Nuovo partito: Renzi accelera la scissione dal Pd

Macché Leopolda: domani su Rai1 a "Porta a Porta" dovrebbe esserci l'annuncio dell'ex premier mentre tanti amici tra cui Nardella (almeno a parole) lo spingono a restare nel partito. Comunque sia, l'ex sindaco di Firenze è tornato al centro della politica italiana


Matteo Renzi ha fretta e accelera per la fuoriuscita dal Pd. Chi parlava della Leopolda 2019 come momento giusto per l’annuncio forse si dovrà ricredere. Il momento giusto arriverà prima, forse tra poche ore. Pare che lo scoop sarà fatto da Bruno Vespa nella trasmissione di Rai1 "Porta a Porta" di domani 17 settembre, la cui registrazione dovrebbe iniziare verso le 18.

Se Renzi farà il suo partito, molti renziani resteranno nel Pd. Uno di questi potrebbe essere il sindaco di Firenze Dario Nardella, che fa capire che se ci fosse scissione, lui resterebbe dentro il Pd: "Dico di nuovo agli amici del Pd che vogliono lasciare il partito, pensateci bene - ha detto Nardella ai cronisti inaugurando la rinnovata scuola Dino Compagni al Campo di Marte - in questo momento abbiamo bisogno di un partito forte e plurale, tanto più che con il nuovo governo ci sono le condizioni per lavorare uniti. Io resto nel Partito Democratico - conclude Nardella - parlare di una scissione che ancora non è nei fatti è sbagliato. Penso che Renzi possa fare ancora bene nel nostro partito".

In queste ore le mosse di Renzi stanno tenendo il centro della politica italiana. Non si parla d’altro, il nuovo governo è già diventato argomento di secondo livello. D’altra parte, secondo l’opinione dei più è stato proprio l’ex premier a far cadere Salvini. E molti parlamentari Pd sono di area renziana, fedelissimi a Matteo, quello fiorentino però. Insomma, una situazione molto intrecciata nella quale Renzi ha l’impressione di muoversi molto bene.

Secondo quanto trapela, Renzi vuole fare l’ennesima “renzata”, sulla scia dello stesso entusiasmo e della stessa carica che pochissimi anni fa lo portarono da essere sindaco di Firenze a segretario del Pd e premier. La “renzata” sarebe un partito non di centro, ma innovativo, liberale, appetibile anche dagli elettori di Forza Italia che in questo momento sono i più spaesati. 

Redazione Nove da Firenze