25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Tante iniziative in Toscana. A Firenze porte illuminate di rosso e si inaugura il PortaleDonna. A Pisa già issata la bandiera speciale. La Cgil: "Esponete un drappo rosso alla finestra". Castelfiorentino, una mascherina con le scarpette rosse


Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La data è stata scelta come giorno della ricorrenza in cui celebrare attività a sostegno delle donne, sempre più vittime di violenza, molestie, fenomeni di stalking e aggressioni tra le mura domestiche.

FIRENZE. Mercoledì 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si illumineranno di rosso le sei Porte storiche della città e il Loggiato dell'Istituto degli Innocenti. "Un segnale di grande importanza che viene lanciato da Firenze, un messaggio per tutte le donne che non devono sentirsi sole, un invito a tutti ad essere parte attiva del cambiamento culturale che può fare la differenza” ha detto l’assessora alle pari opportunità Benedetta Albanese. "Il colore rosso, associato al contrasto e alla denuncia del femminicidio, su porte storiche e loggiato degli Innocenti, per comunicare alla città il nostro impegno nel contrasto alla violenza sulle donne".

La speciale illuminazione sarà a cura di Silfi spa. A colorarsi di rosso per tutta la notte saranno Porta San Gallo in piazza della Libertà, Porta alla Croce in piazza Beccaria, Porta San Niccolò, Porta Romana, Porta San Frediano e Porta al Prato, oltre al Loggiato dell’Istituto degli Innocenti in piazza Santissima Annunziata. Le luci colorate sui monumenti si accenderanno insieme all'illuminazione pubblica delle strade, intorno alle 17.

Una rete di protezione per le donne vittime di violenza, una collaborazione forte da parte di istituzioni, associazioni e forze dell’ordine che lavorano contro la violenza sulle donne per sensibilizzare e prevenire, per essere presenti e pronti ad intervenire, ma anche per agevolare percorsi di reinserimento lavorativo e recupero di autonomia. È inoltre fondamentale favorire uno scatto culturale da parte di tutta la società, donne e uomini insieme, per contrastare ogni forma di violenza di genere, fisica e psicologica. E’ quanto messo in luce oggi dall’assessora alle pari opportunità Benedetta Albanese che in Consiglio Comunale ha fatto una comunicazione sul grande lavoro in campo su questo tema.

“La violenza sulle donne continua purtroppo ad essere un tema d’attualità - ha detto Albanese - e la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un’occasione che ci permette di ricordare alle donne che subiscono violenza che non sono sole anche grazie ad una rete forte di collaborazione fra istituzioni, associazioni e forze dell’ordine del territorio. Come Comune siamo impegnati in prima fila insieme a varie associazioni cittadine, che ringrazio, ad informare e aiutare le donne affinché trovino il coraggio di denunciare subito la violenza, che non è solo fisica ma anche psicologica”.

“Il problema è reale – ha spiegato ancora Albanese - e i dati ancora non definitivi di Artemisia lo dimostrano: da gennaio ad ottobre 2020 circa 900 donne hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza Artemisia, di cui 88 durante il primo lockdown, quando Artemisia, dopo un’iniziale e preoccupante silenzio, ha ricevuto una media di 2,4 telefonate al giorno (il dato definitivo di tutto il 2019 era stato di 985 richieste di aiuto). Il lavoro da fare dunque è ancora molto ma abbiamo una rete di protezione del territorio assai forte”.

“In tema di possibilità di intervento, oltre al fondamentale e capillare lavoro della Prefettura e delle forze dell’ordine, prezioso è anche l’impegno del ‘reparto anticrimine e violenza di genere’ della Polizia Municipale” prosegue Albanese chiarendo che “si tratta di un reparto il cui personale è stato recentemente implementato e che, oltre a costituire il canale privilegiato per l’attivazione dei servizi territoriali di assistenza, è formato appositamente per svolgere indagini e contrastare reati quali la violenza domestica, la violenza sessuale e lo stalking anche attraverso i social media: nei primi 10 mesi del 2020 la polizia municipale ha trattato 12 casi, eseguito 2 misure cautelari, fatto 27 annotazioni di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono 25 informative ad altre forze di polizia e attivato 15 contatti con i servizi sociali e associazioni che operano sul territorio”.

Sul fronte dell'agevolazione di percorsi di reinserimento e recupero di autonomia da parte delle vittime di violenza, ma non solo, anche della creazione di opportunità per ogni donna, l’assessore Albanese ha ricordato che dal 2017 è attivo a Firenze lo sportello InformaDonna. Lo sportello offre un servizio individuale di orientamento e assistenza su lavoro e formazione rivolto alle donne di ogni età e nazionalità; in particolare, nei confronti delle vittime segnalate dalle associazioni offre un servizio mirato ad aiutarle nel percorso di reinserimento formativo e lavorativo per il recupero della propria autonomia. “Uno sportello che non si è fermato durante il lockdown ed è rimasto attivo con lo smartworking via skype – ha aggiunto Albanese – e che in un anno come questo ha dato risultati molto importanti, seppur ancora parziali nei numeri: da gennaio ad oggi sono state 125 le consulenze effettuate dallo Sportello InformaDonna, il 30% delle quali indirizzate dal centro antiviolenza Artemisia, mentre altre sono state indirizzate da Nosotras, Curandaie, Istituto degli Innocenti, spazio Neo Mamme e Reti di Solidarietà”.

