No alla violenza sulle Donne, a Firenze David col drappo rosso

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Il sindaco Nardella: "Abbiate coraggio, non siete sole. Denunciate, è una battaglia che si può vincere come Davide contro Golia". Forza Italia: "Oltre i drappi alle finestre è imprescindibile l'adozione di politiche attive". Fratelli d'Italia: "Perché no agli Hotel arancioni?". La Lega: "Emersi dati agghiaccianti"


"Il David di Michelangelo, simbolo universale, con un drappo rosso per dire #NoAllaViolenzaSulleDonne. A tutte le vittime di #femminicidio, alle donne che vivono soprusi quotidiani. La violenza va denunciata: abbiate coraggio, non siete sole! È una battaglia che si può vincere, come Davide contro Golia".

Questo l'appello di Dario Nardella, sindaco di Firenze, nella Giornata contro la violenza sulle Donne. 

Negli ultimi cinque anni, secondo i dati consolidati dalla Prefettura di Firenze, nella città del Giglio sono state registrate 370 denunce per violenze sessuali, delle quali 87 solo nel 2019. Ed ancora a Scandicci sono state 20 (5 solo nel 2019), a Campi Bisenzio 28 (7 solo nel 2019) e 15 ad Empoli (1 solo nel 2019).
Si tratta di dati importanti che "dimostrano come si debba fare ancora molto di più per contrastare l'odioso fenomeno della violenza contro le donne". Paolo Gandola, consigliere metropolitano di FI nel Centrodestra per il cambiamento, e Cinzia Pandolfi, coordinatrice provinciale Azzurro Donna Firenze, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sottolineano come "oggi siamo chiamati non solo a cooperare per realizzare una vera e necessaria rivoluzione culturale affinché si riesca ad eliminare ogni forma di sopraffazione e di soprusi attraverso le leggi e mediante campagne di sensibilizzazione e azioni educative, considerando la violenza di genere una vera emergenziale questione sociale che coinvolge tutto il Paese, ma occorre che anche le Amministrazioni locali dimostrino sul tema un comportamento proattivo sviluppando iniziative che possano alleviare il fenomeno".
"Per questo - aggiunge il consigliere metropolitano Gandola - oltre i drappi alle finestre risulta imprescindibile l'adozione di politiche attive ed un impegno concreto, costante e incisivo da parte anche e soprattutto delle istituzioni locali per rafforzare la prevenzione contro la violenza sulle donne".
Per il consigliere metropolitano risultano prioritarie, infine, l'inaugurazione di campagne pubbliche sulle questioni del rispetto della persona, l'apertura di centri comunali antiviolenza almeno uno in ogni area vasta dell'area comunale, norme a tutela delle donne vittime di violenza e la garanzia dell'assistenza a coloro che hanno subito violenze affinché le donne possano godere pienamente dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

“All’ipocrisia della sinistra siamo abituati da sempre, ma non pensavamo che questa potesse andare in scena anche quando si parla di donne vittime di violenza e, soprattutto, proprio in occasione delle giornata dedicata a questi orribili soprusi. Infatti, nel giorno in cui la sinistra Toscana non si è sottratta dall’allestire nell’aula del Consiglio regionale l’immancabile paio di scarpette rosse, ha respinto un Ordine del giorno di Fratelli d’Italia che invitava il presidente Giani a reperire nel prossimo bilancio regionale i fondi necessari a realizzare, anche in Toscana, i cosiddetti ‘Hotel Arancioni’, ossia strutture dedicate ad accogliere le donne vittime di violenza domestica che non abbiano un luogo dove rifugiarsi dopo aver trovato il coraggio di denunciare i soprusi subiti da mariti o compagni”. Così Francesco Torselli, capogruppo di FdI in consiglio regionale, e Delia Fedele, responsabile regionale violenza di genere del Dipartimento tutela delle vittime sempre del partito di Giorgia Meloni.

“Ci sono tante, tantissime, troppe donne – conclude Torselli – che ancora oggi hanno paura di denunciare mariti e compagni violenti perché non hanno un luogo alternativo dove andare a vivere. Preferiscono rimanere in silenzio e continuare a subire violenze. Oggi il problema si è acuito a causa della pandemia da Coronavirus e la conseguente crisi economica. Siamo basiti del fatto che Pd e Italia Viva abbiano votato contro la nostra proposta: qualcuno spieghi che la violenza sulle donne si combatte con idee concrete come questa, non esponendo un paio di scarpette rosse”.
"Probabilmente per un’intero colore politico - afferma Delia Fedele - è più semplice mettere un drappo rosso, colore scelto in Italia per celebrare questa giornata nonostante che in tutto il mondo sia chiamata Orange day, che aiutare le donne in seria difficoltà. Donne che con i loro figli hanno bisogno di tutele immediate in periodo di lockdown ...e ancora una volta c'è uno STOP ideologico!".

