Nuova citazione contro Nuova Banca Etruria

La banca presenta lo shop on line di lingotti d'oro. Due sindaci di Siena confermano: le scelte di MPS dettate dalla politica


Proseguono le azioni a tutela dei risparmiatori e clienti della nuova Banca. Dopo la prima causa con 103 obbligazionisti subordinati la Confconsumatori di Grosseto, tramite i suoi legali, ha notificato un secondo atto di citazione, in data 7.3.2016, alla Nuova Banca Etruria. La prima udienza è fissata per l’11.7.2016 dinanzi al Tribunale di Grosseto. Si tratta di 10 obbligazionisti subordinati (tutti pensionati) che pretendono un risarcimento del danno per circa 153.000 €; danni conseguenti alle chiare violazioni commesse nell’esecuzione dei contratti bancari di consulenza, amministrazione, custodia titoli e servizi di investimento. Contratti che, come è noto, sono stati incorporati e trasferiti, con la cessione dell’azienda bancaria, alla Nuova Banca.

Intanto la Nuova Banca Etruria, vantando competenze di alto profilo nel mondo dell’oro riconosciute a livello internazionale, presenta l’iniziativa "Settimana d'oro" dal 14 al 18 marzo. Una “Settimana d’oro” in cui la Nuova Banca, oltre a offrire nelle filiali prodotti e servizi in oro a condizioni esclusive, presenta anche il sito di vero e proprio e-commerce di oro https://oro.bancaetruria.it, realizzato dalla società Etruria Informatica del gruppo bancario. Un sito in cui è possibile accedere allo shop on line per l’acquisto di oro fisico da investimento, lingotti di oro puro prodotti esclusivamente da raffinerie iscritte alla Good Delivery List. Una scelta d’investimento o un regalo per occasioni importanti, in grado di resistere ai momenti di crisi e di inflazione, sempre rivendibile alle migliori condizioni di mercato. Da tutta Italia anche chi non è correntista presso Nuova Banca Etruria, in quattro semplici mosse potrà scegliere tra diverse pezzature di lingotti che vanno da 2 a 100 gr di peso. Con un click, infatti, dal carrello elettronico si può procedere all’acquisto per poi ricevere il lingotto d’oro direttamente all’indirizzo indicato, il tutto grazie ad un semplice addebito sul conto corrente della propria Banca. In particolare l’operatività avviene mediante il canale C-Bill, uno strumento di pagamento innovativo e sicuro che tutte le banche italiane offrono ai clienti che dispongono di un’utenza di Internet Banking. Anche i correntisti di altre banche, così come tutti gli investitori italiani desiderosi di diversificare il proprio portafoglio ma che risiedono in zone non servite dalle Filiali Nuova Banca Etruria, hanno la possibilità di acquistare on line il bene rifugio per eccellenza, richiedendo la consegna a domicilio. Coloro che sono già clienti di Nuova Banca Etruria, hanno invece a disposizione un canale preferenziale, poiché l’acquisto dei lingotti avverrà direttamente ed esclusivamente effettuando l’accesso al sito Virty Internet Banking e accedendo ad una specifica funzione raggiungibile dall’area pagamenti. Una “Settimana d’oro” che dà i suoi frutti anche nelle filiali della Nuova Banca dove per tutti i nuovi clienti sarà possibile aprire il Conto Chiave d’Oro, il conto corrente a canone zero con un tasso straordinario dell’1,75%, che potrà aumentare fino al 2,00% nel caso in cui venga attivato contestualmente un Pac Oro. Il Pac Oro, un prodotto unico in Italia, è un Piano di Accumulo Capitale che permette di investire in oro tutelandosi dalle frequenti oscillazioni di prezzo attraverso un programma d'investimento di importi costanti a scadenze regolari. L'attivazione del Pac Oro sarà completamente gratuita con azzeramento delle commissioni di accumulo. Nella “settimana d’oro” saranno offerte condizioni esclusive anche sugli altri prodotti di Nuova Banca Etruria dedicati all’investimento in oro, con la possibilità di attivare un Deposito Oro Vero con diritti di custodia azzerati oppure un Conto Oro con spese azzerate in caso di PIC, Piano di Investimento Capitale, e con commissioni di accumulo azzerate in caso di PAC. Il Deposito Oro Vero è il primo servizio di custodia e amministrazione di oro fisico sotto forma di lingotti ideato in Italia, rivolto alla clientela che desidera diversificare il proprio portafoglio inserendo oro fisico, con il vantaggio di non doversi occupare degli oneri legati alla gestione fiscale e della materialità dei lingotti, che vengono custoditi presso uno dei caveau dell'Istituto.