“Contrastare la violenza contro le donne passa da una serie di azioni concrete, messe insieme dalla rete che si è creata sul territorio per aiutare le donne. Dopo la firma del protocollo con i sindacati per contrastare la violenza di genere, il 26 novembre si riunisce il tavolo fra Palazzo Vecchio e sindacati Cgil, Cisl e Uil per mettere in sinergia le iniziative che già ci sono a livello territoriale contro la violenza di genere e per metterne in campo di nuove” ha spiegato ancora Albanese che ha aggiunto: “Noi seguiamo tutte le strade, puntando molto da un lato sull’informazione: il 25 novembre inauguriamo il PortaleDonna, un nuovo spazio on line del PortaleGiovani dedicato alle donne della città di Firenze che necessitano di informazioni sui servizi presenti sul territorio a loro rivolti, notizie rilevanti su tematiche di genere, incentivi ed agevolazioni loro rivolte. E dall’altro lavoriamo altrettanto sulla sensibilizzazione: lo stiamo facendo attraverso la mostra all’aperto, negli spazi affissioni comunali, delle superwoman di Lediesis, due nuove icone che rappresentano il percorso di emancipazione e consapevolezza della donna in questo complesso periodo storico. Sono inoltre affissi in città manifesti per la campagna di sensibilizzazione del Comune di Firenze contro gli stereotipi di genere: 8 immagini diverse che sono veicolate attraverso tutti i canali per lanciare a tutti il messaggio ‘Non è una questione di genere’ con lo scopo di attirare l’attenzione di tutti e della bambine, delle ragazze e delle loro famiglie sul tema sempre più sentito delle pari opportunità. Stiamo inaugurando nuove panchine rosse, simboli universali contro la violenza sulle donne per invitare chi le vede a riflettere e con il Q4 sono stati organizzati due incontri on line per ascoltare, riflettere, agire contro la violenza. Inoltre il 25 novembre Teatri d’Imbarco realizzerà con il un evento online, inserito nel festival dei diritti, contro la violenza di genere legato ad un progetto di approfondimento sul tema della violenza domestica, cui potranno collegarsi gli spettatori del web dal titolo “Il Femminicidio secondo Dostoevskij”.

“Continuiamo a lavorare tutti insieme – ha concluso Albanese - continuiamo a lavorare in rete: è la strada giusta per dare una risposta a chi è in difficoltà”. L’assessora ha inoltre pubblicamente ringraziato le associazioni intervenute in consiglio e tutte quelle che collaborano ogni giorno con l’Amministrazione.

FORZA ITALIA TOSCANA. "La pandemia peggiora le condizioni di vita delle donne. In più l’emergenza sanitaria, costringendo alla convivenza forzata, fa riesplodere la violenza sulle donne e i dati di ActionAid lo dimostrano in modo inequivocabile. Le denunce tra marzo e giugno 2020 registrano un balzo del 120% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma non è la sola forma di violenza, ce n’è un’altra, forse meno appariscente ma non meno pericolosa, che serpeggia sui social. Anche per questo, perché questa battaglia è oggi ancor più attuale, cogente di prima, ci sentiamo in dovere di rilanciare il nostro impegno concreto per eliminare finalmente questa terribile piaga. Forza Italia Toscana ha in programma per mercoledì 25 novembre alle ore 11:00 un dibattito live sulla pagina Facebook regionale. Apre i lavori Massimo Mallegni, Senatore e Commissario Regionale. Intervengono Erica Mazzetti, Deputata, e Rita Pieri, Coordinatrice Regionale di Azzurro Donna. Raffaella Bonsangue, Vicesindaco a Pisa, riferisce su quanto ha fatto il Comune per debellare il fenomeno. A seguire la testimonianza di Francesca Ranaldi e Loredana Dragoni del Centro Antiviolenza La Nara – Prato. In conclusione sempre Rita Pieri illustra la proposta di legge di Catia Polidori, vittima di recente di pesanti offese sessiste sui social, a favore delle donne vittime di violenza. Modera l’evento la giornalista de Il Tirreno Ilaria Bonuccelli".

