Nardella: "Parcheggi, inchiesta nata da una nostra precisa volontà"

foto Agenzia Dire

Il sindaco oggi in Consiglio comunale ha mostrato una mail in cui chiede un "intervento energico contro i parcheggiatori abusivi". Opposizioni all'attacco, la Lega chiede le dimissioni del primo cittadino: "Questa vicenda getta un'ombra inquietante sulla gestione politico-amministrativa della città". Cellai (FI): "Non ha chiarito". Sinistra Progetto Comune: "Grande arroganza". Sit-in di FdI


(DIRE) Firenze, 20 gen. - L'inchiesta sui parcheggiatori abusivi di Firenze, che ha impattato sulla Sas, "nasce da una nostra precisa e dimostrabile volontà, mia e della giunta". Lo sottolinea intervenendo in Consiglio comunale il sindaco Dario Nardella, nel giorno il cui il caso scoppiato dentro la partecipata entra in aula.

La polizia municipale, che ha condotto l'indagine, "ha operato su mia specifica indicazione". Lo dice e torna su quel "dimostrabile" leggendo in salone dei Duecento una mail del 23 novembre 2016 inviata alla municipale dall'allora assessore alla Sicurezza, Federico Gianassi, oggi a Bilancio e Partecipate, di cui la Lega chiede le dimissioni. "Cito una mail di Gianassi: 'possiamo organizzare un intervento energico contro i parcheggiatori abusivi? Su piazza della Libertà ho ricevuto diverse segnalazioni, anche alle Cascine su piazza Vittorio Veneto. In questo caso, piazza Vittorio Veneto, su raggiri gravi che metterebbero in atto qualificandosi come dipendenti pubblici a controllo del parcheggio. Mi fate sapere quali azioni, anche con rilevanza non solo amministrativa possiamo mettere in campo per debellare questo fenomeno?'".
Nardella, che su Sas conferma le azioni annunciate la scorsa settimana (l'arrivo del 'commissario' Domenico Palladino, il controllo della sosta sui parcheggi di superficie affidato ai vigili, il piano che definirà il futuro della società affidato a Gianassi e all'assessore alla Mobilità, Stefano Giorgetti), continua e legge il punto dieci di un verbale che riassume una riunione di marzo 2017 organizzata con "il comandante della municipale Casale e l'assessore alla Sicurezza Gianassi". Lì è scritto di "avviare un'attività d'indagine con la polizia municipale e trasmettere all'autorità giudiziaria". Queste sono le mie parole" riportate "in un verbale".
(Dig/ Dire)

La maggioranza applaude Nardella: "Anche oggi dal sindaco - dice il capogruppo Pd Nicola Armentano - abbiamo sentito parole ferme e chiare relativamente alla situazione della Sas. Siamo l’amministrazione che ha messo in campo azioni straordinarie contro la lotta all’evasione, nessuno ci deve insegnare a contrastare irresponsabilità, illegalità e abusivismo. Rivendichiamo che le indagini su questa vicenda hanno avuto impulso dai controlli messi in campo proprio da questa amministrazione e sono state portate avanti dalla polizia municipale. Siamo accanto a chi fa il proprio lavoro in modo etico e civile così come siamo in prima linea per condannare ogni tipo di comportamento scorretto. Inoltre sono idee e progetti concreti quelli illustrati dal sindaco che sul tema dell’accessibilità ha portato numeri, azioni, dati. La confusione regna invece tra i banchi dell’opposizione, dove abbiamo visto nella stessa parte politica, la Lega, invocare un giorno le dimissioni di qualcuno di cui il giorno seguente è stato poi gratificato il lavoro”. Cambiando argomento, “sul tema delle barriere architettoniche inoltre, come Pd diciamo con forza che non avremo nessuna esitazione a sostenere qualsiasi atto di buonsenso, da qualsiasi parte politica, che vada nella direzione di favorire inclusione sociale e accessibilità. - conclude Armentano – A Firenze facciamo così. In altre parti d’Italia, con amministrazioni di altro colore politico, pensiamo alla regione Lombardia, c’è voluta invece una mozione Pd per evitare il taglio dei fondi dedicati alla disabilità”.

Critiche diffuse invece da parte delle opposizioni. "In oltre un'ora e mezzo di litania delle vie il Sindaco ha dimostrato grande arroganza. Vuole essere ringraziato. Noi pensiamo – sottolineano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – che la Città meriti invece delle scuse, per lo spettacolo andato in scena sulla stampa a seguito delle inchieste e per i fatti di cronaca (Piazza Brunelleschi e Via dei Pepi sono gli ultimi due episodi). Ci si accorge che esistono dei problemi e quindi va tutto bene? No, i problemi devono essere evitati alla base, agendo sulle cause e prevenendoli. Allora chiediamo noi scusa alla Città, perché non siamo stati in grado di vincere le elezioni e contrastare politiche sbagliate, sul fronte della modalità con cui si governa la macchina comunale e sulle decisioni che vengono prese. Ci impegneremo ancora di più, perché si smetta di vantarsi di spendere tanto sulle manutenzioni, trovando il modo di spendere anzitutto bene. Perché si smetta – aggiungono Bundu e Palagi – di approvare atti per favorire l'accessibilità della città e la si realizzi concretamente. Vogliamo ricordare di piazza Adua, recentemente riqualificata e continuamente al centro della denuncia da parte di chi vive in zona sulla possibilità di transitarci a piedi? Vogliamo ricordare piazza delle Cure, al centro della stampa di questi giorni? Vogliamo ricordare Piazza Brunelleschi, per la cui riqualificazione oggi ci hanno confermato esserci le risorse e apprendiamo ci sarebbe persino un progetto (dove? Realizzato da chi?). Vogliamo parlare del perché il direttore generale di SAS sia stato messo in aspettativa dal Comune di Firenze istantaneamente, per sottoscrive con l'azienda, dopo essere stato trasferito al Comune di Firenze con un bando scritto in fretta e furia? Vogliamo parlare dell'immagine che esce dalla stampa sul funzionamento delle relazioni interne al Comune di Firenze, anche al di là di quanto si verificherà nei tribunali? No, il Sindaco sceglie la strada dell'arroganza, applaudito dalla maggioranza. Nel frattempo – concludono i consiglieri di sinistra progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – la politica mostra quindi il suo peggiore volto e ci si stupisce delle destre che avanzano”.

