Scontro a sinistra sul nuovo aeroporto di Firenze

La saga di Peretola si combatte nell'arena legale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 Settembre 2026 14:59
Scontro a sinistra sul nuovo aeroporto di Firenze

Un'infrastruttura al centro del dibattito territoriale da ormai trent'anni che, anziché trovare una sintesi condivisibile tra gli amministratori locali, si trasforma nell'ennesimo scontro giudiziario a colpi di cavilli. La vicenda del nuovo aeroporto Amerigo Vespucci continua ad alimentare una delle vertenze politiche e amministrative più complesse della Toscana, riducendo la piana fiorentina al teatro di un "tutti contro tutti" nelle aule dei tribunali.

Il terreno dello scontro istituzionale è il TAR della Toscana. I giudici amministrativi sono chiamati a pronunciarsi sui 12 ricorsi pendenti contro la valutazione di impatto ambientale della nuova pista, definita dal decreto ministeriale n. 678 del 12 novembre 2025 e dal successivo decreto n. 253 del 2026, che ne ha rimodulato le prescrizioni. Una battaglia tecnica e legale che mette a nudo una frattura profonda tra enti pubblici contigui e soggetti dello stesso territorio.

Istituzioni contro Istituzioni: il Comune di Firenze a fianco dei privati contro i propri vicini

Approfondimenti

La mappa delle costituzioni in giudizio davanti al TAR della Toscana disegna una spaccatura politica senza precedenti all'interno della stessa area metropolitana. Da una parte figurano il Comune di Firenze e la Città Metropolitana (costituita in almeno quattro dei cinque giudizi principali), i cui legali si schierano a difesa della legittimità dei decreti ministeriali al fianco del gestore Toscana Aeroporti e di colossi commerciali privati quali Autogrill Italia e Dufrital. Una posizione d'impatto, assunta da Palazzo Vecchio senza peraltro curarsi delle tensioni interne alla sua stessa maggioranza, dove componenti come AVS-Ecolò hanno espresso aperta contrarietà.

Dall'altro lato della barricata giudiziaria si trova invece un fronte compatto e trasversale determinato a ottenere l'annullamento della VIA. Tra i ricorrenti figurano ben cinque Comuni della Piana — Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano — affiancati dalla Provincia di Prato, dall'Università degli Studi di Firenze, dall'Ordine degli Architetti di Prato e dai vertici dell'ambientalismo locale e nazionale, tra cui Italia Nostra, Legambiente, WWF, LIPU e numerosi comitati cittadini. Lo stesso Comune di Prato, pur decidendo di non costituirsi attivamente, risulta inserito tra le parti chiamate in causa. Il paradosso politico è evidente: l'ente capoluogo si trova nell'insolita posizione di fare causa ai propri vicini, alla comunità accademica e agli ordini professionali del territorio.

Teatri e fiere al fronte: il caso degli enti pubblici

Il contenzioso rischia di complicarsi con l'ingresso in campo di importanti realtà culturali e fieristiche. Si rincorrono infatti indiscrezioni su un potenziale intervento ad opponendum a sostegno della nuova pista da parte di Pitti Immagine, Firenze Fiera, Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino e delle principali associazioni di categoria. Benché questi enti non figurassero ancora nei decreti depositati il 10 settembre, la spinta per una loro discesa in campo nasce dalla richiesta esplicita formulata il 25 febbraio dal presidente di Toscana Aeroporti durante il Consiglio della Camera di Commercio, in cui si sollecitavano le categorie economiche ad abbandonare gli attestati simbolici per passare alle azioni legali.

Un'eventuale discesa nell'arena giudiziaria di questi soggetti solleva evidenti interrogativi di opportunità amministrativa ed economica, considerando le loro catene di comando e di finanziamento:

  • Maggio Musicale Fiorentino: La presidenza del Consiglio di indirizzo è affidata per statuto alla Sindaca di Firenze, e il Comune sostiene la Fondazione lirica con circa 4,5 milioni di euro all'anno.
  • Firenze Fiera: Si tratta di una società controllata per oltre il 91% da capitali pubblici (Regione Toscana, Camera di Commercio, Città Metropolitana, Comune di Firenze con il 9,25% e Comune di Prato con il 7,32%, quest'ultimo schierato sul fronte opposto dei ricorrenti).

