Rubrica — Fiorentina

Pioli: “Dobbiamo ritrovare leggerezza mentale”

Foto di Cordero Manuel
Foto di Cordero Manuel

Ore 15, nella sala stampa “Manuela Righini” mister Pioli ha rilasciato le sue sensazioni prima della partita che domani attenderà la Fiorentina a Sassuolo


Sulla visita del presidente durante gli allenamenti di ieri? “Il fatto che la proprietà si sia fatta vedere ieri è molto positivo, perché ha rinnovato la volontà di credere nel progetto. Siamo una squadra giovane con ottimi valori, ma che per crescere può passare da dei momenti complicati. Avere l’appoggio societario è importante e ci rende consapevoli di dover dare il massimo, raggiungendo i risultati che ultimamente ci mancano”.

Su Babacar? “La partita sarà difficile, perché il Sassuolo è una buona squadra. Babacar, se giocasse, sarebbe un attaccante pericoloso da seguire. Qui non aveva lo spazio che pensava meritasse. Ma adesso noi andiamo avanti per la nostra strada, perché dobbiamo ritornare al più presto a vincere”.

Che cosa deve dare in più la squadra per tornare alla vittoria? “Contro la Juventus, lo avete sottolineato, io in primis dovevo dare qualcosa in più, qualcosa di diverso. Se vogliamo cambiare i nostri risultati, dobbiamo cambiare prima noi. Io per primo devo dare la motivazione, le posizioni in campo e gli stimoli giusti con cui far esprime al meglio le qualità d’ogni singolo giocatore. Conseguentemente tutti i calciatori devo dare un apporto superiore a livello di determinazione, concentrazione e qualità. Sono quelle le caratteristiche che influenzano il match”.

La Fiorentina misteriosa? “In tutte le squadre abbiamo giocatori che giocano di più e giocatori che giocano di meno. Dabo non è stato convocato e Chiesa ha avuto un risentimento stamattina durante la rifinitura. Quindi potrebbe esserci la possibilità per altri di trovare spazi. Domani affronteremo un avversario che, anche se non riesce a vincere, ha grandi qualità. Dovremo essere attenti e determinati”.

Il rinnovamento della fiducia da parte dei DV? “Non me lo aspettavo, ma so benissimo che nel calcio, perché un allenatore mantenga salda la panchina, servano o i risultati o la fiducia della proprietà. La squadra è stata molto felice della visita. Inoltre questo ci ha ricordato il nostro percorso e il nostro progetto, oltre a garantire fiducia ai giocatori. Questi sono momenti che possono capitare durante la stagione. Abbiamo 2 punti dalla sesta posizione e quindi dall’obbiettivo Europa. Ma questo non conta. Conta superare queste difficoltà uniti, compatti e pensare al futuro”.

“Dare qualcosa in più” è una reazione alle difficoltà o un modo per dire che “non possiamo ormai negare l’evidenza”? “Noi abbiamo provato a vincere tutte le partite. Non sono mancate le prestazioni della squadra, ma la concretezza. Siamo mancati nei momenti topici della gara. Questo ci ha tolto punti importanti, almeno 3/4. Dobbiamo vivere le situazioni con maggiore determinazione e lucidità”.

Chiesa? “Ogni tanto soffre di piccoli problemi, ma partirà con la squadra”.

Sul ritorno di Prandelli e su De Zerbi? “Sono contento per Prandelli. Mi dispiace che abbiamo perso un tifoso, ma gli faccio un grandissimo in bocca al lupo. Lo conosco da tanto tempo e so che sia capace, intelligente. Gli auguro il meglio. De Zerbi? Ammiro tanto i giovani allenatori con idee e una filosofia di gioco ben chiare. Sta facendo un ottimo lavoro”.

I problemi offensivi sono problemi limitati soltanto ai match oppure generici? “Questa settimana ho fatto fare molte partitelle ai ragazzi e, a differenza della passate, sono finite con molti gol. Gli attaccanti devono pensare a segnare e a sfruttare le situazioni favorevoli nella miglior maniera possibile. Inoltre devono aiutare anche la squadra. Mi aspetto questo dai miei”.

Norgaard possibile titolare e Veretout mezz’ala? “La squadra ha certi equilibri e non credo che sia quella la zona che ci abbia tolto i risultati. Norgaard, credetemi, è un giocatore del quale ho tanta stima. Purtroppo ha sofferto di un infortunio proprio quando era quasi al top della condizione. Sicuramente appena sarà chiamato in causa darà il suo apporto. È un ottimo professionista”.

Su Gigi Radice? “Ho un bellissimo ricordo del mister, perché era una persona di quelle che piacciono a me: diceva quello che pensava e lo diceva in faccia. Sapeva gestire, sapeva farti divertire, ma allo stesso tempo mantenere alta la concentrazione. Spero di poter diventare come lui”.

Basterà una scintilla per far ripartire questa Fiorentina? “I risultati nel nostro lavoro fanno la differenza e soprattutto per una squadra così giovane. Un risultato positivo renderebbe i ragazzi meno ansiosi, più entusiasti. Io credo che tutti i momenti che passiamo ci serviranno per crescere. Dobbiamo dimostrare di saper gestire e reagire. È un passaggio che doveva esserci nella crescita della rosa”.

Pioli sembrava preoccupato ed è così venuto meno alle parole con cui la scorsa gara aveva descritto il suo autocontrollo durante i pre-match. Sta sentendo la pressione. Infatti ha bevuto prima di cominciare la conferenza e la sua voce era fioca: sintomo interessante che evidenzia quella, descritta, completa dedizione nel corso degli allenamenti. Avrà urlato e spolpato fino alle ultime energie i suoi giocatori. Chiesa potrebbe esserne l’esempio lampante.

Oltretutto colpiscono particolarmente i riferimenti fatti al futuro come se si rivolgesse a se medesimo. Indizio ulteriore che la squadra sia il suo riflesso. Starà sentendo delle sensazioni negative già vissute e dovrà dimostrarsi che ora può superarle.

Domani la Fiorentina dovrà superare questo passaggio: assimilare il proprio percorso.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo e tifoso della Fiorentina

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it