Il nuovo Coronavirus fa ammalare l'economia

La commissione Sviluppo incontra sindacati e categorie. Confesercenti e Confcommercio Toscana: No a limitazioni delle attività commerciali. Mati (Confagricoltura): “Misure per il florovivaismo o chiuderanno tante aziende”. Giudici (4390): “Siamo entrati improvvisamente in un'economia di guerra. Occorre investire sui consumi interni”. Palagi (SPC): "Tutelare la classe lavoratrice, a partire da quella in appalto". Il presidente di Azione Ncc Dell'Artino: “Servono misure straordinarie, come ad esempio lo stop al pagamento delle rate dei leasing”


Firenze, 5-3-2020- La diffusione del Coronavirus, oltre ad aver determinato una situazione di allerta sanitaria, sta avendo ricadute negative anche sull’economia e sul mondo del lavoro. I settori colpiti per primi sono stati quelli legati al turismo, ma se, come pare, ci vorrà del tempo prima del ritorno alla normalità, è evidente che anche dal punto di vista economico vanno messi a punto una serie di strumenti e di interventi per fronteggiare le difficoltà, che riguarderanno sempre più attività.

La commissione Sviluppo economico del Comune di Firenze ha incontrato oggi rappresentanti delle sigle sindacali e delle principali associazioni di categoria a seguito della crisi legata all’emergenza coronavirus.

“L’obiettivo è ascoltare le esigenze di tutti gli attori economici del territorio, sia sul lato dei lavoratori che su quello datoriale e capire assieme come affrontare questo momento difficile perché solo tutti uniti possiamo affrontare questa sfida. - spiega Enrico Conti, presidente commissione Sviluppo economico, insieme a Laura Sparavigna, presidente commissione Lavoro – Un confronto che fa seguito al tavolo di crisi attivato ieri a livello metropolitano dal sindaco e che vuole dare quindi un altro contributo a quanto già intrapreso per fronteggiare la crisi economica in atto. Sono giornate complesse in cui c’è bisogno del massimo sforzo da parte di tutti. È emersa da un lato la consapevolezza delle necessità delle misure messe in atto a livello nazionale per tutelare la salute dei cittadini, dall’altro anche l’urgenza, contestualmente allo sforzo per l’emergenza sanitaria, di attivare tutte le forme di supporto necessarie per rilanciare i settori maggiormente colpiti. Sappiamo che il Consiglio dei Ministri ha approvato da poco la relazione con la richiesta all’Ue della flessibilita' prevista nel caso di eventi eccezionali come il Coronavirus. Si tratta di un primo passo importante in un percorso che deve assolutamente andare avanti perché bisogna riuscire a mettere in campo ogni azione per favorire la ripartenza del nostro sistema. Ci faremo sentire a ogni livello perché questo percorso prosegua in modo incisivo”.

Invece l'incontro programmato per domani, dalla Lega Salvini Firenze, a Palazzo Vecchio, con i rappresentanti delle categorie economiche e del Consiglio Comunale di Firenze non avrà luogo proprio a causa delle nuove disposizioni di ordine pubblico emanate per combattere la diffusione del Coronavirus.

“Sono ore molto impegnative per il nostro Paese ed il mondo del commercio e del turismo, che rappresenta l’ossatura economica e sociale dell’Italia, vive un momento estremamente delicato. Siamo convinti che, questo sia il momento dell’unità, della condivisione e dello sforzo comune: le emergenze che hanno interessato l’Italia hanno sempre mostrato una comunità viva, propositiva, e pronta a ripartire ed a riprendere il cammino interrotto. Siamo convinti che sarà così anche stavolta -afferma Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana- E’ in questa ottica, nella responsabilità di rappresentare decine di migliaia di imprese, centinaia di migliaia di persone, che abbiamo presentato alla Regione le proposte che riteniamo più adeguate alla situazione. Non si tratta di un cahiers de doleances; non è un elenco della lamentele, ma il nostro contributo alla ripresa del nostro Paese. Siamo operatori economici e siamo cittadini ed il nostro primo obiettivo è pretendere e garantire equilibrio tra misure di protezione sanitaria e misure di sostegno economico, indispensabili per far ripartire il Paese nel quale viviamo”.

“In questo momento di difficoltà e confusione per l’intero Paese, occorre preservare e tutelare la libertà di apertura delle attività commerciali sia in sede fissa che su area pubblica” affermano in una nota congiunta i due presidenti delle Associazioni del commercio della Toscana, rivolgendosi espressamente alla Regione e all’ANCI: “chiediamo che, salvo ovviamente non arrivino indicazioni diverse di carattere nazionale, siano garantite le aperture di tutte le attività commerciali e il loro regolare svolgimento sia in sede fissa che su area pubblica; compreso l’assimilazione delle Fiere ai mercati e non alle Manifestazioni Straordinarie. Tutto questo per dare uniformità alle disposizioni dei vari territori: non ha senso infatti che i mercati possano svolgersi in un Comune e non in quello limitrofo. C’è poi l’esigenza, altrettanto importante, di trattare allo stesso modo attività commerciali diverse”. “Come Associazioni di Categoria – prosegue la nota - chiediamo un impegno diretto di Regione e Anci in direzione di un ritorno alla normalità della vita sociale e dell’economia del Paese. In ogni caso, vietare il commercio su area pubblica, quindi all’aria aperta e in spazi non costretti, ci pare un assurdo se nel contempo si autorizza il proseguimento dell’attività nei centri commerciali al chiuso”.

