Omicidio di via Canova: una fiaccolata dei giovani del campo rom del Poderaccio?

Sarà chiesta l'autorizzazione per la prossima settimana. Ma il sindaco Nardella non è d'accordo


(DIRE) Firenze, 15 giu. - "Domenica scorsa e' un po' come fosse morto uno di noi. Per questo faremo un corteo in memoria di Duccio, per far arrivare alla sua famiglia un messaggio di vicinanza e totale solidarieta'". Un corteo "che avra' le porte 'stra-aperte' ai fiorentini. Anzi, invitiamo tutti a partecipare". Lo rivelano alla 'Dire' alcuni giovani del campo rom del Poderaccio, nel corso di una visita fatta nel villaggio. Praticamente coetanei del 29enne travolto e ucciso in via Canova da una delle auto coinvolte in un folle inseguimento, nato come regolamento di conti tra famiglie, sono quasi tutti genitori di diversi figli e vorrebbero scendere in strada sabato prossimo, il 23 giugno, la sera o comunque dopo le 19. "Questo e' il nostro desiderio, tuttavia la prossima settimana andremo in questura per stabilire il giorno e l'orario", dicono. I ragazzi del Poderaccio, che all'iniziativa stanno lavorando con altri giovani che vivono fuori dalle 'mura' del villaggio, vorrebbero far partire il corteo da villa Vogel, la sede del quartiere 4. Da li', risalire via Canova fino a dove e' stata stroncata la vita di Duccio Dini: "Li' ci fermeremo per un minuto di silenzio e per appoggiare dei fiori, poi probabilmente faremo una preghiera. Infine lanceremo delle lanterne in cielo". Nessuna bandiera, dicono, ma solo un unico striscione: "Solidarieta' alla famiglia di Duccio, ci stringiamo al dolore del popolo fiorentino", firmato dai "#romfiorentini". Perche' "noi siamo fiorentini: siamo nati qui, siamo quelli della quarta generazione, con i nostri figli che sono la quinta". a chi ci accompagna tra il legno delle casine del villaggio, gli operatori della Cat, la cooperativa sociale che opera dentro al Poderaccio da 19 anni. Fanno supporto scolastico e culturale, svolgono compiti per facilitare l'accesso ai servizi, all'integrazione e alla cittadinanza. "C'e' chi ha paura ad uscire per fare la spesa. L'altro giorno- raccontano- un genitore ci ha chiesto di accompagnare lui e sui figlia di 13 anni a scuola, dove doveva sostenere l'esame di terza media". Ma i criminali, raccontano gli abitanti del campo, "sono quelli che hanno ucciso Duccio, non noi. Invece stiamo vivendo in un clima di grande discriminazione". Tanto che c'e' chi ha portato moglie e figli via, dai parenti che abitano in altre citta' toscane. Il sindaco di Firenze Dario Nardella, dopo la morte di Duccio Dini, si e' dato 18 mesi di tempo per smantellare il Poderaccio.

Nel campo, nato nel 1988, vivono circa 250 persone "di cui un quinto sono cittadini italiani", e si contano un centinaio di minori "che, a parte tre o quattro casi, stanno andando tutti a scuola", affermano dalla Cat. La demolizione, pero', non spaventa. "Il campo non e' accettato in primis da noi", dicono in molti. Su una cosa, pero', sono determinati: "Vogliamo che i nostri diritti siano rispettati. Va bene escludere dalle graduatorie chi commette reati. Tuttavia noi che lavoriamo e che con questa storia non c'entriamo nulla, saremo esclusi dalle graduatorie delle case popolari come sentiamo dire, solo perche' rom e abitanti del Poderaccio? Abbiamo dei diritti come cittadini italiani, o come stranieri ma con regolare permesso di soggiorno. E non abbiamo reati alle spalle. Perche' farci questo?".

"Faccio mio l'appello degli amici di Duccio ad evitare qualunque forma diretta o indiretta di strumentalizzazione del dolore e del ricordo del nostro concittadino". Il sindaco di Firenze Dario Nardella commenta cosi', alla 'Dire', l'iniziativa a cui stanno lavorando alcuni giovani della comunita' rom fiorentina: un corteo di solidarieta' alla famiglia del 29enne travolto e ucciso in via Canova. (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze