Province, Comuni e Associazioni. L'azione delle Pubbliche Amministrazioni è infatti fondamentale per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi. Le politiche di inclusione sociale sono un elemento imprescindibile e un dovere civico che noi amministratori abbiamo l'obbligo di perseguire per realizzare una convivenza reale e benefica per tutte le parti che compongono la nostra collettività. L’affermazione dei diritti delle persone costituisce il presupposto per la costruzione di una compiuta cittadinanza. In questo modo si darà un contributo non solo per contrastare le discriminazioni, ma anche per promuovere una cultura dell’accoglienza e del rispetto reciproco in cui le differenze, tutte le differenze, siano considerate una risorsa da valorizzare all'interno di una società che voglia considerarsi tale” conclude il Presidente.

“In un momento storico in cui assistiamo a nuove ondate di violenza istituzionale, fatte di prove muscolari e discorsi d’odio contro chiunque sfida la “norma”, ripartiamo dalle nostre radici. Stonewall e la manifestazione di Pisa del 1979 ci ricordano che di fronte all’oppressione non c’è altra risposta se non la ribellione, una ribellione favolosa che si sottrae alla normalizzazione e che sovverte lo stigma” – commenta Junio Aglioti Colombini, portavoce del Toscana Pride 2019 - “il 6 luglio scenderemo nelle strade di Pisa per occupare uno spazio fisico e politico in cui ribadire che lì dove vengono negati diritti civili e sociali, dove si alzano muri e barriere per normare corpi e desideri “non conformi”, dove porti chiusi lasciano affondare i valori della solidarietà e dell’accoglienza; lì noi saremo come comunità che resiste e che lotta unita per essere libera. Lo facciamo nel segno di Marsha e di Sylvia e di tutte le favolose ribelli che alla norma si sono sottratte.”

IL PERCORSO. La parata partirà da Via Benedetto Croce con ritrovo alle ore 16.00. Il corteo si snoderà per le strade del centro percorrendo piazza Toniolo, via Ceci, via Bovio, lungarno Galilei, Ponte di Mezzo, lungarno Pacinotti per concludersi in Piazza Carrara. Quest’anno è previsto un lungo corteo animato da ben 11 carri delle associazioni LGBTQIA+: Ireos comunità queer autogestita, Azione Gay e Lesbica Firenze, Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo e l'immancabile trenino delle Famiglie Arcobaleno. Presenti anche altre realtà associative: gli studenti di Sinistra Per..., il circolo ARCI Rinascita, Cantiere Sanbernardo e, con una limousine, Vita da Coach di Marialuisa Fagiani. Inoltre sfileranno anche realtà commerciali quali TheSister Events, Mamamia e Gulp! Firenze insieme ad Enjoy Grosseto. La novità di quest’anno è la collaborazione con la onlus #VorreiPrendereilTreno che fornirà un gruppo di volontari ed eventuali accompagnatori disponibili a favorire l'accesso e la partecipazione alla parata a persone con abilità motorie ridotte o altre forme di disabilità. Tutto l’evento sarà accessibile anche ai non udenti grazie alle interpreti LIS Ilaria e Isabella che saranno presenti sul palco. La chiusura dell'evento sarà affidata alle parole delle madrine Porpora Marcasciano e Andrea Pini e del portavoce del Comitato Toscana Pride Junio Aglioti Colombini e ai rappresentanti di Arci, Cgil, Uisp a Anpas, sostenitori del progetto Toscana Pride. Prevista anche una incursione a sorpresa di Agedo, l’associazione dei genitori e amici degli omosessuali che emozionerà il pubblico presente. Gran finale con l’esibizione di Choreos il Coro Lgbtq* di Ireos Firenze. Quaranta elementi che a cappella intoneranno tre straordinari brani che hanno fatto la storia della musica internazionale.


