Nuove piazze a Firenze: il futuro è ancora condivisione

Nel 2018, in una città come Firenze, può nascere ancora una piazza


Non tutte sono riuscite bene, ma la creazione di nuove piazze è un elemento di notevole pregio per la sopravvivenza di una comunità. 

L'assessore alla Mobilità, Stefano Giorgetti, condivide sui social la demolizione in corso della struttura presente su piazza delle Cure dove nasceranno un parcheggio, una nuova area coperta destinata ad area mercatale ed un nuovo spazio vivibile per i residenti. 
 La partecipazione durante le fasi progettuali è un buon segnale. Qualcuno le ha definite "riunioni di condominio" ed in fin dei conti questo sono, perché le piazze, specie per i residenti, sono come i grandi giardini condominiali che alcune città hanno nel loro DNA.
Anche sui fondi da destinare ai progetti l'interesse non è mancato, quasi che i soldi spesi per una piazza fossero da considerarsi più utili di altri spesi in voci di bilancio meno seguite: se c'è da mettere una seduta in più, da fare un bagno pubblico, come sulla nuova piazza della Vittoria, o da salvare un cespuglio ecco che il cittadino alza la mano e non le manda a dire.
La piazza è di tutti nel piccolo borgo che cerca i fondi fino a fare la colletta così come nella grande metrocittà. 

Di particolare rilievo le osservazioni che esprimono tutto il senso delle quotidiane necessità, ed aiutano a comprendere la società. Un esempio ce lo offre l'ipotesi di creare dei camminamenti trasversali in piazza della Vittoria seguendo non la planimetria, ma i solchi sul prato creati negli anni dal passaggio dei pedoni: ecco, questa è vivibilità. Si assecondano i flussi naturali, le coordinate umane e non le ipotesi tecniche.

Se una città "intoccabile" come Firenze può ancora studiare nuovi spazi e nuovi arredi significa che la politica passa ancora per le piazze, come è stato per la storia dell'Italia, che la digitalizzazione non ha eliminato gli spazi aperti e la condivisione dei luoghi. 
L'assessore Giovanni Bettarini ha recentemente illustrato alcuni arredi che troveranno posto nella nuova piazza della Libertà parlando di panchine smart con connessione wifi ed accessi usb, ma non mancheranno piante e lampioni.

Tutto si può migliorare. Firenze sconta alcuni peccati per progetti buoni sulla carta ed un po' meno nella realtà, ad esempio piazza Ghiberti o piazza Nannotti, altre sono piazza Giorgini e piazza Leopoldo attraversata presto dalla Linea 3 della Tramvia, mentre attende a gloria di toccare con mano nuovi progetti come piazza del Carminepiazza dei Ciompi ed appunto Le Cure.
Ben riusciti gli spazi de Le Murate, l'area del Meccanotessile, lo slargo di piazza Dalmazia, piazza del Sodo e di Varlungo anche se i fiorentini diranno che erano meglio prima, ma lo dicono anche di piazza Santa Croce quando il monumento a Dante era in posizione centrale circondato dalle auto o di piazza Pitti, ugualmente sfruttata come parcheggio in pendenza.

 Nel futuro di Firenze ci sono ancora spazi all'aperto, la partita si gioca sulla destinazione e sulle dotazioni tecniche, ovvero sulla capacità di creare occasioni utili per poterle vivere nella maniera opportuna: in maniera funzionale ed in sicurezza.

Finché ci sarà bisogno di progettare piazze, ci sarà necessità di condividere lo spazio urbano assecondando i bisogni della società.

Antonio Lenoci