“Prima di tutto la salute, questo è il principio a cui si ispirano anche le aziende del florovivaismo della Toscana. Siamo in una fase in cui dobbiamo tutti fare uno sforzo per vincere la guerra contro il Coronavirus. Ma insieme a questa battaglia ne dobbiamo aprire subito un'altra: quella per salvare il settore produttivo del nostro Paese, per impedire che le imprese chiudano e mandino a casa i lavoratori, perché quando l'economia ripartirà dobbiamo già essere tutti in piedi e pronti a correre” così Francesco Mati, presidente sezione prodotto florovivaistico Confagricoltura Toscana, inquadra la difficile situazione che sta vivendo l’Italia e la Toscana. “Anche le aziende del florovivaismo toscano - spiega Mati - stanno subendo pesanti conseguenze e quindi, come per altri settori, anche noi chiediamo interventi ad hoc per non far seccare il nostro sistema produttivo”. “Come le piante anche noi abbiamo bisogno di acqua e sole e in questo momento - aggiunge Mati - abbiamo bisogno che quello che non arriva dalla domanda privata possa essere compensato dalle istituzioni. Per questo chiediamo essenzialmente due cose alle istituzioni. Da una parte una politica attiva di promozione del nostro prodotto italiano e dall'altra un aumento del bonus verde su come il Governo ha deciso di fare per i bonus edili che saliranno al 100%. Anche chi mette piante e fiori, sistema i propri giardini e terrazze deve poter avere uno sgravio fiscale simile”. “Nel pacchetto di misure che il governo sta preparando per sostenere l’economia, tra le quali si parla di un bonus del 100% sulle ristrutturazioni edilizie – precisa Mati - , ci va aggiunto il raddoppio del Bonus Verde per la realizzazione di giardini e terrazzi verdi. Attualmente è del 35% ma va rafforzato, visti anche i buoni risultati, raddoppiandolo e, se si volesse davvero promuovere la sostenibilità, l’ambiente e la salute dei cittadini, andrebbe portato al 100%. Se si vuole davvero mettere al centro il verde e la salute, anche per le nuove generazioni, bisogna sostenere l’unica misura legislativa introdotta per promuovere la sostenibilità. Ne trarrebbero beneficio migliaia di aziende del settore del verde in Italia e tutti quei cittadini che vorrebbero realizzare o ristrutturare il proprio giardino”. “Si tratta - conclude Mati - di misure di buon senso ed equilibrate che però possono essere determinanti a consentire a molte aziende florovivaiste di prendere una boccata d’ossigeno e evitare la chiusura”.

"Da quando si è iniziato a parlare della diffusione del COVID-19 sul territorio nazionale abbiamo manifestato preoccupazione per la tenuta del sistema economico e del tessuto sociale fiorentino. Turismo, esportazioni, centralità del settore moda, università statunitensi: sono tanti i settori fortemente collegati a un modello di sviluppo fortemente schiacciato su elementi fragili, incapaci peraltro di eque retribuzioni anche in fase di "crescita". Il sistema pubblico - aggiunge Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune - stato colpito da decenni di tagli, lo vediamo all'interno della sanità ma è evidente anche guardando ai servizi del nostro Comune. Gli appalti nei servizi educativi per l'infanzia e in quelli di refezione ne sono un chiaro esempio. Così come quello dei musei e dei teatri civici. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri rischia di colpire direttamente tutta la classe lavoratrice del territorio, a partire da chi rimarrà a casa a seguito della sospensione prevista fino al 15 marzo. Garantire la piena retribuzione a chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità, per via delle esternalizzazioni, è necessario. Per questo chiederemo che tipo di impegni intendono prendere Sindaco e Giunta su questo fronte. Fino a ieri ci siamo "limitati" a proposte di prospettiva ed evidenziare il nostro punto di vista. Da ieri ci sono risposte precise e urgenti da dare, anche alla maggioranza della cittadinanza e di chi lavora sul nostro territorio".