"In un tempo in cui la peggiore delle destre ci vuole portare culturalmente indietro nel campo dei diritti è con grande orgoglio che ho presentato in Consiglio Regionale una mozione di sostegno e di adesione formale al Toscana Pride 2019, che culminerà con la manifestazione del 6 luglio a Pisa, alla quale parteciperò personalmente accanto al popolo LGBTIQA+". Così dichiara Alessandra Nardini (PD), presentatrice della Mozione, che è stata sottoscritta anche dalla Capogruppo MdP Serena Spinelli e dalla Vicecapogruppo PD Monia Monni.
"La Toscana - prosegue Nardini - è sempre stata un'apripista in Italia in questo ambito e dovrà continuare a essere protagonista della difesa dei diritti acquisiti e della battaglia per ottenere importanti ulteriori conquiste. Nella mozione si avanzano richieste chiarissime alla Regione:

- confermare la propria adesione e partecipazione al Toscana Pride 2019 che vedrà il culmine con la manifestazione prevista a Pisa il prossimo 6 luglio;
- attivarsi, contestualmente, per sollecitare tutti i Comuni della Toscana a fare altrettanto, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni locali;
- continuare a garantire il pieno sostegno alle politiche per favorire l'inclusione sociale delle soggettività LGBTIQA+, a partire dalla piena attuazione della l.r. 63/2004;
- promuovere e discutere, anche a livello regionale per quanto di propria competenza, provvedimenti contro i crimini d’odio (“hate crimes”) che prevedano anche e soprattutto processi efficaci di prevenzione degli stessi; nonché, in via generale, promuovere politiche accurate e inclusive in tutti i contesti sociali;
- potenziare, sempre nell’ambito delle competenze regionali, i percorsi educativi previsti all’interno dei sistemi scolastici, anche formando e supportando le figure coinvolte nei processi di educazione (dirigenti, docenti, genitori ecc.), finalizzati a contrastare qualsiasi forma di discriminazione;
- promuovere un dialogo costante, programmatico, operativo e costruttivo con le Associazioni che compongono il Comitato Toscana Pride attraverso la costituzione di tavoli di discussione a livello regionale e promuovendo gli stessi anche a livello comunale;
- sollecitare l’ingresso di tutte le Pubbliche Amministrazioni della Toscana ad aderire alla Rete RE.A.D.Y. e consolidare le buone pratiche attuate ad oggi, assicurando continuità e costanza al sostegno economico regionale".

“La Regione conceda il patrocinio al Toscana Pride 2019 e invii il proprio Gonfalone. Ma il sostegno alla manifestazione, che si terrà il 6 luglio a Pisa, non deve essere solo simbolico. Servono atti concreti nella lotta alle discriminazioni”. E’ quanto chiedono, in una mozione depositata lunedì scorso, i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

“Il patrocinio e il Gonfalone da parte della Regione sono simboli importanti - aggiungono Fattori e Sarti - a maggior ragione quando Sindaci di grandi città come Firenze, in passato, non li hanno concessi, parlando di manifestazione ‘divisiva’. Certo che la manifestazione è divisiva: divide chi è omofobo da chi non lo è. Di fronte a posizioni barbariche e retrograde come quelle di Nardella o della Lega chiediamo anche quest’anno alla Regione di schierarsi in modo netto e senza ambiguità a favore dei diritti civili, contro ogni discriminazione. E chiediamo di far corrispondere ai simboli la concretezza delle azioni, sviluppando sempre di più efficaci progetti contro le discriminazioni attraverso percorsi condivisi di inclusione, sensibilizzazione e informazione rivolti a tutta la cittadinanza.”

“A 40 anni dal primo corteo del movimento omosessuale italiano che si tenne proprio a Pisa nel 1979 e a 50 anni dai moti di Stonewall, è fondamentale - concludono Fattori e Sarti - che il sostegno delle istituzioni al Pride non si esaurisca nella concessione del patrocinio e che tutti facciano uno sforzo aggiuntivo per diffondere l’educazione alle differenze, come ci chiedono gli stessi organizzatori del Toscana Pride, nella speranza che un giorno nessuno consideri più ‘divisiva’ questa importante manifestazione per i diritti civili”.

Redazione Nove da Firenze