Rubrica — LifeStyle

Paolo Lupi, artigiano Hairstylist: ogni anno una giornata di lavoro in beneficenza

Domenica 2 dicembre a lavoro per una buona causa


Una giornata di lavoro dedicata al prossimo, questa l'iniziativa che Paolo Lupi, hairstylist fiorentino ha ideato e porta avanti con successo.
Quest'anno il ricavato dell'attività del 2 dicembre sarà devoluto all'Associazione Tumori Toscana.

P&P è in pieno centro storico, via dello Studio, all'ombra del Duomo di Firenze, è la suggestiva strada 'dantesca' che ospita anche la Bottega dell'Opera di Santa Maria del Fiore.

Come nasce l'iniziativa? "Sono partito con grande umiltà - racconta Paolo - pensando a quanto avrei potuto fare nel mio piccolo per dare un contributo ad associazioni ed istituti che operano a Firenze per offrire un servizio alla collettività. Abbiamo devoluto il nostro lavoro all'Ospedalino Meyer e lo faremo per altre realtà, ma nel 2018 questa apertura straordinaria la dedichiamo all'Associazione Tumori Toscana che svolge un'opera grandiosa e raccoglie tanti volontari impegnati ogni giorno per coloro che hanno bisogno non solo di assistenza medica, ma anche di un supporto, di una presenza amica al loro fianco". 

Una ditta artigianale che sopravvive in centro storico "Non è facile, il commercio è cambiato un po' per tutti ed anche se svolgo un lavoro che bene o male sarà sempre utile, il target e soprattutto le disponibilità economiche sono cambiate. Prima forse ci si concedeva qualche sfizio in più, c'era più curiosità di sperimentare. Se da una parte il turismo ci viene incontro proponendoci una clientela variegata, dall'altra è un grande piacere poter ospitare in salone volti noti che tornano a trovarci e fortunatamente la clientela abituale è ancora un valore aggiunto"

La concorrenza è un tasto dolente? "Credo che chi si sente soddisfatto del proprio lavoro non dovrebbe temere la concorrenza; se la temo vuol dire che potrei fare di meglio e non lo faccio. Coccoliamo i nostri ospiti, cosa che faremo anche domenica 2 dicembre per chi vorrà venire a trovarci, e riserviamo per ciascuno il tempo che occorre tra un caffé, una lettura, un trattamento di bellezza. Oramai anche andare dal parrucchiere è diventata un'esperienza immersiva. Non è più, o non solo almeno, una necessità mirata ad un evento o ad un appuntamento importante, ma uno svago. Ci siamo adeguati? Forse siamo nati così, pensando già al salone come al salotto di casa".

Redazione Nove da Firenze