Piagge in attesa al capolinea: tra aerei, carcasse e rifiuti

Aeroporto ed Inceneritore fanno compagnia alla Mobilità ed alla Sicurezza


Adriana Alberici, ex consigliera al Quartiere 5, conosce bene l'attività svolta dalla Comunità delle Piagge, soprattutto conosce la gente che abita la zona: "L'esperienza politica sperimentata al fianco di Ornella De Zordo è nata per dare voce ad esigenze particolari, a persone che nella politica non si riconoscono più, proprio a causa della grande distanza creatasi tra il centro e le periferie. Richiamare attenzione e proporre soluzioni, questo ciò che ho fatto trovando diversi ostacoli, come adesso accade a Tommaso Grassi, che recepisce le varie richieste della zona portandole all'attenzione dei fiorentini.
A Palazzo Vecchio devono capire soprattutto che lasciare soli la Comunità e lo stesso Alessandro Santoro è rischioso, perché mette una realtà sociale aggregativa ed alternativa in mano a chi pensa di risolvere i problemi in altri modi che non sono propriamente il dialogo ed il rispetto del prossimo".

Cosa sono Le Piagge? "Un quartiere periferico con gli aerei che sfiorano i tetti e gli inceneritori accanto a casa, dove la gente che si affaccia in strada trova carcasse di auto e di motorini, dove sono spuntate come funghi le Sale da Gioco, da via Baracca a San Donnino, un luogo in cui le mamme sono preoccupate per la salute dei propri figli e per questo abbiamo proposto raccolte differenziate dei rifiuti fino al porta a porta, in cui occorre trovare soluzioni per sottrarre i giovani al pericolo della delinquenza, dove le ostetriche del presidio Asl vorrebbero potenziare il servizio educativo e l'informazione ai pazienti e non ci riescono, dove abbiamo proposto di creare dei simboli come un largo dedicato ad Ilaria Alpi e non ci è stato concesso".
E' avvertita la presenza delle istituzioni? "Se la presenza si limita alla scampagnata del Partito per l'inaugurazione di un ambulatorio,.. bene per l'ambulatorio, ma poi? Sono questi gesti che allontanano le persone dall'amministrazione perché la concessione di un bene è legata ad una etichetta e non ne segue un vero osservatorio".
Come si misura l'interesse di Firenze per Le Piagge?"Una reale consapevolezza del problema si può avere solo vivendo sul posto la complessità della situazione, confrontandosi veramente con la gente, senza la paura di frequentare certi posti ritenuti scomodi.. ma nonostante le promesse, ad oggi, mi sento di poter dire che non si è visto nessuno".

Francesco Torselli capogruppo per Fratelli d'Italia in Palazzo Vecchio è stato protagonista di un confronto con l'assessore Gianassi proprio nelle ultime ore in merito alle Piagge: "Se nella scorsa legislatura vi era stato un disinteresse totale per Le Piagge, Brozzi, Quaracchi.. oggi queste zone non sono più soltanto dimenticate, ma sono state trasformate in vere e proprie 'discariche di problemi'. Da oltre un anno denunciamo il fatto che all'angolo tra via Pistoiese e via dell'Osteria esiste un gigantesco cantiere per la realizzazione di un palazzone mai terminato, diventato sede di continue occupazioni da parte di delinquenti e di spacciatori (tutto più volte documentato dagli organi di stampa locali e perfino nazionali). Cantiere peraltro pericolosissimo, poiché gli occupanti abusivi hanno rubato i giunti in ferro che tengono insieme le impalcature alte più di 10 metri che circondano l'edificio stesso. Cosa è stato fatto per metterlo in sicurezza? Niente. A 100 metri dall'edificio, fronte strada, vi è una scuola dell'infanzia... Dobbiamo aspettare la tragedia per metterlo in sicurezza?"
Avete ricevuto segnalazioni particolari? "La gente ha ormai paura ad uscire in strada la sera a causa della microcriminalità. Abbiamo chiesto l'istallazione di alcune telecamere di sicurezza e la risposta è sempre stata quella di rimandare al 'piano di videosorveglianza' che avrebbe risolto questo tipo di problematiche. Oggi che il piano è stato svelato, dove arriveranno le nuove telecamere? Le Piagge? No! In via Tornabuoni a sorvegliare le vetrine dell'alta moda. E quando, raramente, l'amministrazione comunale si sveglia, come ad esempio lo sgombero della decennale occupazione abusiva di via dell'Olmatello, dove si mandano gli occupanti? A Le Piagge, a cercare di occupare nuovamente qualche spazio abusivo nel quartiere. Se questa è l'attenzione di Nardella alle periferie, beh... forse era meglio il menefreghismo totale di Renzi!".

Massimo Milli della Rsa Faisa Cisal Ataf Firenze, dopo oltre 20 anni di servizio, conosce bene le dinamiche che riguardano la mobilità locale tra centro e periferie. Insieme a lui proviamo a capire cosa è cambiato a Firenze: "La situazione attuale mi trova in imbarazzo come autista ed arrabbiato come erogatore del servizio, vi spiego perché. Le periferie rappresentano un tessuto sociale cui è necessario rivolgere la massima attenzione, e non solo perché raggiungere il centro è una necessità e non solo uno svago, così come poter ritornare a casa, ma perché si va a toccare un quadro economico dove una famiglia di 3 o 4 persone che non sia in grado di poter gestire auto o motorini, ha nell'autobus l'unica via di comunicazione".
C'è anche la fermata del treno. "In tanti anni di servizio ho imparato che l'intermodalità non la ottieni facendo viaggiare i passeggeri per linee parallele; se il percorso dell'autobus segue quello del treno non abbiamo risolto nulla".
Tabelle alla mano, invece? "Abbiamo mezzi con frequenze di passaggio che arrivano ai 30 minuti, con il rischio di sforare l'ora se salta una corsa, e stracolmi da sembrare carri per bestiame. Non solo, l'unica proposta è quella di aumentare il prezzo del biglietto?".
Chi è che non ha vigilato? "Siamo passati da un sistema di trasporto pubblico in cui era possibile garantire un "servizio" propriamente detto e dunque giocarsi anche la carta della utilità sociale, dell'inclusione, dell'attenzione alle fasce più deboli della popolazione per le quali il trasporto rappresenta una necessità vitale, ad una struttura a gestione privata che ricerca il profitto, dove uno più uno deve fare almeno tre per poter decidere di investire mezzi e risorse".
Cosa potrebbe indurre il privato ad investire sul raccordo con la periferia? "Un primo esempio, che ci offre anche lo spunto per capire come siamo messi, lo troviamo nella fatidica frase "Lasciate l'auto a casa". Siamo la città che lascia l'auto a casa e cosa offriamo in sostituzione?
Solo adesso si è mosso qualcosa in corrispondenza dei cantieri della Tramvia e sperimenteremo il frazionamento delle linee come il 14 con le "navette". Poi c'è la gestione dei parcheggi, parliamone. Se il Comune, perché questo lo decide l'amministrazione pubblica, mettesse Scambiatori in periferia delegando il trasporto verso il centro esclusivamente ad autobus o tramvia, il privato sarebbe obbligato a concentrare le forze per andarsi a prendere i clienti, ma finché parliamo di fare parcheggi interrati in centro, le linee sulle quali puntare saranno sempre quelle di una parte ristretta della città"
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Antonio Lenoci