Piano caldaie a costo zero, Cna Firenze applaude a metà

Pagliarani (Presidente Installazioni Impianti):: "Buona l’idea ma grande preoccupazione per le modalità di realizzazione. Diciamo un forte no all’accordo con 'le aziende del gas' che mina la libertà d’impresa". Confartigianato d'accordo e in più chiede di coinvolgere i Comuni della Piana


Il piano “Nuova caldaia a costo zero” annunciato da Nardella?

“L’idea di incentivare la sostituzione del parco caldaie più ‘anziano’ e quindi più inquinante della città non può che trovarci d’accordo. Resta da capire, però, come il Comune di Firenze intenderà realizzarlo”.

Così Paolo Pagliarani, Presidente CNA Installazione Impianti Firenze, all’indomani dell’annuncio del Sindaco.

Se l’idea, però, è quella di creare un meccanismo che preveda che ad occuparsi del lavoro di sostituzione non siano le imprese impiantiste, ma le “aziende del gas”, cioè le multiutilities, CNA è fortemente contraria.

“Per anni abbiamo portiamo avanti la battaglia per contrastare le operazioni messe in atto dalle società di distribuzione dell’energia nel settore impiantistico, che propongono alla clientela un servizio chiavi in mano comprensivo della realizzazione dell’impianto perché per farlo si avvalgono di imprese regolarmente iscritte in CCIAA e abilitate, ma che di fatto operano come una vera e propria rete fiduciaria, con un grado di autonomia fortemente ridotta e a tariffe sensibilmente inferiori a quelli normalmente praticate sul mercato imposte dal fornitore di energia” prosegue Pagliarani.

Un meccanismo che per l’associazione degli artigiani finisce per minare la libertà di impresa e per svilire una figura, quella dell’installatore, a cui negli ultimi anni il legislatore ha imposto un complicato e costoso processo di qualificazione professionale, tutt’altro che concluso.

“CNA viene da una lunghissima battaglia, al livello nazionale, per abrogare lo sconto in fattura, il meccanismo per cui l’impresa era chiamata a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica, facendo da banca al proprio cliente. Battaglia vinta, ma non nascondo la preoccupazione che, se il Piano Caldaie dovesse essere attuato bypassando artigiani e pmi, a Firenze si vada verso una direzione che penalizzerà comunque gravemente il settore” conclude Pagliarani.

La soluzione per CNA, che auspica un confronto con il Sindaco, è quella che Palazzo Vecchio conceda sì ai cittadini il 35% (che, aggiunto al 65% ottenibile dalle detrazioni fiscali permetterebbe la sostituzione a costo zero) lasciandoli però liberi di scegliere l’impresa a cui rivolgersi per fare il lavoro.

«La proposta del sindaco di Firenze Dario Nardella di incentivare la sostituzione del parco caldaie più anziano è sicuramente molto positiva. L'efficienza energetica e la riduzione dei consumi sono valori in cui crediamo fermamente», afferma Renzo Nibbi, coordinatore del settore Impianti di Confartigianato Firenze. «Tuttavia auspichiamo che – nel definire i dettagli di questa operazione – il Comune di Firenze intenda discutere le misure da intraprendere insieme alle altre realtà della Piana. La qualità dell'aria non ha confini e occorre includere l'area metropolitana per ottenere maggiori risultati».

Quanto alle modalità operative con cui verrà realizzata la sostituzione delle caldaie con più di 15 anni di vita, Confartigianato auspica che da parte del Comune ci sia un coinvolgimento delle associazioni di categoria. «L'ipotesi avanzata da Nardella di coinvolgere le aziende del gas per la sostituzione degli impianti non solo ci sembra lesiva degli interessi delle piccole aziende, ma ci appare anche non percorribile perché toglierebbe agli utenti la libertà di scegliere a chi rivolgersi» conclude Nibbi.

Redazione Nove da Firenze