TAXI FIRENZE. Ci sono anche le auto bianche del Radiotaxi Firenze 4242 tra quelle delle 12 città italiane che mercoledì prossimo, 25 novembre, aderiranno all'iniziativa contro la violenza di genere, promossa dall'associazione 'Tutti taxi per amore-Odv'. #Marianneviaggiaintaxi porta a bordo delle vetture aderenti all'associazione la voce delle donne che sono passate negli anni attraverso il centro antiviolenza “Marie Anne Erize” di Tor Bella Monaca a Roma. Sarà possibile ascoltare un montaggio radiofonico di 15 minuti contenente, oltre alle testimonianze di donne vittime di violenza, "Il Femminicida" e "Regina" interpretate dall'attore teatrale Emilio Spataro. L'iniziativa è frutto della comunione di intenti tra le due realtà, che collaborano assieme da diversi anni per la sensibilizzazione al fenomeno della violenza di genere.
"A causa del Covid, non è stato possibile organizzare nulla in presenza - spiega Marco Salsiccia, presidente di 'Tutti taxi per amore-OdV' - e abbiamo così deciso di sperimentare una nuova modalità di approccio al fenomeno: 12 copie del libro di Stefania Catallo, nei taxi di 12 città, dove il 12 simboleggia il numero dei mesi, perché questo giorno sia ricordato ogni giorno dell'anno. All'interno delle vetture aderenti i clienti potranno sfogliare le copie di 'Evviva Marie Anne è viva' (2018, Universitalia), il libro di testimonianze scritto dalla presidente del centro antiviolenza, Stefania Catallo"
"Spero che questa possa essere un'occasione di riflessione, che possa attivare un impegno concreto, come esempio di cittadinanza attiva - commenta Silvia Veroni, del CdA di Socota Radio Taxi Firenze 4242 -. In quanto coop di natura mutualistica, Socota e i suoi soci hanno ritenuto da sempre come loro preciso dovere quello di aiutare le persone in difficoltà e prestare particolare attenzione alle situazioni di disagio sociale. Aderiamo con passione e convinzione a questa iniziativa, crediamo indispensabile essere in prima fila nel veicolare valori e contenuti, e sposare in pieno una precisa visione solidaristica del mondo".

PISA. Il Comune di Pisa celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Le iniziative in programma per mercoledì 25 novembre sono state anticipate stamani da due momenti preliminari: prima il vicesindaco Raffaella Bonsangue e il presidente del consiglio comunale di Pisa Alessandro Gennai hanno issato sul Ponte di Mezzo la bandiera arancione con la scritta “No alla violenza sulle donne”. Subito dopo hanno esposto sul balcone di Palazzo Gambacorti uno striscione col medesimo messaggio.

«Anche quest’anno l’amministrazione comunale di Pisa – spiega il vicesindaco Raffaella Bonsague – ha voluto anticipare le celebrazioni per ricordare quella che sarà la giornata clou di questa settimana, il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’assemblea delle Nazione Unite, che ha indicato nell’arancione il colore scelto per questa iniziativa. Non potevamo mancare, nonostante i tempi non siano dei migliori. Anzi, l’emergenza Covid e la conseguente crisi economica ha visto purtroppo acuire i fenomeni di violenza contro le donne, soprattutto in ambito famigliare. Ringrazio il presidente Gennai che con la sua presenza ha voluto dimostrare quanto tutta l’amministrazione sia impegnata in questo senso. Solo con un cambiamento che investa tutta la società e con l’impegno da parte di tutti potremmo arrivare ad eliminare questo odioso fenomeno».

Le iniziative per la Giornata proseguono ovviamente mercoledì 25 novembre: alle 9.30 infatti sarà inaugurata una panchina arancione, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, nei pressi di via Stampace/largo Marinai d’Italia. In serata, attorno alle 18, saranno illuminate di arancione sia la Torre che le Logge dei Banchi. E’ prevista anche la partecipazione dei componenti del comitato pari opportunità che, su invito del vicesindaco con delega alle Pari Opportunità, hanno registrato dei messaggi celebrativi che saranno montati in un’unica videoclip, che verrà poi diffuso dall’amministrazione comunale.

«Sono molti anni – ha commentato il presidente del consiglio Alessandro Gennai – che in ogni parte del mondo vengono realizzate iniziative per l’eliminazione della violenza contro le donne. Molto è stato fatto anche nel nostro Paese però, purtroppo, la violenza sulle donne continua ad essere ancora una vera e propria emergenza. I numeri che ogni anno ci vengono forniti lasciano senza parole, anche nella nostra città. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie e di soprusi. Ciò significa che ancora tanto resta da fare. Nessuna donna deve essere lasciata sola: ogni donna deve sentire le istituzioni pubbliche vicine. Oggi abbiamo tutti maggiore consapevolezza: questa consapevolezza ci deve spronare ad intervenire in modo ancora più deciso per sostenere con azioni concrete ogni donna che si trovi in difficoltà ed impegnarci perché ognuna di loro possa uscire da condizioni di vita inaccettabili».