“I dati emersi – scrive in una nota il Gruppo Lega Salvini Firenze – dal XII Rapporto sulla violenza di genere in Toscana sono agghiaccianti. 972 richieste di aiuto nel 2019 in tutta la regione ai centri dedicati sono un vero e proprio grido d'allarme. Solo nell'ultimo anno il 2,3% delle richieste è arrivato da Under 18 su Firenze e Prato e questo denota come siano sempre più importanti i centri dedicati e il 1522”. “Nel 2020 – prosegue la nota – dobbiamo fare i conti anche con la violenza digitale, tutto ciò che donne e ragazze subiscono con il cosiddetto "Revenge Porn". Video diffusi che portano a gravi conseguenze psicologiche. Non dobbiamo abbassare la guardia, solo durante il lockdown il 1522 ha avuto il 53% di chiamate valide in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente”. “Dal 2019 grazie alla Lega è anche attivo il “Codice Rosso” che tutela le donne e, in generale, tutte le vittime di violenza, atti persecutori e maltrattamenti, prevedendo una corsia veloce per tutte le denunce e le indagini riguardanti i casi di violenza verso donne o minori. L’importante è – conclude Bussolin – con strumenti solidi, denunciare questi gravi episodi”. “In questa giornata, inoltre, divengono determinanti le azioni simboliche, concrete. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio Comunale di condannare le parole del Sen. Nicola Morra sulla defunta Santelli, chiedendone le dimissioni da Presidente della Commissione Antimafia. Pensiero che, purtroppo, la maggioranza ha ritenuto di non manifestare. Era altresì importante ribadire – conclude la nota – che il comportamento di Jole Santelli ha rappresentato un esempio di forza, dignità e la speranza di non dover rinunciare ai propri sogni per tutte le donne che combattono e vivono contro un male tremendo che debilita il fisico e l’animo”.

Nonostante che la pandemia abbia limitato alcune iniziative previste, l’amministrazione comunale di Cortona partecipa alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Stasera si tiene «Luce e ombre», con il palazzo comunale che sarà illuminato di rosso, il colore che rappresenta il 25 novembre. E rossa è anche la panchina che si trova sulla sommità della scalinata del municipio in piazza della Repubblica, dove sono state collocate le scarpe.
«Cortona manifesta al fianco di tutte quelle donne che decidono di rompere il silenzio e di affidarsi a chi può aiutarle ad uscire da questo incubo, ma la nostra città insieme alle organizzazioni come il centro antiviolenza e alle forze dell’ordine vuole testimoniare la
propria vicinanza anche a tutte quelle donne che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare i soprusi - dichiara l’assessore alle Pari Opportunità, Valeria Di Berardino - sappiamo che il nostro territorio, con dimensioni vaste e ampie zone in cui vivono nuclei
familiari in contesti isolati, può prospettare delle condizioni che scoraggiano ad uscire da questo terribile cono d’ombra. Siamo consapevoli che il confinamento, inteso come conseguenza della pandemia, abbia ulteriormente aggravato e impedito l’emersione e quindi il contrasto al fenomeno della violenza sulle donne, per questo il nostro impegno deve essere ancora più forte».

«I dati a livello provinciale sono preoccupanti - prosegue il sindaco di Cortona Luciano Meoni - e ci dicono che da marzo ad oggi gli accessi ai centri antiviolenza sono diminuiti, ma sono aumentate invece gli interventi di emergenza e quindi i codici rosa. Anche una decina di
residenti del nostro territorio sono ricorse al servizio Pronto Donna e come amministrazione comunale vorrei ringraziare tutte queste operatrici che insieme alle forze dell’ordine e agli operatori sanitari sono impegnati a fronteggiare e a prendersi cura delle donne vittime di
maltrattamenti».

Dal Comune di Cortona anche un ringraziamento alle associazioni Confesercenti e Confcommercio per aver invitato i loro associati, in occasione di questa giornata, ad allestire di rosso le vetrine dei negozi. Nei prossimi giorni la panchina rossa troverà spazio in un luogo del centro storico di Cortona.

Redazione Nove da Firenze