“La politica, non soltanto locale, ha deciso le sorti della Fondazione e della Banca in riunioni che avvenivano fuori dalle istituzioni. Io stesso sono stato oggetto continuo di pressioni da parte del partito cui appartenevo, perché facessi certe operazioni e non altre. È uno dei motivi per cui ne sono stato espulso nel 2004. La mia visione dello sviluppo del Monte dei Paschi era diametralmente opposta a quella che girava non solo nel mio partito, ma anche negli organi di controllo”. Lo ha dichiarato Pierluigi Piccini, sindaco di Siena dal 1990 al 2001, eletto con il Pds, nel corso della sua audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sull’istituto di credito senese del Consiglio regionale, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s). Secondo Piccini gli anni 2004 e 2007 sono cruciali per il destino dell’istituto di credito senese. “Nel 2004 Giuseppe Mussari, presidente della Fondazione, porta in evidenza tutte le riserve e le distribuisce a tutti i soci, anche di minoranza” ha ricordato. “Il Monte compra così tutti: a destra, a sinistra, in alto, in basso, a livello nazionale, regionale, locale. Diventano i padroni, non solo della banca”. Al riguardo Piccini ha suggerito di guardare i “primi venti nomi che sono a contenzioso”. “Capirete – ha sottolineato – come mai ci sono 47 miliardi di crediti incagliati dopo tre aumenti di capitale”. L’altro punto di svolta, secondo l’ex sindaco di Siena, avviene nel 2007. “Il Monte dei Paschi ha il miglior bilancio della sua storia, ma comincia a distribuire patrimonio” ha sottolineato. “Compra Antonveneta, senza soldi, indebitandosi sul mercato”. A suo giudizio è “impossibile che gli organi di controllo non sapessero i particolari dell’acquisizione, riportati in un documento ufficiale, pubblico, scaricabile da Internet, inviato alla Consob in data 16 giugno 2008”.

La commissione ha quindi ascoltato Maurizio Cenni, sindaco di Siena dal 2001 al 2011, che ha ricordato come nel 2004 sia iniziata una vera e propria “campagna politica e istituzionale contro il Monte, accusato di essere troppo isolato”.  Sull’acquisizione di Antonveneta ci sono punti oscuri, c’è qualcosa che non quadra” ha affermato. “Se sul piano strategico si può esprimere un giudizio positivo, ci sono stati problemi gestionali e difetti contrattuali”. Un po’ quello che è successo con l’acquisizione di Banca 121. “Ci sono state pressioni politiche. Si diceva che Massimo D’Alema fosse lo sponsor di questa operazione” ha dichiarato. “Fu pagata troppo ed era un istituto di credito ‘virtuale’, senza penetrazione nel territorio pugliese”.

La commissione ha in programma altre audizioni, a partire dal banchiere Davide Serra per le sue dichiarazioni sull’influenza del Pd nella vicenda. “Dalla ricostruzione dei due sindaci emerge che il patto del Nazareno esisteva già negli anni passati” ha concluso il presidente della commissione Giannarelli. “Quando, cioè, uomini legati a Denis Verdini di Forza Italia entrarono in Fondazione e nel consiglio di amministrazione della banca e quando la sostituzione di Giuseppe Mussari con Gabriello Mancini ha sancito il patto tra Margherita e Ds”.

Redazione Nove da Firenze