SIGNA. “Il problema della violenza sulle donne è sfortunatamente un fenomeno che non arretra, anzi”, dichiara l’assessore alle Pari Opportunità Marinella Fossi,” Secondo i dati Istat da marzo a giugno 2020 il numero di richieste di aiuto per sé o per altri, arrivate al numero verde 1522 per la violenza e lo stalking, sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2019 (+119%)”.


La crescita più significativa che ha caratterizzato questi mesi riguarda la violenza domestica. “Nel 2019, 2.251 persone avevano chiamato per denunciare violenza in casa, mentre nel 2020 lo hanno fatto 5016 persone”, dice l’assessore.

Sebbene in numero assoluto la violenza fisica sia la prima ragione a spingere una donna ad alzare la cornetta, il secondo motivo è la violenza psicologica.

“La violenza sulle donne non è soltanto una questione di genere ma anche un punto cardine su cui ruota il rispetto della dignità umana”, prosegue l’assessore, “Educare i nostri figli al rispetto e alla benevolenza è un dovere imprescindibile e, come amministratori comunali, dobbiamo lavorare per sensibilizzare i nostri concittadini, essere d’esempio e d’aiuto nella divulgazione di messaggi utili e volti all’uguaglianza e il rispetto”.

“La violenza, la percezione di possedere un’altra persona e di poterne disporre come meglio si crede, le violenze di genere sono atti di intollerabile barbarie. A tutti i livelli dobbiamo impegnarci per la tolleranza, per il rispetto del pensiero altrui e per la valorizzazione della vita”.

“L’obiettivo, quali donne e uomini delle istituzioni, è far sì che non sia soltanto questa data simbolica a ricordarci l’importanza di tematiche come questa, ma che esse diventino parte fondante del nostro agire quotidiano”, conclude l’assessore Marinella Fossi.

SAN PIERO A SIEVE. Si tingeranno di rosso, grazie ad una suggestiva illuminazione, le statue che a San Piero a Sieve sono collocate nel Parco Antonio Berti. L’iniziativa, voluta dal Comune di Scarperia e San Piero e dall’Unione dei Comuni, è promossa dalla locale Pro Loco, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza delle Donne. In un momento di chiusura, come quello dovuto alla pandemia, per chi non potrà vedere questo suggestivo spettacolo, nato per sensibilizzare su un tema, purtroppo ancora attualissimo, ci sarà la possibilità di osservare l’effetto di tale illuminazione sulle pagine facebook ed instagram della Pro Loco sanpierina. L’iniziativa è prevista nella serata di mercoledì 25 novembre.

“Abbiamo accolto con grande partecipazione, spiega il presidente della Pro Loco, Sauro Bani, l’invito dell’Unione dei Comuni e del Comune di Scarperia e San Piero. Appare intollerabile che ancora, nel 2020, certi gravissimi atti, si compiano con frequenza, sfociando in numerose circostanze in conseguenze tragiche che toccano la nostra coscienza. Ancora più grave che, in un momento in cui, con il lockdown, tante volte vittima e carnefice devono condividere ancora più tempo insieme nel chiuso delle abitazioni dove tali violenze si compiono, che tali atti passino sotto silenzio. Per questo il nostro gesto simbolico, vuole scuotere le coscienze, invitando chi è vittima di tali soprusi a denunciare i propri aguzzini ed a chi sa di gesti del genere a segnalare alle autorità competenti.”

BAGNO A RIPOLI. Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, il Comune di Bagno a Ripoli non mancherà neanche quest’anno di celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, in programma il prossimo 25 novembre. L'amministrazione comunale ha organizzato una serie di iniziative che avranno luogo sia online che “offline”, per le strade e nei negozi di Bagno a Ripoli.


Alle botteghe e alle associazioni ripolesi è stato infatti distribuito un volantino raffigurante la scritta “Anche Bagno a Ripoli dice No alla violenza sulle donne” e una simbolica scarpa rossa. Il manifesto, prodotto dalla Commissione Pace e Diritti del Comune, sarà esposto nelle vetrine dei negozi dei Centri Commerciali Naturali di Antella, Grassina e Bagno a Ripoli.

Sempre in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, la Commissione ha realizzato anche un altro poster con un collage di foto scattate dai cittadini ripolesi (e non solo) alle panchine rosse presenti nel territorio comunale. Tra questi, Leonardo Pieraccioni, Cecilia Strada, Daniela Morozzi, Letizia Fuochi, ma anche tantissimi cittadini che nei mesi scorsi si sono scattati una foto sulla panchina a testimonianza dell’impegno contro la violenza sulle donne. Il poster sarà pubblicato online sul sito e sui canali social del Comune, e appeso all’interno del Palazzo comunale.

La Commissione Pace e Diritti è inoltre impegnata nella promozione di bandi formativi nelle scuole, volti al rafforzamento del rispetto reciproco e al superamento delle differenze di genere, cultura, etnia e religione. Quest'anno anche questa attività si trasferirà online, aprendosi a tutta la comunità ripolese.