Secondo il consigliere comunale Dmitrij Palagi: "Una fondazione lirica e una società fieristica sostenute in larga parte con risorse pubbliche che si schierano in un contenzioso ambientale contro altri enti pubblici sarebbero una scelta da spiegare ai propri soci, non una faccenda interna..."

Trasparenza sotto accusa: una scelta politica senza il passaggio in Consiglio?

All'interno delle mura di Palazzo Vecchio, oltre al merito dell'opera infrastrutturale, la contesa si è spostata sul piano della regolarità procedurale. Le opposizioni consiliari, in testa Sinistra Progetto Comune, hanno sollevato forti perplessità sulle modalità con cui è stata decisa la costituzione in giudizio dell'amministrazione comunale.

Consultando l'albo pretorio e il portale degli atti dell'ente tra il 2025 e il 2026, l'opposizione non ha rintracciato alcuna delibera o atto formale dell'organo politico che autorizzi la rappresentanza legale dell'ente a battersi contro i Comuni vicini. Per fare luce sulla vicenda, è stata depositata un'interrogazione formale diretta alla Sindaca e alla Giunta per chiarire:

  • Quale organo e quale specifico provvedimento abbiano disposto la costituzione in tribunale.
  • A chi sia stata affidata la difesa dell'ente e quali siano i relativi costi a carico del bilancio pubblico.
  • Se la Fondazione del Maggio Musicale e Firenze Fiera abbiano deliberato atti di intervento legale previo avviso o concerto con l'amministrazione comunale.

La richiesta delle opposizioni è che la Giunta riferisca in Commissione e in Consiglio prima dell'udienza cruciale del TAR fissata per il 22 ottobre. Il clima di attesa segue l'ordinanza dello scorso 10 settembre, quando la presidenza della prima sezione del TAR ha respinto le istanze di Toscana Aeroporti volte a riunire i 12 ricorsi e a depositare per semplice elenco una mole di quasi 25.000 documenti.

L'altra faccia della medaglia: sicurezza dei cittadini e stop ai voli dirottati

Al di là dei cavilli legali e degli scontri tra maggioranze e opposizioni, l'esigenza di ammodernare lo scalo trova un solido punto d'appoggio nelle rappresentanze del lavoro. Fabio Franchi, Segretario Generale della CISL Firenze-Prato, richiama l'attenzione sul fatto che l'adeguamento dell'aeroporto non è un'invenzione estemporanea, bensì un'opera formale prevista dal "Patto per la Città metropolitana", sottoscritto pochi anni fa da tutte le istituzioni e le forze economiche del territorio: "Non si tratta di fare del Vespucci un aeroporto intercontinentale, ma di renderlo uno scalo in cui si abbia la moderata certezza di atterrare... Non ci sono ragioni concrete se non guerre di posizione per dire no".

Una memoria storica che sottolinea quanto l'attuale paralisi giudiziaria rappresenti un regresso rispetto agli accordi di sviluppo concordati in passato. Dal punto di vista operativo e sociale, la posizione del sindacato evidenzia i vantaggi concreti legati al nuovo assetto della pista:

  • Continuità operativa e servizi: L'obiettivo dichiarato non è la creazione di un hub intercontinentale, ma la realizzazione di un aeroporto europeo efficiente, garantendo la regolarità dei voli ed evitando i ricorrenti dirottamenti di passeggeri verso gli scali di Genova, Bologna o Pisa.
  • Sostenibilità e impatto acustico: La nuova inclinazione della pista consentirebbe di liberare dai sorvoli a bassa quota zone ad alta densità abitativa come Brozzi, Quaracchi, Peretola e Le Piagge, riorientando le rotte di decollo e atterraggio sopra un'area essenzialmente disabitata.

La complessa parabola di Peretola porta alla luce il nodo irrisolto della governance territoriale in Toscana. Da un lato vi è l'urgenza di dotare l'area fiorentina di un'infrastruttura moderna, capace di garantire la regolarità dei collegamenti internazionali e di tutelare la vivibilità dei quartieri oggi sorvolati; dall'altro emerge il deficit di una politica che fatica a trovare sintesi istituzionali condivise, rifugiandosi nelle aule dei tribunali e saltando i passaggi di confronto democratico nei Consigli comunali.

Notizie correlate
In evidenza