Un video, diffuso sui canali social, per ricordare a tutti i fiorentini che il taxi è da sempre il mezzo di trasporto più rilassante e comodo, ma anche il più sicuro. E' l'iniziativa del 4390 Taxi Firenze, che, in questo periodo di diffusione del coronavirus, ha messo in campo uno speciale procedimento di ozonizzazione al quale ogni taxi della sua flotta sarà sottoposto, e che si aggiunge alla regolare pulizia che ogni tassista sempre fa del proprio mezzo. Questo metodo consente, attraverso il potere ossidante dell’ozono, di ripulire in soli quindici minuti ogni superficie e angolo del taxi. Con questa novità, ecologica e naturale, la sanificazione dei taxi sarà a prova di neonato: un motivo in più per continuare a scegliere la qualità dei taxi fiorentini ed in particolare del 4390 Taxi Firenze.

«Con questa iniziativa vogliamo rassicurare i nostri clienti e cercare di dare una mano anche ai tassisti che attraversano, come le altre categorie, una fase di estrema difficoltà. In un solo fine settimana – commenta Claudio Giudici, responsabile comunicazione e marketing del 4390 – siamo entrati in una situazione simile ad un'economia di guerra, con crolli medi del fatturato per la nostra categoria del 70%, che non può essere affrontata dal Paese e dal suo Governo con misure ordinarie. L'unica opzione che abbiamo è tornare a investire sul popolo italiano, sui consumi interni». «Pensare di poter puntare sul turismo nell'immediato, con il messaggio che è passato ed abbiamo fatto passare noi, è utopico. Diversamente, investire subito sull'economia interna – puntando sulla realizzazione di infrastrutture e quindi sull'edilizia – rilancerà i consumi e la produttività e, tra non molto, la stessa nostra immagine nel mondo, necessaria a far ripartire il turismo stesso».

“Oramai da 10 giorni non sento che parlare di cancellazioni su cancellazioni. Pasqua ce la siamo già giocata, se non si interviene subito all'inizio della prossima estate avremo un mezzo deserto nel turismo fiorentino e toscano e in questo deserto i primi a morire di sete saremo proprio noi Ncc”, questo il grido di allarme che Giorgio Dell'Artino, presidente di Azione Ncc, rivolge alle istituzioni toscane. “Ogni turista in meno, ogni comitiva che rinuncia – spiega Giorgio Dell'Artino - vuol dire un servizio in meno per le aziende di trasporto pubblico non di linea con conducente. Ogni stanza cancellata in un albergo a Firenze si traduce in una gita in meno verso le colline senesi e viceversa. E per noi che siamo quasi tutte aziende a conduzione familiare, quindi senza grandi capitali alle spalle e che magari per mettere in piedi l'attività ci abbiamo impegnato la casa, vuol dire un grande rischio di soffocare. E' sufficiente che la banca ci chieda di rientrare subito per il prestito che finiamo gambe all'aria. Per questo serve che la politica si attivi subito con misure straordinarie come quelle riguardanti l'accesso al credito e lo stop alle imposte, oltre che la sospensione dell’ISA per il 2020”“Per noi Ncc – puntualizza Dell'Artino - servono interventi sui leasing e sarebbe utile che le prossime rate vengano messe in coda al finanziamento. In casi come questo, il maggior accesso al credito non è la soluzione migliore. Serve invece che il pagamento delle rate sia sospeso e rinviato a quando l'economia si sarà rimessa in moto”. “La salute viene sempre prima di tutto - aggiunge Dell'Artino - ma se da una parte occorre fermare il virus, dall'altra serve anche che il virus non uccida le nostre imprese. Per cui è necessaria una risposta strutturale che rilanci l'offerta turistica di Firenze e della Toscana e che cerchi di richiamare quei visitatori e turisti che oggi sono spaventati - conclude Dell’Artino - O la politica agisce ora, senza divisioni e tentennamenti, o domani saremo costretti a piangere per le molte aziende e i molti posti di lavoro svaniti. E non saranno accettate lacrime di coccodrillo”.

A Prato il sindaco Matteo Biffoni e l'assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico Benedetta Squittieri hanno promosso un incontro con le Categorie economiche e sociali a cui hanno partecipato i rappresentanti di Confindustria Toscana nord, Cna Toscana Centro, Confartigianato Prato, Confcommercio Prato Pistoia, Confesercenti, CGIL, CISL, UIL, Palazzo delle Professioni e Federalberghi. L’incontro è avvenuto nell’ambito del Tavolo per l’emergenza Covid-19 istituito dall’Amministrazione comunale di Prato lunedì scorso 2 marzo. L'obiettivo del tavolo è duplice: collaborare nella gestione dell’emergenza dettata dai DPCM per evitare il diffondersi del CoronaVirus, affrontare le conseguenze economiche e sociali causate dalle restrizioni in corso e dalle difficoltà dei mercati internazionali. Tutte le parti al tavolo hanno condiviso la preoccupazione per l’andamento dei mercati internazionali e per la situazione creatasi in città soprattutto in alcuni settori, a causa delle chiusure e delle restrizioni imposte in queste settimane.

Redazione Nove da Firenze