“In attesa di riprendere appena possibile le attività in presenza – spiega la presidente della Commissione Susanna Agostini – vogliamo invitare ciascuna donna a non sentirsi mai sola. A mantenere relazioni con le associazioni e le Istituzioni. A trovare il coraggio di denunciare prima che la violenza si compia. E alla comunità tutta chiediamo solidarietà e ascolto perché un femminicidio non è mai la reazione di momento. Il disagio familiare è percepibile con gli occhi attenti della solidarietà e della comprensione”.

Nella mattina di mercoledì 25 novembre ci sarà poi l’appuntamento online per una interessante discussione sul tema della violenza di genere, con la presentazione dell’esperienza dell’associazione “LUI” impegnata nel recupero degli uomini maltrattanti.

L’evento è organizzato dall’associazione “A tutto volume”, che opera presso la Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli, in collaborazione con EPALE (l’ente europeo che si occupa della formazione degli adulti). La diretta partirà alle 10.00 e sarà possibile seguirla sulla pagina Facebook EPALE - Educazione Adulti Italia al link: https://www.facebook.com/EPALEItalia .

Si parlerà dei vari percorsi di contrasto alla violenza di genere a partire dal modello dell’associazione “LUI” di Livorno, impegnata da anni nel recupero di persone che hanno praticato violenze (dopo aver scontato la propria pena), anche attraverso attività “alternative” come le arti teatrali. Interverranno, tra gli altri, l’assessora alle politiche sociali Eleonora Francois, la direttrice della Biblioteca comunale Silvia Bramati, la presidente dell’associazione A Tutto Volume Manuela Sebeglia, la capo unità di EPALE Italia Lorenza Venturi, lo psicoterapeuta e cofondatore di “LUI” Jacopo Piampiani.

Infine, anche il Palazzo comunale sarà illuminato di rosso nella serata di mercoledì 25 novembre, per ribadire il sostegno dell’amministrazione ripolese alla battaglia contro la violenza di genere.

“In queste settimane – dichiara il sindaco Francesco Casini – il colore rosso per tutti noi ha assunto un valore nuovo, legato all'emergenza sanitaria, ma in questo periodo dell’anno lo indossiamo con orgoglio per denunciare la piaga della violenza sulle donne. Mai come quest'anno, con tante persone costrette nelle mura di casa, è importante tenere alta l'attenzione su questo tema. Non solo il 25 novembre ma ogni giorno impegniamoci con atti concreti per combattere la violenza e le discriminazioni di genere”.

“La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne – aggiunge l’assessora a politiche sociali, culturali e biblioteca Eleonora Francois – deve essere l'occasione per accendere i riflettori su tante situazioni di maltrattamento e violenza, fisica e psicologica, che troppo spesso rischiano di cadere nell'oblio. Per molte donne i mesi di convivenza forzata che stiamo vivendo sono un vero e proprio incubo: parlando di questo tema in modo aperto potremo dare a tante donne il coraggio di denunciare le violenze di cui sono vittime”.

“Visto che purtroppo non possiamo fare iniziative pubbliche in presenza – conclude l’assessora con deleghe allo sviluppo economico e ai diritti civili Francesca Cellini – invitiamo tutti i commercianti a esporre i cartelloni realizzati dalla Commissione Pace e Diritti per sensibilizzare i cittadini sul tema della violenza di genere. Sarebbe bello se tanti cittadini aderissero, esponendo qualcosa di rosso alla finestra il prossimo 25 novembre”.
Sempre attivo (24 ore su 24) il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522. Il servizio è disponibile anche in forma di app gratuita per smartphone.

RUFINA.  Cambiare le cose anche solo con piccoli gesti. Nonostante la situazione molto particolare, il comune di Rufina celebrerà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne prevista per mercoledì prossimo 25 novembre e lo farà con iniziative dal grande significato simbolico che, purtroppo non potranno prevedere la partecipazione della cittadinanza.

L’iniziativa istituzionale è prevista per il pomeriggio di mercoledì alle 17,30 con l’inaugurazione della Panchina Rossa nella piazza del Municipio. Ricordiamo che la Panchina Rossa è un vero e proprio simbolo in memoria delle donne che sono state uccise o hanno subito atti di violenza. Alla cerimonia sarà presente il Sindaco di Rufina Vito Maida e l’Assessora alle Pari Opportunità Stefania De Luise.

Oltre a questo fino al 30 novembre è prevista l’iniziativa “Posto per te” che prevede la realizzazione da parte delle attività economiche del comune di vetrine incentrate proprio sul colore rosso.

Infine sui canali social e sul sito del Comune di Rufina si potranno vedere i contributi di video sensibilizzazione di “Stop alla violenza sulle donne”.

