Nel 2020 chiude il Parco della Musica per finire i lavori

Draghi (Fratelli d’Italia) e Bussolin (Lega): "AAA cercasi in affitto uno stabile per cliente referenziato?" Palagi e Bundu (SPC): "Spostiamo il Maggio alla Scala?". Sì Toscana a Sinistra: “Regione contribuisca maggiormente, come fanno Sardegna e Campania per le loro fondazioni. Necessario stabilizzare personale precario”


La costruzione del nuovo Parco della Musica costò più di 200 milioni di Euro. Ma per il completamento dell'opera ce ne vorranno altri 60. In più non ancora preventivata è la chiusura di sei mesi prevista a metà del 2020 per il cantiere.

"Dove andrà in trasferta temporanea il Maggio musicale?" si chiedono i consiglieri Draghi (Fdi) e Bussolin (Lega) quest’ultimo vice presidente della commissione Cultura di Palazzo Vecchio "L’anno nuovo deve iniziare - dichiara il Capogruppo della Lega, Federico Bussolin – ma ad oggi credo sia impossibile effettuare una programmazione definitiva per la stagione 2020/2021, poiché non si conosce ancora l’ubicazione provvisoria del Teatro: sia la Pergola che il Verdi, i provvisori ospitanti, non hanno le caratteristiche necessarie né come capienza né come logistica per le quinte". "Nel frattempo - assicura Draghi - il nuovo sovrintendente Pereira si è riempito la bocca di proclami altisonanti che prevedevano un grosso rilancio per la stagione musicale, lui che d’altronde provenendo dalla Scala non avrebbe potuto desiderare altrimenti, ma per adesso di “milanese” abbiamo solo assistito all’aumento del prezzo dei biglietti. E intanto il Maggio grida aiuto!" "Speriamo non finisca a Campi o a Bagno a Ripoli, di questi tempi - conclude Bussolin - va di moda scappare da Firenze".

"La consiliatura era iniziata malissimo anche sul tema del Maggio Musicale e su questo fronte si chiude allo stesso modo il primo semestre di governo. La stagione di progressiva stabilizzazione attorno al teatro è stata bruscamente interrotta con la volontà di far tornare a Firenze Nastasi, poi approdato invece al Ministero di Franceschini -intervengono anche Dmitrij Palagi e Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune- Ora abbiamo sempre il Sindaco alla presidenza della fondazione, con un nuovo sovrintendente, impegnato a spiegare come sia necessario cambiare completamente la politica seguita nel recente passato, che pure sembrava andare nella direzione giusta. Il turismo di lusso e il rilancio in grande stile del Maggio Musicale, con grandi nomi e grandi spese... Anche se non è sicuro nemmeno dove farlo questo rilancio. Magari alla Scala di Milano? Questo se si conferma la necessità di individuare un luogo in cui spostare la programmazione del teatro tra giugno 2020 e gennaio 2021, quando si dovranno completare i lavori per l'auditorium da 1.000 posti (come i 1.000 giovani da riportare in centro, un numero esoterico, direbbe l'Ingegner Cane). Stiamo chiedendo da mesi di poter discutere del Maggio in Consiglio comunale. Un interesse da parte delle Commissioni lavoro e cultura era arrivato, c'era stato anche un impegno da parte dell'Assessore, ma poi tutto si è disperso con il finire dell'estate. Depositeremo oggi una nuova interrogazione. L'ennesima. Sperando che prima o poi il Sindaco e la Giunta si degnino di ricordarsi che esiste un Consiglio comunale a cui rispondere".

La Giunta garantisca il risanamento del Maggio Musicale Fiorentino, “aumentando in futuro gli stanziamenti previsti”, come fanno la Regione Campania per il San Carlo e la Regione Sardegna per la Fondazione lirica di Cagliari. Lo prevede l’ordine del giorno collegato all’aggiornamento al Defr 2020, presentato da Sì-Toscana a Sinistra e approvato dal Consiglio regionale. Nell’atto si chiede anche di assicurare la prosecuzione dell’attività artistica del Maggio, di tutelare i posti di lavoro esistenti e di stabilizzare il personale precario in servizio. “Dopo l’ottima gestione Chiarot, occorre oggi portar avanti l’opera di risanamento del Maggio e la stabilizzazione del personale precario. In termini concreti, lo sforzo della Regione Toscana in futuro dovrà aumentare, programmando un sostegno economico analogo a quello previsto da altre Regioni per le loro Fondazioni, si pensi alla Campania, che nel 2018 ha garantito 12 milioni di euro alla Fondazione Teatro San Carlo di Napoli o alla Sardegna, che ha stanziato oltre 8 milioni per la Fondazione Lirica di Cagliari”, dichiarano Fattori e Sarti.

Redazione Nove da Firenze