 "Oggi - sostiene il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai - non è certo l'opposizione a doversi difendere per lo scandalo emerso, ma il sindaco Nardella. Non basta dire che c'è stata un'indagine condotta dalla Polizia Municipale, occorre chiarire come sia stato possibile che per anni nella società partecipata al 100% dal Comune nessuno si sia accorto di nulla, nonostante ci fossero gli strumenti di controllo del personale come emerso da un mio question time proprio oggi qui in consiglio. E spiegare come in un quadro di comando di una società dove ci sono tre consiglieri di amministrazione, un direttore generale, dirigenti, quadri, nessuno si sia reso conto di quanto accadeva. Nardella ha messo nel mirino solo il direttore generale ma qui è l'intero vertice della società che dovrebbe fare un passo indietro. L'intervento del sindaco mi ha molto sorpreso, perché invece di rispondere con chiarezza sugli addebiti, si è lanciato in un comizio degno di una campagna elettorale, nonostante sia stato eletto solo pochi mesi fa.

Ci auguriamo - prosegue Cellai - che l'inchiesta determini un risultato forte e concreto nella lotta ai parcheggiatori abusivi e siamo contenti per la nostra Polizia Municipale che emerge con fermezza e decisione nella sua attività giudiziaria svolta. Certo il resto della vicenda crea un danno di immagine al Comune per quanto riguarda la questione dell'assenteismo dal lavoro e fa cascare le braccia tra storie di favori tra amici per levare una multa o biglietti omaggio a qualche evento. Ciò che è più grave in questa vicenda, aldilà degli aspetti strettamente processuali, sono i rapporti che intercorrono dentro questa amministrazione. Qui è chiaro che ci sono vari casi in cui dipendenti di questo Comune a vario titolo sapevano bene chi poteva intervenire per "correggere" una multa, quale era il suo numero di telefono e soprattutto sapevano che le loro richieste sarebbero state accolte. I quotidiani riportano alcuni casi di multe aggiustate a dipendenti comunali, ma quante saranno in totale? quante altre persone e quante altre multe di cui ancora non abbiamo letto e di cui forse neppure leggeremo. E perché, è la Domanda con la maiuscola, tutta questa confidenza e questo mutuo soccorso? Qual è il comune denominatore che può avvicinare così tanto persone che fanno cose così diverse dentro il Comune? Non sarà forse l'appartenenza a una stessa area politica? Il garantismo è uno dei valori fondanti di Forza Italia e noi non ce ne dimentichiamo mai, neppure in occasioni in cui potremmo trarne facilmente qualche vantaggio. Per questo ci auguriamo che la vicenda giudiziaria si concluda presto e con esiti certi. Oggi, intanto, dopo il suo intervento fiume in consiglio, prendiamo atto che le responsabilità politiche il nostro sindaco non se le è prese", conclude Cellai. 

Sul fronte Lega, secondo Emanuele Cocollini (Vice Presidente Consiglio comunale) e Antonio Montelatici (Presidente Commissione di controllo) “il sindaco dovrebbe avere la sensibilità ed il buon gusto di dimettersi”. A loro avviso "questa vicenda getta un'ombra inquietante sulla gestione politico-amministrativa di carattere gestionale: un consiglio d'amministrazione incapace di controllare il direttore generale che dichiara pubblicamente che i controlli erano impossibili. E per quale motivo? Domanda che attende ancora una risposta".

Nel pomeriggio, Fratelli d'Italia aveva inscenato un Sit-in di protesta contro Nardella e la sua giunta. Protagonisti, con il capogruppo di FdI Alessandro Draghi e il capogruppo regionale Paolo Marcheschi, l'On. Achille Totaro, il consigliere del Q2 Sollazzo, il consigliere del Q4 Masi, il consigliere del Q3 Cabrele, Ranieri e Sirello consiglieri Q5, Bernabei responsabile FdI Q1, Cabrele, Masi, Ranieri. "Il messaggio che vogliamo lanciare all'amministrazione: i cittadini onesti pagano le multe, e non hanno santi in paradiso a cui chiedere di farsele cancellare. Un aspetto dello scandalo "parcheggiopoli" poco toccato dal sindaco Nardella, se non addirittura ignorato" hanno dichiarato gli esponenti del partito di Giorgia Meloni.

Redazione Nove da Firenze