Le iniziative sono organizzate dall’Assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con Associazione CAM, Artemisia Onlus, Monica Masini ed Ilaria Danti.

“Nel periodo dell'emergenza si registra un aumento di casi di violenza intra-familiare significativo – spiega l’Assessora alle Pari Opportunità Stefania De Luise - per questo non possiamo fermarci nel contrastare questo fenomeno. Abbiamo deciso di creare dei momenti simbolici per dare risalto soprattutto alle forme di aiuto e ai soggetti a cui ci si può rivolgere per chiedere supporto, sia per chi subisce che per chi agisce violenza. Sarà un momento di riflessione su questo fenomeno, convinti che ciascuno di noi può fare molto per la sensibilizzazione e la prevenzione”.

COORDINAMENTO NAZIONALE DOCENTI DIRITTI UMANI. Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne intende riflettere su una tematica dolorosa e, purtroppo, sempre attuale che è quella della violenza sulle donne.

La giornata commemorativa, che si celebra il 25 novembre di ogni anno, è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, in memoria delle sorelle Mirabal trucidate nel 1960 a causa della loro militanza politica contro la dittatura che dilaniava la Repubblica Dominicana.

Dalla fine degli anni ’90, quindi, tutti i Paesi del mondo hanno cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica con una serie di iniziative e progetti che coinvolgevano la politica, la cultura, la scuola e l’arte. Grande, inoltre, è stato il contributo offerto dalle associazioni e dai centri anti-violenza che si sono attivati fin da subito per tutelare e assistere le donne sole e in difficoltà e offrire loro la speranza di un futuro diverso.

Forse non subito, ma nel corso degli anni, la giornata commemorativa ci ha permesso di conoscere storie che venivano da lontano, storie di miseria e di degrado morale e umano all’interno delle quali alle donne era riservato un fatale destino.

E così il 25 novembre ci ha narrato una maledettissima storia che veniva da lontano e che nessuno voleva accettare: l’orrore dei Femminicidi a Ciudad Juarez. Proprio in questa città messicana, che forse il mondo non avrebbe mai conosciuto se la falce della morte non si fosse scagliata come una maledizione della peggior magia nera, si è manifestato il più brutale e macabro Feminicidio. Le sue proporzioni sono uscite ben presto dai confini nazionali e gli omicidi femminili si sono collegati, inspiegabilmente, con altri fenomeni simili che correvano su tutte le latitudini e longitudini. Così, il mondo intero non ha potuto più celare ai suoi occhi la verità, né ha potuto anestetizzare il suo cuore.

Sono stati il dolore, la rabbia, lo sgomento, e quel sentimento prima di impotenza e poi di giustizia, che hanno spinto il mondo civile a unirsi per proteggere le donne dalla furia omicida di chi le strappava alla vita. E il Femminicidio, neologismo che ha iniziato a riferirsi a qualsiasi forma di violenza esercitata in maniera sistematica sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale per annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico e psicologico, è divenuto oggetto dell’attenzione mediatica, psicologica, sociologica e legale.

Sono passati 21 anni dalla prima giornata celebrativa, e anche se sono aumentati i cordoni di sicurezza, dal punto di vista legale e assistenziale attorno alle donne, non possiamo certo affermare che il fenomeno si sia ridimensionato. Ogni giorno in qualche parte del mondo troppe donne muoiono per volontà di chi dovrebbe amarle.

Inoltre, dopo il primo Lockdown è aumentato il sangue tra le mura domestiche e anche la violenza. Nell’ultimo Report, realizzato dall’Organismo permanente di monitoraggio durante l’emergenza coronavirus, si rileva che a partire dalla fine di marzo si assiste ad un costante e graduale incremento dei “reati spia” della violenza di genere (atti persecutori, maltrattamenti e violenza sessuale). E se consideriamo che è poco più di un anno che, in Italia, ha fatto il suo ingresso nell’ordinamento penale il codice rosso con l’obiettivo di prevenire il Femminicidio e proteggere le vittime, arriviamo facilmente a una triste conclusione: ai carnefici non spaventa la portata della pena quando l’odio li acceca.

Cosa fare, allora? O meglio, cos’altro fare? Intanto, è ormai evidente che vanno supportate le associazioni del territorio che possono concretamente essere vicine a chi vive, nel quotidiano, la violenza psicologica e fisica. Ma non basta. Occorre, quindi, fare fronte comune e muoversi tutti insieme per non far sentire sole le donne in pericolo. Perché gli aguzzini fanno leva proprio sulla solitudine delle vittime che non sanno a chi rivolgersi. 

CGIL FIRENZE. “Per mercoledì 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, non ci potranno essere quest'anno cortei, incontri o presìdi - dice la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani -. Sarà una Giornata molto diversa da quello a cui siamo abituate e abituati, ma non possiamo assolutamente rinunciare a tenere viva l’attenzione su questa emergenza che è la violenza sulle donne. La violenza, fisica o psicologica, non si ferma e non si deve fermare neanche la nostra denuncia”.

Queste le iniziative del Coordinamento Donne Cgil Firenze in vista del 25 novembre:

- realizzazione di un video con foto di delegati/e, sindacalisti/e e iscritti/e con cartelli contro la violenza sulle donne;

- iniziativa (con l’associazione Gomitolo perduto) “Drappo rosso alla finestra” fino al 29 novembre: invito ad esporre alle finestre e ai balconi un drappo rosso contro la violenza sulle donne. Questo l’appello di Galgani a iscritti e iscritte Cgil: Chiediamo di esporre, fino al 29 novembre, un drappo rosso alla finestra o sui balconi: una bandiera, una maglietta, un foulard… Un simbolo per dare espressione collettiva al contrasto alla violenza in un momento in cui non è possibile farlo insieme fisicamente, che può servire a stimolare un cambiamento culturale all'interno della società e che potrebbe far sentire meno sole tutte quelle donne che subiscono violenza”;

- è in programmazione la prima riunione del Tavolo di monitoraggio sulla violenza di genere, previsto dal protocollo firmato da Cgil Firenze, Cisl Prato e Firenze, Uil Firenze e Comune di Firenze.

CASTELFIORENTINO. Una mascherina che raffigura le scarpette rosse sarà consegnata domani mattina 25 novembre a tutte le donne all’uscita della Coop di Castelfiorentino. E’ una delle iniziative promosse dallo SPI CGIL di Castelfiorentino in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, una donazione che assume un doppio valore, simbolico e pratico: la difesa della donna e dei suoi diritti, la protezione della sua incolumità, fisica e psicologica.

Organizzata insieme al Comune e alla sezione soci Unicoop di Castelfiorentino (in collaborazione con numerose associazioni presenti nel territorio) la settimana si è aperta lunedì pomeriggio con un incontro (in modalità on line) riservato alle partecipanti dei Circoli di lettura Bibliocoop; “Mai più dentro la stanza”, lettura, discussione e commento del libro “La stanza” di Michela Goretti.

Domani mattina (mercoledì 25 novembre), dalle ore 9.00 alle 12.00, l’appuntamento clou della settimana all’uscita della Unicoop di Castelfiorentino. Tutte le donne, al termine della spesa, riceveranno gratuitamente dai volontari una mascherina dedicata a questa importante ricorrenza.

“Nonostante le difficoltà legate alla pandemia – sottolinea Nadia Meacci, segretaria dello SPI CGIL di Castelfiorentino – anche quest’anno siamo riuscite a far sapere, insieme alle altre associazioni, che ci siamo. Siamo con le donne, così come siamo sempre state, in difesa dei loro diritti, della loro dignità. Ci siamo e ci saremo sempre!”.

“Per ovvi motivi – osserva Ilaria Angiolini, consigliere comunale con delega alle Pari Opportunità – non abbiamo potuto organizzare grossi eventi in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma non vogliamo che l’importanza di questo giorno passi in sordina. Il Comune di Castelfiorentino è a fianco di tutte le associazioni che si impegnano sul territorio a lottare contro la violenza di genere, non soltanto il 25 novembre, ma ogni giorno dell’anno”.

Oltre allo SPI CGIL, il Comune e la sezione soci Unicoop di Castelfiorentino, hanno collaborato all’organizzazione della ricorrenza: Pubbliche Assistenze Riunite Empoli e Castelfiorentino, Centro Aiuto Donna Lilith, Prociv Arci, Avo, Anpi, Auser Filo Argento.

QUARTIERE 5 FIRENZE. Anche quest’anno, nonostante il Covid, il Quartiere 5 propone insieme ad alcune realtà, un momento di riflessione sulla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Infatti verranno inaugurate due panchine rosse il 25 Novembre, al giardino di piazza delle Medaglie d’Oro, in collaborazione con Auser, alle ore 13,00 e al giardino di via Maddalena, in collaborazione con CCN di via Carlo del Prete, alle ore 13,30.

La panchina rossa sta diventando simbolo internazionale di questa giornata, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, in ricordo del brutale assassinio delle sorelle Mirabal avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana.

Il Quartiere 5 ribadisce, anche attraverso questi simboli, sempre più presenti nel territorio del quartiere stesso, l’attenzione al tema dell’uguaglianza di genere, che è un percorso per il quale è necessario continuare a testimoniare quotidianamente anche attraverso simboli come queste panchine rosse, che rappresentano un piccolo segno di un percorso da fare tutti insieme.

“Anche in questo periodo anomalo – spiega il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli – è necessario e importante presidiare il tema”.

I volontari dell’Auser del Quartiere 5 hanno partecipato alla realizzazione della panchina rossa come segno di vicinanza alle donne che subiscono violenza.

Il CCN di via Carlo del Prete /Maddalena /Caciolle, accoglie con immenso piacere il posizionamento da parte del quartiere della panchina rossa nel giardino di via Maddalena per testimoniare che l’amore non è violenza. L’inaugurazione, con intitolazione a Michela Noli, verrà fatta nella prossima primavera in occasione della Festa della Donna. 

L'INTERVENTO DI ARMENTANO. Questo l’intervento del capogruppo Pd a Palazzo Vecchio Nicola Armentano, ieri nel Consiglio comunale dedicato alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne:

“Non è una celebrazione né una ricorrenza, tanto più in questo momento, ma l’occasione per un impegno comune per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale. Il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è per noi la data in cui rinnovare il patto di alleanza contro ogni forma di violenza e di discriminazione. Oggi ancora di più, nel contesto di emergenza sanitaria ed economica, la violenza diventa l’esito estremo di diseguaglianze e di discriminazioni di genere che il COVID può alimentare. Secondo i dati Istat durante il lockdown della scorsa primavera le telefonate valide per denunciare violenza sono state il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. È importante ricordarci di questo mentre stiamo vivendo la seconda ondata della pandemia che ancora una volta o impone un lavoro da casa in convivenze forzate dalla necessità, o genera nuova disoccupazione femminile poiché sconvolge dal punto di vista occupazionale settori prevalentemente occupati da donne: ricezione, commercio, turismo, attività di assistenza e di cura della persona. Molte donne perdono il lavoro e la mancanza di sicurezza economica e di una rete di relazioni le espone ancora di più al rischio della violenza. In altri casi il lavoro che continua vede compromesse le tutele mentre rischiano di crescere le discriminazioni. Le donne che lavorano in settori come quello sanitario e socio-sanitario sono, per esempio, spesso le più esposte a carichi di lavoro massacranti e al rischio di infezione. Come certificano i dati INAIL, riferiti alla prima ondata di pandemia, la maggior parte delle denunce di infortunio da COVID-19 attiene alle donne. In questo contesto ci appaiono ancor più inaccettabili episodi di violenza e discriminazione che la cronaca ci sbatte in faccia e che ci dimostrano che il problema non è tanto del singolo ma è un fenomeno strutturale che ha radici culturali profonde e pervasive e, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra vari soggetti. Ho quindi molto apprezzato quando, di fronte ad affermazioni di carattere sessista e discriminatorie pronunciate durante una lezione da un docente, il rettore dell’Università di Bari non solo lo abbia sospeso da ogni attività didattica, ma in quanto legale rappresentante abbia chiesto pubblicamente scusa, assumendosi una responsabilità che coinvolge e deve far riflettere l’intera istituzione. Riflettere, quindi, ma anche lavorare ed impegnarsi in iniziative concrete per arginare la violenza di genere, adesso è più urgente che mai. E garantire quei principi di uguaglianza pilastri della nostra Costituzione combattendo l’indifferenza e ogni forma di prevaricazione, Ma anche avere il coraggio di chiedere scusa, come ha fatto il rettore dell’università di Bari. Un gesto semplice che può significare molto”.

DONATA BIANCHI. “Oggi in Consiglio comunale abbiamo dedicato uno spazio di riflessione sul fenomeno della violenza di genere, un problema maschile di cui sono vittime donne, bambini e bambine.

Ci sono tante iniziative importanti che meritano attenzione, tutte di grande valore e realizzate da realtà associative che da decenni sono impegnate a fianco delle vittime di violenza. Tra tutte – spiega a Firenze la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – voglio ricordare le iniziative del Filorosso nel quartiere 4 perché l’iniziativa delle panchine rosse è un’ottima pratica da diffondere sul territorio, esse sono simbolo dell’impegno contro la violenza di genere e vi sono impegnati i ragazzi e le ragazze delle unità di strada, quindi giovani generazioni cui spetta prendere il testimone di questo impegno personale e civile. Voglio poi sostenere il richiamo che ogni anno lo Spi CGIL ci propone affinché si presti attenzione alle donne anziane, soggetti vulnerabili, fortemente danneggiate dalle regole del lockdown. Esse – continua la presidente Donata Bianchi – sono vittime di violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Sono vittime di violenza economica. Le violenze che subiscono sono spesso minimizzate o negate. Ma esse sono spesso colonne di contesti familiari che chiedono loro supporto per assistere bambini, prendersi cura dei grandi anziani, continuare a contribuire al reddito familiare, diventato incerto per tante famiglie.

Grazie al dibattito degli ospiti in Consiglio comunale – conclude la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – è stata resa evidente la radice culturale delle violenze, che si alimentano di una discriminazione sociale che legittima un disvalore profondo verso la dignità e il corpo delle donne. Gli uomini devono assumere la propria responsabilità a fronte di un fenomeno non emergenziale, che affonda le radici nei comportamenti quotidiani”. 

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Redazione Nove da Firenze